Comunicazione presentata dal Dr Spirig, del Centro di Audio-Psico-Fonologia di Nieuwpoort (Belgio), alla prima giornata del II Congresso Internazionale di Audio-Psico-Fonologia tenutosi a Parigi dall'11 al 14 maggio 1972. Il Dr Spirig vi rende conto di un’analisi comparativa condotta su bambini ricevuti come «debili mentali» — caratteristiche audiometriche, psicomotorie, neuro-motorie, scolastiche ed elettro-encefalografiche — e della rieducazione mediante voce materna (V.M.) e Orecchio Elettronico. Segue la discussione, presieduta dal Pr Tomatis, che ritorna a lungo sull’immagine del corpo, la selettività, il quoziente intellettivo, lo spazio-tempo einsteiniano, il dialogo madre-figlio, il parto sonico e il ruolo del canto gregoriano (interventi del sig. Bonhomme, sig.ra Joanny, Dr Sarkissoff e uditori).

Analisi dei risultati di audio-fonologia nei debili mentali

a cura del Dr Spirig
Centro di Audio-Psico-Fonologia di Nieuwpoort (Belgio)

II Congresso Internazionale di Audio-Psico-Fonologia, Parigi, 11-14 maggio 1972 — Atti, pp. 73-79.

Introduzione

Il lavoro qui presentato verte su un gruppo di bambini ricevuti a Nieuwpoort sotto l’etichetta di «debili mentali». Abbiamo cercato di enucleare, fra quella che si chiama comunemente debilità mentale, ciò che attiene propriamente a un difetto di audio-fonologia e ciò che ne è distinto; ciò, nella prospettiva di proporre una rieducazione differenziata.

A. — Caratteristiche della popolazione studiata

1. Audio-psico-fonologia. — Tutti questi bambini presentano disturbi di audio-fonologia nel senso in cui lo intende il Pr Tomatis: difetto di selettività, difetto di apertura, curva di audizione particolare.

2. Test uditivo. — Le curve audiometriche mostrano particolarità costanti: debole selettività, apertura deficiente, profilo sovente a vasca o irregolare nelle frequenze medie.

3. Test psicomotori (a — Bender, b — prove di lateralità, c — prove grafomotorie). — Si distinguono tre gruppi:

  1. Un primo gruppo presenta un ritardo psicomotorio globale, senza dissociazione marcata;

  2. Un secondo gruppo presenta un’evoluzione psicomotoria meno deficiente, ma con disuguaglianze franche secondo le prove;

  3. Un terzo gruppo presenta risultati psicomotori normali o prossimi alla norma, mentre tali bambini sono stati indirizzati come debili.

4. Comportamento neuro-motorio (a, b, c, d). — Esame dettagliato del tono, delle sincinesie, della coordinazione dinamica generale e della coordinazione oculo-manuale.

5. Profilo della mobilità. — Stabilito a partire dalle prove precedenti, tale profilo enuclea la parte propriamente neuro-motoria del ritardo.

6. Sapere scolastico. — Livello raggiunto in lettura, scrittura, calcolo, confrontato all’età cronologica.

7. E.E.G. — Tracciati elettro-encefalografici raccolti presso l’insieme dei soggetti.

B. — Rieducazione

L’analisi degli insuccessi parziali incontrati nel corso della rieducazione mediante Orecchio Elettronico, in una prima fase, ci ha condotti a isolare due elementi essenziali, senza i quali la rieducazione non si pone in essere in maniera durevole:

  1. la ripresa della voce materna filtrata, condotta sino al parto sonico;

  2. l’attenzione portata all’apertura e alla selettività uditive, parametri che devono essere seguiti passo passo durante tutto il processo di rieducazione.

C. — Ripresa della Voce Materna (V.M.)

Illustriamo tale ripresa con il caso di un bambino dislessico fiammingo indirizzato al Centro. La ripresa sistematica di V.M. ha consentito di far apparire progressivamente fenomeni che la prima rieducazione, condotta senza tale ripresa, aveva lasciati in secondo piano.

