Differenti problemi dell'elettronica
Differenti problemi dell'elettronica — Esposizione e discussione (Sig. Karsenty, Société Hi-Fi) — II Congresso Internazionale di Audio-Psico-Fonologia, Parigi (1972)
Sesta comunicazione del II Congresso Internazionale di Audio-Psico-Fonologia tenutosi a Parigi dall'11 al 14 maggio 1972. Il sig. Karsenty, ingegnere della Société Hi-Fi che si è assunta la fabbricazione e l’assistenza post-vendita dei dispositivi connessi all’Orecchio Elettronico, espone in qualche minuto la scelta del magnetofono REVOX in versione speciale (mono-pista, velocità 9,5 cm/s) e apre poi una discussione tecnica con i direttori di Centri (sig. Mapples e sig. Lippelen di Ottawa, sig. Dubard di Nizza, sig.ra Joanny di Nancy, sig. Madaule del Centre du Langage di Parigi) e il Prof. Alfred Tomatis stesso. Le questioni affrontate — diafonia dei nastri bi-pista, calibrazione delle testine di lettura, mito della stereofonia, filtri passivi che tagliano a 2000 Hz, filtri attivi che attenuano 50 dB in corso di messa a punto, schema standard di raccordo (Orecchio Elettronico, magnetofono, filtri, Audio-Stimolatore), rischi delle modifiche avventate — offrono uno scorcio raro della cultura tecnica di una rete di Centri APP alla svolta degli anni Settanta e dell’esigenza di rigore che Tomatis vi impone.
«Differenti problemi dell’elettronica» — Esposizione e discussione
Monsieur Karsenty (Société Hi-Fi)
Sesta comunicazione del II Congresso Internazionale di Audio-Psico-Fonologia, Parigi, 11-14 maggio 1972 (venerdì 11 maggio pomeriggio).
Esposizione liminare del sig. Karsenty
M. KARSENTY. — Vorrei cominciare col dire che, dopo numerosi tentativi concernenti le registrazioni, abbiamo concluso che esistono parecchi punti assai importanti da non trascurare nella prospettiva del lavoro effettuato con l’ausilio dell’Orecchio Elettronico.
Prove multiple sono state realizzate su un gran numero di magnetofoni che si trovano correntemente in commercio, e tali studi ci hanno indotto ad adottare un apparecchio che, anche se non è apprezzato da tutti, si adatta perfettamente agli imperativi dell’Orecchio Elettronico.
Abbiamo potuto così, con l’aiuto dei nostri amici svizzeri e tedeschi, mettere a punto questo magnetofono REVOX in versione speciale. Quest’ultima consentirà di utilizzare un apparecchio a velocità 9,5 con nastri mono-pista. Perché dunque adottare tale soluzione? Anzitutto perché essa ci darà la possibilità di utilizzare i nastri per intero; non vi saranno bianchi; faremo così economie lavorando a 9,5. Inoltre, vi sarà minor rischio di alterazione di tali nastri e i problemi di diafonia saranno evitati, mentre essi esistono sempre allorché si voglia impiegare 2 o 4 piste. Eviteremo altresì taluni inconvenienti quali i pleurages (oscillazioni di velocità), ecc.
Dopo queste poche parole, lascio la parola alle persone che vorranno pormi domande sul piano tecnico.
Discussione
M. MAPPLES (Ottawa). — (Domanda non registrata.)
M. KARSENTY. — No, ciò non è stato considerato per la buona ragione che la banda passante richiesta per tale magnetofono, almeno per ciò che concerne i lavori di cui oggi è questione, non ci obbliga a lavorare oltre i 14 o 15.000 Hz, ciò che si soffia che la gente poteva rimproverare a registrazioni da noi sinora effettuate proveniva probabilmente dai nastri magnetici che voi avete impiegato. Se è con parsimonia che la gente impiegava correntemente nastri non modificati di cui occorre servirsi, d’altra parte, domandiamo agli utilizzatori d’impiegare l’apparecchio a 9,5 con nastri mono-pista. Sovente le registrazioni provenienti da nastri 2 o 4 piste, per ragioni di economia di cui non ci si accontenta di ciò, è ciò che deploro il valore tenuto conto delle esigenze che impone l’Orecchio Elettronico.
