Comunicazione di Alfred Tomatis pubblicata sugli Archives des Maladies Professionnelles (Tomo 20, N° 5, 1959, pp. 611-624). L’autore, prolungando i propri lavori anteriori sulla sordità professionale e sull’audiometria obiettiva, allarga qui il dibattito alle reazioni somatiche e psichiche provocate dal rumore industriale. Egli distingue un primo gruppo di reazioni il cui punto di partenza è l’attacco uditivo (astenia, irritabilità, disturbi psiconiali, sindromi post-traumatiche), e un secondo gruppo le cui manifestazioni sono indipendenti dall’orecchio e nascono da un’azione meccanica diretta del rumore sui tessuti, a intensità elevate (130-170 dB). L’analisi sbocca su una fisica vibratoria della «patologia del rumore» di cui l’autore trae le conseguenze per la medicina del lavoro.

III. — Le reazioni somatiche e psichiche al rumore industriale

A cura del sig. A. TOMATIS (Parigi)

Stampato con il periodico Archives des Maladies Professionnelles. Estratto dal T. 20, N° 5, 1959, pp. 611-624.

Introduzione

Certo, è dell’orecchio e dell’orecchio soltanto che si pensa quando si tratta del rumore. Non è stato particolarmente concepito per percepirlo, apprenderlo, gustarlo? Non è stato specialmente designato per udire?

Tale applicazione stretta alla funzione unica dell’orecchio, tale restrizione d’ordine fisiologico, sembra misconosciuta più ancora nello studio della patologia del rumore. L’orecchio, lo si sa in effetti, considerato che un altro organo possa essere colpito, anzi perturbato nel proprio funzionamento, appare il rumore? Ed è dire che non siamo capaci di considerare disturbi altrimenti che mediante l’orecchio? Ma no, e né più che siamo capaci di vedere altrimenti che mediante l’occhio.

In altri termini, oggi ci rivela che il rumore perturba l’organismo intero. Come può essere allora che siano stati considerati come l’appannaggio dell’orecchio e l’orecchio essendo il privilegio di udire il rumore, non è più la sola a ricevere il rumore industriale.

Di certo, è vero, non è più del rumore a proprio parlare, lo si può comprendere, e che noi lo concepiamo, ma che non si percepisce ma alle nuove fibre che sfuggono ai limiti fisiologici anormali della percezione.

Si è posto, a dir vero, di denominazione esatta per caratterizzarlo, per designarlo. Anche sarebbe stato più preciso parlare soltanto di fenomeno vibratorio industriale. Tale terminologia più fisica avrebbe il vantaggio di raggruppare, in effetti, tutte le manifestazioni vibratorie che si osservano nei differenti percorsi di tale energia vibratoria acustica.

I rumori, non sono in effetti originali, i rumori armonici udibili, di-non suoni, occupano il loro posto nei fenomeni vibratori mentre l’ipertrofia mostruosa dei loro parametri, segnatamente dell’intensità, sboccherà nel rumore industriale.

L’orecchio non ha nulla di questo «agente Fisico» sornione e violento chiamato rumore. La prima devastata, la prima lesa. Essa è largamente lacerata, presenta saturata rapidamente scritte e ciò che i nostri studi su di essa, grazie alle serie di esami attuali, è non modo di comportamento nell’evoluzione della propria distruzione più della propria struttura medesima.

Ma tale distruzione sarà senza danno per il resto dell’organismo? Non vedremo apparire una folla di segni clinici e generali traducenti l’attacco secondario? Non esistono in fine reazioni somatiche e psichiche indipendenti dall’attacco uditivo?

È per rispondere a tali differenti questioni che riassumono le nostre ricerche attuali che adotteremo il seguente canovaccio: Reazioni dell’orecchio. — Reazioni somatiche e psichiche di cui il punto di partenza si rivela essere secondario all’attacco dell’audizione. — Infine le reazioni apparentemente indipendenti dall’attacco dell’orecchio.

Le reazioni dell’orecchio al rumore

Esse sono comprese nella loro evoluzione, sin dalle tre fasi classiche. Esse sboccano ineluttabilmente presto o tardi, in funzione del tempo di esposizione, in funzione della qualità del rumore, in funzione della sensibilità individuale del soggetto esposto, nella sordità professionale.

Tale varietà rapidamente irreversibile, così difficile da compensare, sporca l’audizione senza distruggerla completamente, disaffezionando la zona d’interesse mediante discriminazione parziale del recettore, modifica la curva audiometrica su un profilo sempre identico e, insomma, così caratterizzato dal proprio restringimento del campo uditivo.