D. — Reazioni osservate dopo la ripresa di V.M.

1. — Apparizione simultanea di un miglioramento dell’apertura e della selettività uditive.

2. — Modificazioni osservate sul piano psicomotorio:

  1. riorganizzazione del tono;

  2. diminuzione delle sincinesie;

  3. miglioramento della coordinazione dinamica;

  4. miglioramento delle prove grafomotorie;

  5. riorganizzazione della lateralità;

  6. miglioramento dello schema corporeo;

  7. miglioramento globale del comportamento e della disponibilità relazionale.

E. — Conclusioni

A partire dai tre gruppi sopra descritti, proponiamo le seguenti conclusioni:

  • Gruppo I — ritardo psicomotorio globale, debilità autentica: la rieducazione mediante V.M. + Orecchio Elettronico ha un effetto di sostegno, ma non sposta la struttura di fondo;

  • Gruppo II — (a) evoluzione favorevole allorché la ripresa di V.M. sia condotta sino al termine; (b) evoluzione deludente in assenza di tale ripresa;

  • Gruppo III — (a) bambini indirizzati come debili ma senza debilità autentica: la rieducazione audio-fonologica rivela un quoziente intellettivo sensibilmente normale; (b) l’etichetta di debilità cade a favore di una diagnosi di inibizione di origine audio-fonologica.

F. — Proposta di schema di rieducazione

  1. bilancio audio-psico-fonologico completo all’ingresso;

  2. ripresa sistematica di V.M. con parto sonico prima di ogni altra tappa;

  3. sedute di Orecchio Elettronico seguendo passo passo apertura e selettività;

  4. rivalutazione periodica dei parametri psicomotori e scolastici.

G. — Questioni aperte

  1. Sin dove si può spingere l’apertura della selettività nei debili autentici?

  2. Qual è il ruolo dell’E.E.G. come indicatore del potenziale di recupero?

  3. Come ponderare la parte organica e la parte conflittuale nella genesi del quadro di debilità?

  4. Che cosa diviene, a lungo termine, il Gruppo III allorché l’etichetta di debilità sia stata levata?

  5. Quale posto dare al canto gregoriano nella programmazione dei debili?

  6. Il parto sonico è da riprendersi più volte nello stesso soggetto, e secondo quali criteri?

  7. Come articolare l’apporto audio-fonologico alle strutture esistenti dell’insegnamento specializzato?


Discussione a proposito dell’esposizione del Dr Spirig (Nieuwpoort)

Dibattito presieduto dal Professor Tomatis

Atti, pp. 81-95.

Intervento del Pr Tomatis

Il Pr Tomatis, prendendo il séguito delle questioni sollevate dal Dr Spirig, torna anzitutto sui suoni puri e sulla curva di audizione. Insiste sul fatto che l’immagine del corpo si costruisca in funzione della percezione delle alte frequenze, e che la zona del linguaggio non possa organizzarsi se non in quanto la selettività sia aperta sull’insieme dello spettro udibile.

Dr Spirig

Sì, è proprio ciò che osserviamo in tali persone: fintanto che la selettività resta chiusa, l’immagine del corpo resta frammentaria e la zona del linguaggio non si organizza.

Pr Tomatis

Il Dr Spirig è sul medesimo cammino del nostro. Le sedute di Orecchio Elettronico consentono, passo passo, di ristabilire la funzione di ricarica corticale, e la scolarità riprende durante il trattamento stesso. Ma occorre ben comprendere che ciò che chiamiamo sovente «debilità» è, in realtà, in ben dei casi, un falso quoziente: il bambino non ha avuto accesso all’equipaggiamento neurologico necessario per fare la prova della propria intelligenza, per mancanza di un orecchio sufficientemente aperto.

La musica filtrata e la voce materna consentono di tornare al di qua di tale equipaggiamento difettoso. Abbiamo persino ottenuto risultati stupefacenti con soggetti schizofrenici, andando a cercare ciò che avviene al di qua della volta del sebo, là dove la percezione sonora non ha ancora lasciato la dimensione somatica.