Pr TOMATIS. — Penso che l’interesse attuale sarebbe utilizzare nastri a pista piena affinché possiamo avere un nastro assai più largo e ottenere una migliore dinamica, anche passando a velocità inferiore.
Tale soluzione può comportare un’economia considerevole di nastri, ciò che non è da trascurare sotto diversi punti di vista. In primo luogo, il costo relativo allo spazio necessario per stoccare i nastri. Data l’evoluzione delle programmazioni, il numero assai importante di nastri è attualmente indispensabile per ciascun Centro ed è bene pensare qui a un problema di stoccaggio.
Inoltre, se si prendono nastri bi-pista, non bisogna dimenticare che vi è sempre il rischio del nastro che non sia utilizzato. Altrimenti, se si registrasse qualcosa sulla seconda pista, si correrebbe il rischio di cagionare una diafonia, vale a dire allo stesso modo la prima e di provocare fenomeni di cancellazione, ecc.
Abbiamo messo alla prova un gran numero di magnetofoni; il REVOX è il solo a rispondere a norme quasi professionali, in funzione dell’utilizzazione che ne facciamo in seno ai nostri Centri tecnici, e vogliamo su apparecchi che valgono fortune per la qualità che non è sempre la più sensibile.
M. LIPPELEN (Centre d’Étude de l’Enfant, Ottawa). — (Domanda, seguita dalla risposta.) — A un dato momento, i magnetofoni che facevano un uso permanente e ininterrotto presso di noi presentavano problemi di regolazione delle testine difficilmente padroneggiabili. Per noi è altresì una preoccupazione ma se l’avvenire che, come hanno detto il sig. Karsenty e il Prof. Tomatis, il servizio post-vendita dei Tedeschi, che vogliono assicurare la manutenzione di tali macchine, ci venga finalmente di sostegno a tale proposito. Se un giorno un magnetofono REVOX si guastasse, l’équipe del sig. Karsenty ce ne assicura il cambio immediato affinché sia sempre possibile mantenere in permanenza in ciascun Centro un intero insieme che sia in ordine di marcia.
Pr TOMATIS. — Voi sapete che, per noi tutti, utilizzatori dell’Orecchio Elettronico, il problema dei magnetofoni è assai importante poiché l’informazione sonora è il più sovente distribuita a partire da nastri registrati su magnetofono. Se l’apparecchio si guasta, è certo che ci troviamo allora fortemente immobilizzati. Non resta più che far leggere il soggetto sotto Orecchio Elettronico, ciò che del resto ho fatto a lungo agli inizi della messa in opera delle tecniche.
Il sig. Karsenty sta dunque attualmente mettendo in piedi un sistema di post-vendita, di messa in funzione e di sorveglianza che ci aiuterà considerevolmente sul piano tecnico.
M. DUBARD (Nizza). — I REVOX da voi impiegati sono quelli della versione 77 o altro?
M. KARSENTY. — Sì, ma saranno modificati, poiché li passeremo a mono-pista.
Pr TOMATIS. — Penso sia agevole. Gli ingegneri tedeschi ci hanno mostrato come si debba procedere per passare a pista piena; bisogna cambiare la testina di registrazione, ma gli apparecchi utilizzati sono i medesimi che voi avete.
Non bisogna dimenticare che un nastro che passa a velocità minore si usura assai meno in fretta; ciò gioca dunque parimenti e procura un nuovo vantaggio. Il pericolo sarebbe certo che, se si cambiasse velocità a partire dai magnetofoni esistenti, vi fosse una sensibile diminuzione degli effetti ricercati. Ma l’équipe tecnica della REVOX ha effettuato misurazioni assai spinte al riguardo e si è impegnata a rispettare le norme necessarie al buon funzionamento dell’Orecchio Elettronico.
Credo sia bene precisare che, diminuendo la velocità ma allargando tutto il nastro in mono-pista, otteniamo risultati superiori a quelli di una doppia pista. Non dimenticate inoltre che una pista piena è più di due volte una mezza pista, contrariamente a ciò che credono le persone, poiché vi sono le due piste aggiunte, più il centro che è vuoto; la pista piena dà una percentuale di 1,2 in più, ciò che aumenta considerevolmente la dinamica.
