I suoni densificati (Scheda tecnica n. 10)
Scheda tecnica n. 10* — dicembre 1983. Documento interno del Centre du Langage, che presenta un concetto-chiave del metodo del dott. Alfred Tomatis.*
La nozione di «suoni densificati» sembra difficile da trasmettere per il fatto che il termine «densificato» non è stato ancora sufficientemente definito in seno alla nostra disciplina. Per pervenire a una migliore comprensione del concetto, pare necessario fornire alcune spiegazioni preliminari.
Densità relativa e densità assoluta
Sappiamo tutti cosa siano i suoni filtrati. Essi risultano dal trattamento di un messaggio sonoro attraverso filtri — vale a dire «setacci a suoni». Grazie ai filtri (che sopprimono i gravi), otteniamo, sul piano delle frequenze elevate, una densità che chiameremo densità relativa degli acuti rispetto al suono iniziale. Tale nozione si oppone, beninteso, a quella di densità assoluta. Un esempio ci farà comprendere meglio tale processo.
Si decide, per una data popolazione animale, di modificare la densità dei maschi e delle femmine scegliendo di aumentare il numero di queste ultime. Tuttavia, si potrebbe realizzare tale operazione sopprimendo le specie maschi; in tal caso, la densità relativa del nostro campionamento sarebbe mutata, senza che sia per ciò modificata la densità reale delle femmine nel loro luogo di habitat.
Per contro, se ci si orienta verso la soluzione che consiste nel conservare intatto il numero di maschi aumentando — per moltiplicazione di 2, 3, 4 o n volte — il numero delle femmine, la densità assoluta (quella al metro quadrato, insomma) ne risulta considerevolmente trasformata.
Un altro esempio, che tocca più da vicino la musica densificata, è quello che consiste nel considerare da un lato un pezzo musicale eseguito con un solo violino, e dall’altro lato il medesimo tema eseguito da 10 o 12 violini che suonano all’unisono. La percezione è totalmente differente. Vi è, nel secondo caso, un «fascino», un’opacificazione dell’oggetto sonoro che soltanto la denominazione di «densificazione» consente di intravvedere. Esiste in effetti un’enorme differenza tra il suono risultante da un violino amplificato per gioco elettronico, e il suono raccolto da dieci violini che suonano all’unisono. Il primo è un aumento di un volume a densità interna identica; l’altro è legato a una modificazione del materiale sonoro, in uno stesso volume che avrebbe più intensità — e che sarebbe dunque amplificato — ma che sarebbe cambiato in qualità.
Il procedimento di densificazione
I suoni densificati sono realizzati nel modo seguente: su un segnale (A, Z) iniziale, largo, complesso, si effettua un primo filtraggio che dà origine a un suono (B, Z) ancora largo e assai complesso; di lì sarà estratta una nuova matrice che dà (C, Z), e così di seguito sino a (Z), se ci piace, per esempio.
Tutte le matrici vengono poi ricollegate al fine di dare una registrazione comune, vale a dire:
(A, Z) + (B, Z) + (C, Z) + (D, Z) + … + (Z)
Lo spettro sonoro terminale sarà schematicamente:
A + 2B + 3C + 4D + … + 24 Z
La densità assoluta di ciascuna delle bande — altra da (A, Z) — è così modificata. La nozione di densità reale appare in tal modo.
In effetti, se matematicamente tale nozione è agevole da concepire, sul piano acustico si mostra assai più complessa — altri fenomeni essendo intimamente legati alla natura medesima dell’onda sonora. Ciascuna delle frequenze si trova effettivamente modificata, rinforzata, anzi annullata, dagli accoppiamenti di frequenze, dalle interferenze, dagli sfasamenti, dai lievi scostamenti. Sicché, invece di leggere sullo spettro una frequenza F, avremo:
F + F1 + F2 + F3 + F4 + …
… con F1, F2, F3… che possono essere F + 1, F − 2, F + 3, ecc.
Vediamo dunque che, mediante il processo di densificazione, la banda passante contenente tali differenti frequenze è per tal fatto rinforzata.
Perché densificare? La struttura fisiologica dell’orecchio
È bene notare sin d’ora che lo scopo di tale operazione non è puramente speculativo. Esso risponde insomma alla struttura fisiologica dell’orecchio. L’organo di Corti, in effetti, distribuisce le sue cellule ciliate secondo una progressione logaritmica andando verso gli acuti. Tale progressione s’accompagna a un aumento dell’analisi frequenziale, la cui sensibilità nella zona compresa tra 1000 e 2000 Hz s’inscrive in un rapporto:
ΔF / F = 3 / 1000, con ΔI = 2 a 3 dB
È per agire su tali due parametri — o più esattamente sui meccanismi che vi corrispondono — che abbiamo creato le bande di suoni densificati: musica densificata, filastrocche densificate, gregoriano densificato, testi densificati, sibilanti filtrate densificate.
Il loro impiego è da generalizzare, soprattutto quando si è in presenza di carenze dell’ascolto:
-
per alterazione della percezione degli acuti;
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per la non-utilizzazione della banda di carica, all’atto dei fenomeni depressivi;
-
quando vi sia resistenza all’apertura della selettività.
Attualmente, un apparecchio messo a punto dal prof. Tomatis consente di densificare tutte le bande. Informazioni ci saranno date in proposito ulteriormente.
Indicazioni cliniche della musica densificata (MD)
Le bande di musica densificata possono essere utilizzate nel modo seguente:
a) Ipoacusie bilaterali
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dopo un certo numero di sedute di MF, in alternanza con la MF (equilibrio a 10 o 7);
-
poi continuare in alternanza durante gli ASM;
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e infine, distribuire in ragione di una seduta su 4, con sibilanti filtrate, MF e gregoriano.
b) Vertigini di Ménière
- dopo gli ASM, in alternanza con il gregoriano, la MF, la MF e le sibilanti filtrate (equilibrio da determinare — questione delicata che richiede una grande esperienza).
c) Sindromi depressive
- dopo gli ASM, in alternanza con il gregoriano, poi eventualmente con sibilanti filtrate e testo.
d) Taluni disturbi della comunicazione
- presso taluni bambini autistici, durante il periodo delle filastrocche.
Produzione
I nostri laboratori prevedono di aumentare la produzione delle bande di suoni densificati. Tuttavia la loro preparazione è estremamente delicata. Essa esige un’apparecchiatura assai importante: 10 magnetofoni Revox 38 cm pista piena, più filtri variabili, ecc. Ciascuna matrice richiede più giorni di lavoro.
Legenda: MF = musica filtrata; MD = musica densificata; ASM = parto sonico; MF = musica filtrata.
— Scheda tecnica n. 10, Centre du Langage del dott. Alfred Tomatis, dicembre 1983.