Occorre rammentare che il suono non passa soltanto per l’orecchio; passa anche per la pelle. È tutto l’umano che ode; il timpano non è che un punto fra altri in tale ascolto generalizzato. L’E.E.G. ci mostra del resto che la stimolazione sonora ripercuote sull’insieme del tracciato corticale, e non soltanto sulle aree uditive nel senso stretto.

Vi è qui tutto un problema di spazio-tempo che ricongiunge, ai miei occhi, le intuizioni di Einstein. Nei mancini e nelle dislessie pronunciate, ciò che è in causa è per l’appunto un difetto di organizzazione dello spazio-tempo percepito. L’orecchio — e più largamente l’insieme del captatore somatico — deve poter gerarchizzare ciò che giunge prima e ciò che giunge dopo. Fintanto che tale gerarchia non sia assicurata, il bambino resta preso nel cosmo indifferenziato delle proprie percezioni, senza ego pienamente costituito.

M. Bonhomme

L’avvenire, a propriamente parlare, non esiste.

Pr Tomatis

Diciamo che l’avvenire sia ciò verso cui l’ascolto ci tende; è la direzione della trascendenza. Senza ascolto, non v’è avvenire possibile — non v’è che la ripetizione di un presente indifferenziato.

M. Bonhomme

E la memoria?

Pr Tomatis

La memoria, è il file in cui si iscrive ciò che è stato udito e integrato. Fintanto che l’orecchio non gerarchizzi, non v’è veramente memoria, ma un magma sonoro in cui nulla si ritrova.

Un Uditore

(intervento non registrato)

Pr Tomatis

Per riprendere la questione della voce materna come la pone il Dr Spirig: ci troviamo sempre, a un momento o a un altro, dinanzi alla situazione di Edipo-Re. Bisogna che la madre accetti di lasciare il bambino; senza ciò, nessuna apertura véritable è possibile.

Un Uditore

E la madre?

Pr Tomatis

Facciamo passare altresì della Musica Filtrata alla madre. Sovente, è per tale via che si rende disponibile al bambino.

Un Uditore

(domanda relativa alla nascita)

Pr Tomatis

Il bambino, alla nascita, cambia bruscamente di mondo. All’interno dell’utero, udiva in un ambiente liquido: il suo orecchio medio era riempito di liquido amniotico, e le impedenze acustiche erano tutte differenti da ciò che diverranno.

Provochiamo dunque a poco a poco il cambiamento dell’una all’altra di tali impedenze, sino a che il bambino senta ciò che è avvenuto nei primi momenti della propria vita. In partenza del resto, egli ode come udiva quando era nell’utero, il suo orecchio medio ancora pieno di liquido amniotico; ciò spiega perché sia così tonico nel corso dei primi dieci giorni della propria vita di lattante. E poi, a poco a poco, tutto svanisce per parecchi mesi; il bambino perde il proprio tono perché non ha più la fortuna di udire i suoni acuti, perché il suo apparato di trasformazione di impedenze non è ancora a punto. Pian piano, imparerà a servirsi dell’aria come ambiente di trasmissione e il suo timpano imparerà a tendersi di nuovo come quando era nell’utero.

Mme Joanny (Nancy)

E a livello dei nastri, come avviene?

Pr Tomatis

Abbiamo sistemi di filtri che fanno passare la voce materna da 8.000 Hz a 125 Hz in una sola o in più tappe. Ne riparleremo domani al contempo in cui evocheremo il problema della programmazione.

Occorre rifar udire al bambino la voce di sua madre come la udiva all’inizio della propria vita fetale, poi fargli rivivere il proprio parto, la propria nascita, il proprio cambiamento di universo.

Un’Uditrice

Per il medesimo genere di casi, raccomandate ogni volta una medesima programmazione?