Colui che essa colpirà non è un sordo ma un sordo speciale. Egli udirà ma non comprenderà più nulla.

La sordità professionale, largamente sviluppata per altro verso, non è che lo sbocco del comportamento dell’orecchio al rumore. È dire che l’orecchio potrebbe, da allora, essere praticamente inattaccabile? Consente, o semplicemente senza rivelare alcun segno sul quale le sue prese l’attaccano, non si rivela altrimenti che mediante una caduta della percezione dei suoi segni?

Sono tali problemi di cui si può agevolmente misurare tutta l’importanza. È vero, che esistono reazioni auricolari traducenti la sofferenza uditiva e se ci è possibile rilevare il momento in cui l’orecchio rischia di giungere a uno stadio oltre il quale le lesioni sono irreparabili, avremo allora acquisito un elemento considerevole nella lotta contro i misfatti del rumore.

Da alcuni anni, ci siamo applicati a tale problema, ossia come un’audizione normale alla partenza potesse comportarsi sotto il rumore prima di subirne alterazioni definitive e importanti. Abbiamo cercato di mettere in evidenza un Segno d’allarme caratteristico, indicante il momento opportuno per intervenire. Abbiamo cercato di definire le modalità di evoluzione.

Prima fase — Fase di risveglio

La sensibilità uditiva, largamente sviluppata mediante l’assorbimento intermedio dell’orecchio, non è affatto normale. È, in generale, leggermente eccessiva, accentuata la sensibilità del soggetto esposto. Sotto una forma di esami sistematici, appare un reclutamento uditivo curioso. Tuttavia non sporca presto alla vera rimanenza nel modo di percezione dell’orecchio; il versamento soggettivo un po’ più in acuto della media.

Il lato d’efface dell’orecchio medio è allora modificato. Esso diviene incapace apparentemente di proteggere l’orecchio interno ed è questa che è dalla circolazione dei suoni obbligata dei propri muscoli delle protezioni, vale a dire che è sul chi vive.

La protezione cocleare si effettua pienamente, sembra, una tensione sufficiente per esclamare un ruolo di riduttore d’intensità, la tensione della membrana timpanica nei dintorni della base, vale a dire al livello dei 4000 Hz, aumenta in proporzioni tali che una distruzione parziale si strappa, mediante lacerazione di micro-lesioni di essa, riducendo la resistenza osteomuscolare dell’apparato di trasmissione che traduce il pavimento mediante un riduttore dei suoni delle frequenze Aria-Osso, e sempre osservata. Esse preludono alla lesione propriamente detta e l’orecchio interno, mediante un’instabilità al prestigio mediante una contrazione delle compensazioni in prima istanza.

È il bersaglio che la lotta, è il vanto che salva, è l’apertura alta. Qualunque sia allora la frequenza che copre attribuente nell’orecchio interno, essa potrà ancora risortire verso l’esterno, vale a dire la membrana mobile, alla base.

La base muscolare, a lungo attestata troppo presto perché i ceppi di tale spezzata pesando il vederla orecchio a loro volta. La stanchezza si stabilisce, si stabilizza rapidamente.

Tale fase non dura che alcuni giorni, l’audizione ritorna al suo tasso anteriore non appena un soggiorno abbastanza lungo basti. Occorre la ricerca. Occorre sistematizzare. Ciò richiede molto tempo. È da temere se esiste un laboratorio di ricerche cliniche che disponga dell’equipaggiamento al contempo tecnico e medico conveniente, di condurre una ricerca fruttuosa sull’evoluzione meccanica sonotone devoluta alla rinnovazione della rinnovazione, le marcature e la qualità della grande sordità, le curve di differenti funzioni dell’orecchio quale sulla curva è un.

Seconda fase — Fase d’allarme

Quanto tempo andrà a durare tale fase? Ciò è più lunga più in funzione dell’importanza del rumore ambiente, della continuità, della durata delle fasi di riposo, e la pratica di recupero costruisce, in effetti, in funzione dei fattori suscettibili di generare o commuovere eccessivo su un organo oleo-muscolare fine.

Negli ambienti del tipo degli urti causano un l’audizione ancora il giorno dopo. Essa può fare un deficit della fase d’allarme. Una discontinua non eccedeva 110 dB nella propria intensità globale, la fase d’allarme può durare più settimane a qualche mese. Al contrario, presso i motori di aereo a pistoni di reattori, tale fase d’allarme si vede considerevolmente accorciata e può durare soltanto qualche giorno o qualche ora.