Vorrei precisare infine che, se si vuole utilizzare la pista piena e per di più conservare la velocità 19 cm/s, la qualità non può che trovarsene ancora migliorata, poiché ci avviciniamo così ai criteri assoluti.
Mme JOANNY (Nancy). — Da quanto ci dite, i nastri bi-pista non devono essere registrati sulle due piste?
Pr TOMATIS. — No, è meglio non farlo poiché rischiate di introdurre errori passando un’altra informazione al contempo e innescando fenomeni di diafonia, vale a dire che un’informazione può interferire sull’altra. Supponete che un giorno abbiate un magnetofono pista-piena e che passiate il nastro registrato a partire da quest’ultimo su un altro magnetofono le cui testine non siano esattamente calibrate, rischiate allora di passare qualcosa di diverso da ciò che è necessario.
Di tanto in tanto, ci si invia dalla provincia o dall’estero registrazioni da filtrare che siamo obbligati a rinviare senza averle impiegate poiché contengono piccoli rumori d’uccelli o di anatre di cui è impossibile sbarazzarsi. Le persone comprendono difficilmente tali problemi tecnici e non si rendono conto di quanto sia necessario essere assai esigenti in materia. Vi rammento, ancora una volta, che lavoriamo, che curiamo, che aiutiamo per mezzo di suoni e che, per ciò, dobbiamo essere assai attenti al valore della trasmissione di tale materiale sonoro. Preciso infine che i magnetofoni a 4 piste non sono utilizzabili a livello delle nostre tecniche.
M. KARSENTY. — Per i Centri che lo desidereranno, ci sarà possibile fra qualche tempo modificare i REVOX 77 che sono attualmente bi-pista e che potremo probabilmente passare a pista piena.
In realtà, un nastro è alto 6 millimetri; allorché realizzate una registrazione a due piste, queste sono di circa 2 mm ciascuna. Ora, allorché farete una registrazione a pista piena, avrete un terreno che farà largamente 5 mm o 5 mm 5.
Pr TOMATIS. — Vorrei sollevare brevemente il problema della stereofonia che è, voi lo sapete, un problema assai di moda. Siamo ben posti per sapere che la stereofonia non esiste sotto la forma che le si conferisce attualmente. Si tratta di un altro fenomeno; si tratta di uno scarto nel tempo di messa in ascolto del soggetto; non è un fenomeno imposto esteriormente e, per ciò, è inutile per noi servirci di più piste. Ciò ci fa utilizzare un capitale per nulla. Passiamo sempre attraverso il medesimo canale, l’Orecchio Elettronico, ed è esso che farà il dispatching per suscitare il vero rilievo sonoro che deve innescare la coscienza dello schema corporeo necessario alla messa in ascolto.
Un Uditore. — (Domanda sui filtri e sul filtraggio delle voci materne.)
Pr TOMATIS. — Un’altra questione importante dev’essere parimenti evocata sul piano tecnico: ed è che il sig. Mapples ha sollevato poc’anzi concernente lo scorrimento e il rumore di fondo che quest’ultimo può comportare. Effettuando filtraggi, ci siamo accorti che tale rumore di fondo era assai sovente legato alla qualità del nastro. Voi sapete che un nastro magnetico è costituito da materia plastica imbevuta di limatura di ferro; allorché l’informazione passa su tale limatura di ferro, essa prende allora questa o quella direzione di polarità. Se andate troppo in fretta e se non vi è abbastanza informazione, vi rendete conto che la materia plastica che sembra omogenea all’occhio nudo non è in realtà omogenea quando la si osserva al microscopio o all’ingranditore; vi sono incavi e vuoti.