Pr Tomatis

Sì, in generale, poiché l’evoluzione umana è la medesima per ciascun individuo. Ma vi sono tuttavia casi di specie che obbligano a modificare in una certa misura la distribuzione dell’informazione. Supponete che facciate un parto sonico dopo una serie di V.M.; il bambino evolve bene; continuate dunque e passate allo stadio seguente ma lì constatate una resistenza, un’intolleranza. Avete allora interesse a riprendere la V.M. e a ricominciare un parto sonico al termine di un certo tempo. Vedete allora come il bambino reagisca, e se non è ancora pronto, potete ricominciare. Non abbiate paura di farlo tante volte quanto è necessario; non v’è alcun pericolo.

Dr Sarkissoff

Si possono fare due o tre parti sonici uno dopo l’altro?

Pr Tomatis

Sì, e anche di più, senza alcun inconveniente, ben al contrario. Assistete allora a una sorta di piacere, di riviviscenza nel bambino, assai straordinaria da osservare.

Dr Sarkissoff

Fate seguire tale parto da una o più sedute di voce materna non filtrata?

Pr Tomatis

Sì, di preferenza; avete sovente la sorpresa di vedere, in quel momento, che il bambino oda sua madre; la sua relazione con lei diviene migliore. Non bisogna soprattutto far passare la voce del padre immediatamente dopo, giacché vi possono essere reazioni assai violente. Il padre, è l’altro, è il divenire, è la destra, è ciò che il bambino in trattamento rifiuta sovente.

V’è dunque luogo di seguire una programmazione assai sfumata. Dopo la V.M.N.F. (voce materna non filtrata), si fa passare della musica filtrata poi si affronta il linguaggio con parole ricche di frequenze acute. Solo dopo 60-80 sedute si può considerare di far passare la voce del padre. Riparleremo di tutto ciò domani in occasione dell’esposizione che ci farà la sig.ra Espinat su tale tema.

Dr Sarkissoff

Non ho molto da aggiungere; vorrei tuttavia tornare su quanto ha appena detto il Pr Tomatis per ciò che concerne i parti sonici. Penso che uno dei grandi vantaggi che hanno coloro che non curano i debili sia, come ha menzionato il Pr Tomatis, tale possibilità di suscitare una risorgenza dei conflitti.

Allorché facciamo il parto sonico, vediamo quantità di conflitti apparire; è meraviglioso giacché, in quel momento, possiamo aiutare a sciogliere tali conflitti verbalizzandoli, comprendendoli. Per quanto concerne i conflitti dei debili, non possiamo generalmente rilevarli; è impossibile scioglierli altrimenti che con l’apparecchio Tomatis. Eccoci dunque in grado di far intervenire la dimensione neurologica dei suoni, mentre abitualmente abbiamo a nostra disposizione due dimensioni nel contatto umano che possiamo avere con il bambino, ciò che ci consente di comprendere i suoi conflitti.

Pr Tomatis

Penso che, per il debile, ritroviamo un poco quanto il Dr Dubard ci ha esposto stamattina a proposito del bambino handicappato e debilitato del resto. Esiste in lui un rigetto; esiste in tali persone una grande paura soggiacente, una psicotica della quale dobbiamo assolutamente tener conto e per la quale possiamo intervenire con l’ausilio delle nostre tecniche.

È certo impensabile far beneficiare di un’analisi un bambino che abbia un quoziente intellettivo a 70; l’iter è difficile e si riduce a qualche gioco e a qualche movimento, ma occorre sapere abitualmente, alla rivalidazione uditiva, se il Q.I. sale a 80, il soggetto allora aumenterà il proprio campo di coscienza e il problema cambia aspetto.

Credo che, dando della corrente a un individuo per il tramite dell’orecchio e mediante il giuoco puramente dinamizzante della funzione di ricarica, con le percussioni di attendere un piano di coattivazione elettrica al piano di coattivazione neurologica appartenente. È lì il pericolo altresì, mentre la coscienza comincia a destarsi, l’analista può allora giocare tale fattore per andare oltre. So che come l’analista giuoca con l’inconscio e gli vorrei domandare di spiegarcelo. Devo dire che tale parola «inconscio» mi indispone; non so cosa ne pensi il Dr Sarkissoff.