Tale fase è veramente annunciatrice del deficit imminente dell’audizione. Essa appare sin da stabilimenti importanti della fisiopatologia dell’orecchio. Si traduce, come l’abbiamo detto, con manifestazioni soggettive un poco particolari come acufene a frequenza acuta e costante, vertigine, sensazione di franamento del potenziale di accomodazione uditiva sulle frequenze dell’aria e del martello.

Non occorre vedere lì che una stanchezza eccessiva permeabile tale che si potrebbe ammettere dei due modi estremi della ripetizione troppo frequente di un medesimo movimento o del riverbero di una tensione di troppo lunga durata, ché il gesto di ripetizione tale l’occorrenza non avrà tale concessione. Anche dobbiamo attenderci, parallelamente a noi, che a più in più considerevole, a un cambiamento apprezzabile della qualità dell’audizione in occasione della fase seguente. La conferma di tale ipotesi ci è data dal recupero dell’audizione all’atto della messa al riposo del soggetto per più giorni in un silenzio relativo.

Si concepisce agevolmente che una sola alla leggerezza e insufficientemente richiesti del proprio apparato di trasmissione, di amplificazione, di riduzione, di compensazione possa comportare troppo, riverberare dolorosamente. Si comprende che il rumore richiede piuttosto metallico, immortale bordatura. È un fenomeno di iperacusia dolorosa identico a quello raccolto nel corso delle paralisi facciali.

In altri termini, il soggetto giunge a tale stadio esistente agli scossoni di difesa del proprio apparato, la mancanza di tensione uditiva esigerebbe della membrana mobile, simile a nessuno sin a essa non sfumando ai più un intervento muscolare, mediante i non è di una trasmissione meccanica.

Terza fase — Fase di esaurimento

Mentre il rumore ambiente prosegue i propri effetti distruttori sull’orecchio, la percezione — lo si è visto — si modifica, si trasforma nella propria qualità; il campo uditivo si altera mediante distruzione di una larga banda degli acuti. Non resta che una sorta di passa-basso. I rumori divengono più opachi, gli acuti e segnatamente le armoniche spariscono, l’alterazione colpisce il timbro, la qualità brillante di ogni eccitazione sensoriale uditiva si smussa. Suoni sporchi, smorti, sordi, secchi, bianchi, senza rilievo, senza sapore, faticosi, esasperanti, soffocanti. L’incomprensione di ogni conversazione appare. Il soggetto diviene un magma indigesto di rumori e confusioni inutili, puerili, inculcabili, l’insieme sboccando nella percezione di una successione di mille suoni dai brillanti medi palpabili, ma stinti.

Udire comprendere. È a tale infermità mostruosa che sbocca la sordità professionale.

Non vi è guari di supplizi più singolarmente scoraggianti di tale permanenza dell’orecchio a parlare. Il soggetto non ode, la maggior parte delle sillabe non sono che un miscuglio seminato di fenomeni nuovi.

Ma non è ancora tutto. L’orecchio in effetti, totalmente sofferente molte mute e si oscura allora che a sue infiorescenze più grandi così di cui lo sviluppo analitico sarebbe sempre sempre limitato. Nella sordità professionale, lo si sa. Più la conversazione si svolge, più l’audizione sarà fissa, più la conversazione sarà tagliata. Non vi è più a un grano sciolto.

Il punime, lo si sospetta, seguirà fedelmente lo schema uditivo. Sarà tanto più colpito quanto l’inumidimento progredirà, traduzione negativa di un eccitamento uditivo più importante. In sovrappiù, a misura che tale aerazione si afferma, più lo sconcerta, decroustare, caricare ancora, uniti all’orecchio, molte altre aggressioni più o meno importanti. Il timore è allora che l’esistenza di una via radiale, senza il rumore di rumori sfumati, chitinati, brillanti, esaltanti. Abbiamo bisogno, l’orecchio ha bisogno di marcire dai suoni armonici. Il fenomeno ci pare capitale. Ci è possibile vivere in ambiente sordo, non perché siano le sue medie di attenzione come mantenerla, ma questa sarà diminuita di una parcella d’aria-tutore, che possiamo manifestare l’espressione che il oncs vivere è principalmente chiaro per contro i suoni assai quadri insultano la pioggia.

L’educazione dell’orecchio al rumore

Essa è una vera ginnastica dell’orecchio, che discende da una cultura fisica che impone movimenti ben precisi, ben appropriati.

Lo scopo da raggiungere è, precisiamolo di nuovo: mettere al massimo il muscolo della staffa, distendere al massimo la membrana timpanica.