Vedete dunque che, nell’insieme, il problema dei nastri sembra essere praticamente risolto. Inoltre, si dà il caso che il sig. Karsenty abbia voluto accettare di assumersi la fornitura dei nastri per tutti i Centri, di modo che potete rivolgervi a lui direttamente per ottenere materiale di buona qualità a condizioni assai interessanti. È un grosso problema quando si impiega un gran numero di nastri, chi prepara numerosi parti sonici (?), 5 e persino 6 nastri sono talora necessari per ciascun bambino e che applicano programmazioni assai diversificate. Utilizzando, con tale nuova formula, la metà meno di nastri, si può così fare un’economia considerevole sulle spese di nastri e dello spazio per lo stoccaggio dei nastri.
Un Uditore. — Vorrei domandarvi come avvenga nei Centri il filtraggio delle voci materne.
Pr TOMATIS. — Utilizzando filtri non variabili che tagliano al di sotto di 2.000 Hz. Stiamo attualmente mettendo a punto filtri attivi che vanno sino a 50 decibel di pendenza; lo si è raggiunto per 50 decibel, non è un vero taglio ma un taglio di una certa frequenza grave e capita che l’informazione passi comunque. Ci si è resi conto che, quando non si credeva di poterli portare a 50 dB, vi era sempre qualcosa che passava. Il filtro che attualmente utilizziamo è a 40 dB; non v’è dubbio che, di tanto in tanto, se la voce della madre che parla una voce di lattante, passano troppe frequenze gravi, non v’è abbastanza informazione; e il filtraggio non è sufficiente. Si è obbligati a fare un sovra-filtraggio che complica la vita; allora non ci resta più nulla dell’informazione, se non più la possibilità di allungarla da un lato e di pre-tagliarla dall’altro, come stiamo facendo fare, un filtro variabile per le esigenze; e il perché, di qualche mese, potremo proporvi un filtro di qualità. Sarà un filtro universale che taglierà sino a 50 decibel.
Penso tuttavia che bisognerebbe precisare che ciò che pratichiamo non sia esattamente un filtraggio, vale a dire un taglio al di là di certe frequenze, bensì soprattutto una modificazione dell’informazione, restando la somma d’energia la medesima. Ed è ciò che appare, che pare assai semplice a prima vista, ma che gli elettronici non possono concepire. So che si tratta di un problema delicato, sul quale del resto mi chino da numerosi anni.
La nozione di filtraggio dev’essere dunque ripresa nel senso di una modificazione dell’informazione di un taglio. Si sa che, talora che si tagli, si incontra uno scoglio, vale a dire che non resta più nulla dell’immagine ceduta; e si mette un filtro troppo piccolo, si tagliano le informazioni; non è il nostro scopo. Ciò che può fare che il bambino oda meno durante la propria vita fetale che dopo la propria nascita; egli ode tanto, ma in altra maniera. È ciò che vogliamo ottenere, vale a dire una modificazione dell’informazione d’arrivo, mediante traduzione ancora a un altro livello.
Ciò corrisponde, sul piano fisiologico, a una tensione determinata del timpano che comporta una postura postulata d’adattamento d’impedenza, come fanno taluni apparecchi detti «d’adattamento d’impedenza» i quali, in realtà, sono ben fatti, vale a dire ricevono di non provocare una diminuzione d’energia. È lì che si situa la difficoltà giacché, malgrado tutti i progressi dell’elettronica, non v’è ancora nulla che assomigli a un orecchio umano. Quest’ultimo è un lavoro d’adattamento d’impedenza e in maniera quasi istantanea, tale lavoro d’adattamento d’impedenza. Vedete che siamo ancor lontani fabbricati come da una macchina elettronica!
Abbiamo parimenti chiesto al sig. Karsenty di mettere a punto una sorta di montaggio standard con tutte le connessioni: Orecchio Elettronico, magnetofono e filtri, affinché non vi si insinuino ormai più errori di montaggio. Il compito sarà in tal modo semplificato per coloro che non sono molto ferrati in elettronica. Non vi sarà così rischio di sbagliarsi di pulsanti, di fili, di connessioni, di impedenza, ecc.