Dr Sarkissoff

L’inconscio è un’ipotesi; è qualcosa di invisibile che non si può raggiungere coscientemente; non lo si raggiunge mai se non in maniera indiretta. Ma è per tale via indiretta in una maniera di essere cosciente. È per ciò che l’attività dell’apparecchio Tomatis sono da confrontare all’attività di una psicoanalisi sonica, entrambe mirano a raggiungere qualcosa che è al di là del fenomeno e che è l’inconscio.

D’altra parte, sono stato molto interessato dalle osservazioni del Dr Spirig sull’epilettoide e il soggetto che l’analista designa in tale senso. In poco tempo, alcuni ci colpiscono al neurologico su ciò che occorre aver coraggio, ma non lo sono, per affrontare i temi che non fanno parte della vostra specialità. La penombra di tale apparizione dell’epilettoide e nell’epilettoide e il soggetto di inviare cancellazioni nella corteccia in direzione dell’area temporale, a ciò che non può, come ha detto il Dr Spirig, e come il Pr Tomatis viene di confermare, una maturazione di quelle zone che non hanno mai potuto destarsi, per mancanza di ricevere gli stimoli necessari.

Tale maturazione accompagnandomi, mi sarebbe stata elementare elisa, di fenomeni che possono essere di tipo epilettoide. Sembra nel corso dell’epilettoide, o si trova in presenza, al momento in cui i difetti varcano le barriere e permanenti un certo, di un aumento delle crisi o dei fenomeni che si evocano l’apparizione di epilettoide autentico. Tale recrudescenza è, credo, un assai buon pronostico del processo di maturazione. Si tratta, è notevole, di una sorta di riattivazione che si può

attribuire, se si vuole, all’istinto di morte o ad altre cause ipotetiche che provocano le crisi e che si viene a inserire al parto. Tutto avviene come se tale maturazione si sforzasse di svelare tali dati nelle nostre tesi psicoanalitiche. Accompagnandosi a una sorta di rilascio di pulsione di morte che provoca la crisi epilettica e di una funzione vitale che corrisponderebbe alla maturazione di quelle zone cerebrali.

Pr Tomatis

Vorrei aggiungere una parola a tale tema. Abbiamo pensato, agli inizi delle nostre ricerche, che ci occorrevano apparecchi estremamente sensibili, segnatamente per ciò che concerneva gli auricolari; volevamo avere auricolari che andassero a 16.000 Hz e ciò che prima del resto di utilizzare ciò che ricerchiamo. Ora, si è rivelato, a poco a poco, a poco a poco, che con tali auricolari ad altissima frequenza, rischiavamo di provocare crisi di epilessia. Ciò risponde a ciò che state dicendo: il fenomeno epilettoide essere una messa in risonanza di una parte dell’edificio d’abitudine soffocata; vi avviene qualcosa; ciò viene molto bene all’epilettico entrare in conflitto con il proprio corpo.

Abbiamo dunque eliminato le frequenze al di sopra di 100 Hz per evitare tali incidenti. Si sente bene del resto, quando si passano molti gravi, che una fatica appaia. Si rientra una sorta di rimescolamento, di rischio di una messa in risonanza di un ritmo cerebrale mal canalizzato. Mentre al contrario, allorché passiamo gli acuti, armonizziamo mediante una messa in funzionamento della corteccia in una direzione che dà, al contempo, elementi di ricarica.

Dr Spirig

Abbiamo notato sovente, nei dislessici, segni epilettoidi durante un certo periodo, che si attenueranno in séguito. Abbiamo constatato fenomeni simili nei balbuzienti.

Ora, vorrei porvi un’altra domanda sul seguente principio: dato che constatiamo della selettività resta bloccata fintanto che la maturazione non evolva, siamo in diritto di pensare che si tratti di un fenomeno psicologico. Ho creduto comprendere, con l’ausilio dei dati psicoanalitici, che tale non-evoluzione sia, in larga parte, voluta inconsciamente. È così esatto?