Mettere il muscolo della staffa in catena facile. Basta aumentare progressivamente il passo delle pressioni acustiche, vale a dire aprire il muscolo alla tensione la più sempre più importante grazie a «poletti», esercizi acustici sotto un si scelgono le vibrazioni sonore. Crè-è semplice. A tal fine, basterà dunque far udire a un orecchio rumori di intensità crescenti.

Stirare un rilassamento massimo della membrana timpanica è una realizzazione più complessa. Occorre imporre al muscolo del martello un allungamento massimo, vale a dire portare una posizione estrema al blocco inco-malleolare mediante attrazione del muscolo del martello il più all’esterno possibile. Lo si sa, lo si è visto, tale spostamento esagerato comporta un arretramento della staffa, distende dell’insieme.

Come pervenirvi? Fisiologicamente e praticamente è lo sforzo fornito per ascoltare il suono inferiore uditi a una voce di basse frequenze grossi che è imposto. Alla loro staffa, l’albero la regina, ascoltare il è ceppi tenui. I cocchi sono allineati. L’intercammento è, lui, di seguito lungo e monotono. Il movimento muscolare non coprirà bene ancora alle frequenze udire nella zona dei gravi medi, vale a dire alle componenti sotto-de-de 500 periodi, occorre esistere un rilassamento massimo a livello della membrana timpanica.

Vediamo del resto, in corso di trattamento, nel laboratorio probante d’educato del rumore fabbricato la stima considerevolmente la propria adattamento alla percezione delle frequenze gravi. In altri termini, la percezione dei gravi è scossa e si fa, sotto adattamento Lockaire, una vera prefigurazione una vera mobilizzazione dell’apparato membranale a raggiungere posizioni spaziali dirette.

Le reazioni somatiche e psichiche di cui il punto di partenza si rivela essere l’attacco uditivo

Raggrupperemo intenzionalmente le reazioni somatiche e psichiche che incontreremo in presenza di un rumore di officina i cui bersagli ancora misurabili, per l’orecchio, sono senza danni.

Osserveremo le condizioni, l’orecchio vede il proprio campo d’audizione uditivo considerevolmente modificato nella propria struttura, senza danni per l’organismo intero.

La sensibilità straordinaria, senza uguale, la suscettibilità eccessiva dell’apparato uditivo spiega con quale importanza, con quale acutezza, andranno a sorgere i segni di uditore a tale intossicazione dolorosa che è il rumore. Lou manifestazione si trovano considerevolmente acute mediante una distonia neuro-vegetativa il cui terreno è ancora tutto dei rimbombi e i sibili d’orecchio sono i primi segni locali la cui eziologia è direttamente ricollegata all’agente valentinois. Le cefalee, che arrivano sino ad accompagnarsi a muniti, traducono l’esarcaltazione di un’eccitazione pendolari sportiva, a piena rivolta.

È il fatto che diviene in testa dei disturbi più frequentemente incontrati, l’astenia che si è ne giustifica. Tutto sembra normale. La clinica resta muta, l’appetito è conservato, il sonno profondo. L’esame non pleda in favore di un’intossicazione del rumore. Presto tuttavia la stanchezza si accompagna a un dimagrimento sovente apprezzabile, considerevole, sempre abbastanza sorprendente tenuto conto dell’apparente buona forma fisica, nella propria eziologia. Per essa medesima, il soggetto ha, in effetti, il proprio tono, la propria voglia di fare, e i riti del rumore, delle tendenze. Diviene secondario nell’eccitazione, i suoi umori sono cangianti, manifesta a tale carattere. La modificazione dell’angolo di Hendrey si iscrive progressivamente e chiaramente come un dimensionamento caratteristico per l’agente nocivo.

Soltanto una notizia apprende la carenza dell’inchiesta si mette fedelmente all’opera, andare a cercare diagnosi eziologica, che l’impiegato evidentemente, una malparcellaria senza spiegazione valida.

D’altro canto, il dimagrimento può raggiungere una choite vertiginosa, dell’ordine di più chilogrammi al mese.

La sola vera eziologica sin’ora è di sindrome faticante — una sindrome che con rapidità rapidità sparisce tutti i giorni, e il recupero delle depressioni in caso di messa in riposo, sovente di durata non troppo settimana, ad eccezione dell’alimentazione che conosciamo. Il soggetto non riprende, nel corso del lavoro in ambiente rumoroso come l’esperienza lo prova, la sindrome riprende in modo identico.

Le reazioni somatiche e psichiche indipendenti dall’attacco uditivo

Ne esistevano? — Sono concepibili? — Si può considerare un’altra porta d’entrata dell’orecchio? — Non occorre dubitarne.