Poiché lavoriamo con strumenti, con apparecchiature di alta precisione, dobbiamo vegliare a che i montaggi siano perfetti. L’introduzione del minimo errore può compromettere un trattamento, vale a dire talora l’avvenire di un soggetto. È dunque assai grave ed ecco perché dobbiamo essere assai esigenti. Contiamo sul sig. Karsenty per proporci insiemi di buona qualità, che comprendano sul piano tecnico. Abbiamo a nostra disposizione un apparecchio di grande qualità, l’Orecchio Elettronico, e dobbiamo vegliare a che il resto del montaggio sia parimenti perfetto. Ho constatato a più riprese, recandomi in consultazione in taluni Centri, che i montaggi erano stati raffazzonati da Elettronici della zona che avevano giudicato bene fare innovazioni per farsi valere, ignorando totalmente lo scopo assai particolare che si desiderava raggiungere. Ho visto fra l’altro, in un Centro, REVOX che erano stati trafficati e sedicente perfezionati. L’inconveniente è che non v’era più nulla all’uscita.
Ho visto altresì persone che cercavano di modificare l’Orecchio Elettronico e di perfezionarlo. Ciò non ha mai dato nulla, se non catastrofi. Non bisogna dimenticare che l’Orecchio Elettronico è stato elaborato in funzione di ragionamenti fisiologici che non si è ancora in grado di modificare. Bisognerà forse attendere una nuova era per tentare di fare un altro apparecchio. Accontentatevi di ciò che è stato messo a punto e che ha fatto le proprie prove su migliaia di casi. Il poco da apportare deve ora fissarsi sulla qualità dei magnetofoni, dei filtri, dei montaggi, delle registrazioni e parimenti beninteso su quella dei nastri. È in taluni Centri, registrazioni di cattiva qualità, affinità filtrate per esempio che avevano perso le loro caratteristiche, i loro effetti, e tutto ciò essendo stato pretesto che si era voluto far economie acquistando nastri al ribasso. Bisogna assolutamente evitare simili errori. Ciascun direttore di Centro deve osservare regole rigorose quanto alla qualità del materiale ch’egli impiega per l’Orecchio Elettronico. Altrimenti, è meglio ch’egli rinunci ad aiutare le persone in tal modo e che desideri un altro mestiere. Non si ha il diritto di fare raffazzonamenti allorché si tratti dell’avvenire di un essere umano.
Contiamo dunque sul sig. Karsenty — che già ci assicura magnetofoni di qualità — perché ci proponga montaggi ben studiati e modelli che ciascun utilizzatore potrà procurarsi se lo desidererà.
M. KARSENTY. — Del resto, su richiesta delle persone che sono sul continente, potrò eventualmente spostarmi e vedere sul posto quali siano i loro propri problemi.
Pr TOMATIS. — È un’eccellente soluzione che renderà certamente servizio a coloro che hanno difficoltà di montaggio.
Per quanto concerne i Centri degli altri continenti, il Canada per esempio, trasmetteremo loro tutte le informazioni affinché possano a loro volta far studiare sul posto montaggi e insiemi. Per il sig. Mapples per esempio, gli trasmetteremo informazioni affinché possa mettere a punto i montaggi, standardizzarli e diffonderli in Canada e in Nord America.
M. MADAULE (Centre du Langage). — I nuovi nastri mono-pista di cui parlate sono nastri classici?
M. KARSENTY. — Sì, sono nastri classici che si trovano in commercio. Hanno le proprie referenze.
M. MADAULE. — Dureranno una mezz’ora, come quelli che attualmente impieghiamo? Se sono registrati a pista piena, sembrano poter durare un’ora.
M. KARSENTY. — È certo che la medesima lunghezza di nastro può servirvi due volte o, più esattamente, che potete fare due nastri da mezz’ora a partire da un solo nastro mono-pista.
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Fonte: II Congresso Internazionale di Audio-Psico-Fonologia, Parigi, 11-14 maggio 1972 — Comunicazione n. 6 del sig. Karsenty (Société Hi-Fi), «Différents problèmes de l’électronique» (Esposizione e discussione), pp. 96-103. Documento digitalizzato proveniente dagli archivi personali di Alfred Tomatis. Taluni passaggi presentano difetti di OCR o di ritrascrizione dattiloscritta d’origine; sono stati conservati nella massima prossimità al testo fonte, con uno sforzo di leggibilità.