Pr Tomatis

Penso che vi sia qui un blocco a livello del talamo e che, in tal caso, una farmacopea ben diretta potrebbe aiutarci: si tratta della viscosa vita biogena, della viscosità totale. Si può pensare lì ancor di più della libera vita più a fare parti, a lasciare il bambino nella cuffia sulla testa parecchie ore al giorno, a utilizzare bagni sonori armonici. Abbiamo persino pensato di mettere altoparlanti al fine di mantenere un’atmosfera sonora costante per tali soggetti — il suono non passa soltanto per l’orecchio; passa altresì per la pelle e si deve pensare a imbibire l’individuo di suoni su tutto il suo corpo affinché acceda a un certo livello di apertura al mondo esteriore. Non appena raggiunga 500 Hz, l’immagine del corpo appare, segnatamente la coscienza dei visceri; e il soggetto rivive, durante tale periodo, la sua vita puramente ombelicale, che gli ha impedito il più sovente di salire al di sopra di un vissuto visceralizzato.

Dr Spirig

Bisogna continuare i parti sonici sino a che la selettività sia completamente aperta?

Pr Tomatis

Sì, lo penso; ho io stesso debili in trattamento e confesso che sono sovente, come voi, bloccato da tale fenomeno di non-apertura della selettività. Faccio allora fare sedute di Orecchio Elettronico fintanto che non giungano a 11 ottave.

Un elemento che ci dà risultati straordinari (ne riparleremo nella programmazione) è il canto gregoriano; vedrete che i debili si aprono in maniera stupefacente ascoltando il canto gregoriano. Vi sono al Centro di Parigi bambini che rifiutano strettamente tutto, ma non appena si passi loro il canto gregoriano, si mettono immediatamente a cantare e si destano in maniera eccezionale.

Il canto gregoriano è un canto che non fa appello ad alcuna proiezione psicoanalitica; è per ciò che è stato creato. Tutti i canti sacri, che passano nella zona selettiva di ricarica, tonificano l’essere senza toccare alla sua visceralità. Se prendete un grande cantante d’Opera, vi sfido a fargli cantare tre misure di canto gregoriano; non vi riesce mai perché è troppo arroccato nel proprio canto viscerale che è quello dell’uomo corrente. Per passare all’altro canto, ciò gli è molto difficile. Per contro, allorché un bambino gusti delle modulazioni gregoriane, ne apprezza neuronicamente la qualità che non gli ricorda nulla del suo vissuto, che lo calma e lo dirige verso le alte sfere della trascendenza. Facciamo fare sempre più sedute di canto gregoriano.

M. Bonhomme

Vi sono spazi sonori in tali training in canto gregoriano, che consentono di ripetere la frase musicale?

Pr Tomatis

Sì. Pensando che la memoria potesse essere deficitaria, siamo persino giunti a iniettare in maniera attenuata la medesima frase sonora affinché il soggetto potesse ripetere al contempo. Ha così a propria disposizione un supporto che gli consente di ripetere sino a che possa farlo da solo.

Taluni bambini accettano soltanto il canto gregoriano durante un certo periodo. Bisogna allora far loro passare tali nastri che hanno un grande potere apaziatore.


Fonte: «Analyse des résultats d’audio-phonologie chez les débiles mentaux», comunicazione del Dr Spirig (Centro di Nieuwpoort, Belgio) e discussione presieduta dal Pr Alfred Tomatis, in Actes du IIe Congrès International d’Audio-Psycho-Phonologie, Parigi, 11-14 maggio 1972, pp. 73-95. Documento digitalizzato proveniente dagli archivi personali di Alfred Tomatis. Trascrizione: la qualità del documento d’epoca (ciclostile dattiloscritto) non consente una lettura perfettamente fedele di ciascuna riga; alcune locuzioni del dibattito sono state restituite mediante lettura visiva delle pagine digitalizzate in alta risoluzione. I concetti e l’argomento sono conformi all’originale.