L’orecchio è stato concepito, lo si è visto, per il nostro orer, il rumore, non lo ha trasformato in sensazione uditiva, ma in rumore. L’orecchio in particolare è ben fatto ma non lo percepisce. Ma largamente oltrepassato in ciò dal rumore industriale.

Graquereux e Grosson hanno, a più riprese, largamente insistito sulla sindrome generale dovuta ai rumori. Husson raggruppava le reazioni cliniche sotto il nome di sindrome traumato-sonora.

È al laboratorio che Grosjeon ci ha apportato le prove più afferranti dei misfatti delle vibrazioni acustiche, di cui i rumori intensivi oltrepassano considerevolmente il quadro uditivo. Basta rammentare le ricerche sull’animale messo in presenza di una sirena a ultrasuoni: l’hamster a 160-170 decibel.

Attualmente, l’autore giunge a conclusioni pressoché identiche sui rumori non rumori intensità (130-190 dB) identiche, vale a dire, non nel loro modo d’azione certo, ma quanto all’incompatibilità della vita in loro presenza.

I disturbi ottenuti nel corso di esperienze artificiali si dispiegano, raccolti con d’altri probabilmente equivalenti a quelli rilevati condotti dalla seguito clinici di intensità.

Per meglio comprendere come un fenomeno vibratorio possa essere pericoloso, per meglio cogliere il suo effetto nocivo, la sua natura dolore, per meglio determinare il suo modo di penetrazione nell’organismo, suoni di analizzarlo, dissociarlo, dispiegando certo i suoi differenti parametri.

Cos’è il rumore? — Tale è dunque il problema totale. Della soluzione dipendente la coordinazione dei segni clinici raggruppati un poco troppo sintomaticamente confusi, e ristabiliremo una terapeutica appropriata, suscettibile di fare elementazioni.

Certo, è una fisiologia a parte. Cercheremo di penetrare la struttura intima del rumore, ché è là ancora che l’agente patogeno.

Si sa che l’onda sonora risulta da uno scossone qualsiasi dell’aria, di prossimità in prossimità a una velocità fissa per ciascun ambiente e si propaga. Tale propagazione è assai complessa e non semplice trasmissione di impulso di partenza in termini semplificati. Si tratta di un vero concatenamento di prossimità in prossimità, oscillazione molecolare dell’elemento attorno alla loro posizione d’equilibrio, in modificazioni non importa l’elemento, ma un punto di variazione, che si propaga per vicinanza, come lo scoppiante il rimbalzo sui suoi arresti le costrizioni allioni sull’acqua, che mediante movimenti vibratori arrivano a un insieme di mille molecole si attuano, sono coordinati, sino a considbare, non d’autonomia un’unità di vita per studiare della sfumatura.

Tuttavia Per esaminarlo tale modulo comunicarsi il suo movimento di trasmissione, di vivace, la sua spiegazione può introdurre l’evento e l’insula. Saperà all’aria, in calore naturalmente, ciò che dedotto dichiarazione al di fuori di nozione segnatamente: il fenomeno è devastatore o brevettato.

Come dunque si svolge tali insieme, che in vu in bollito in bava d’a fianco notiamo tanto più che il motivo è un un mediazione innegabile di fitness suoni?

Della patologia del rumore

Da tali esempi si possono moltiplicare e dispiegare le nozioni dell’onda acustica e dell’onda meccanica.

L’onda acustica non è altra che l’espressione della trasmissione del suono; la sua realizzazione non si genera che alla vu, che il macula suoni l’impulso di una forza esterna, a poter rouée la sua posizione d’equilibrio momentaneamente e trasmettere fedelmente tale perturbazione vibratoria ai suoi vicinati.

Ma fino a che si tratta di un movimento vibratorio, dando, attorno al punto d’equilibrio, più che si tratti di un essere eroe entrate casi distinti, vi è senza dubbio apparizione di una «rinonanza». Quest’ultima, in ogni caso si apparenta all’atto di movimenti vibratori, che rispondono alle condizioni migliori, le più alterate, tali disposizioni particolari inerenti al soggetto d’agente. Essa d’agente un vero rimpiazzo del prossimità in prossimità di una perdita l’acqua nudo sino al suo, ma nel decoro della loro pré-esistenza. Chiameremo tale risonanza delle contro-reazioni risonanza molecolare.

È la risonanza molecolare, a 161 Hz d’aggrupperà per trasmettersi di prossimità in prossimità. Chiameremo risonanza molecolare, di prossimità in prossimità, anzi conferenze molecolari specifiche dell’ambiente.

È a essa che si avrebbe rilevato il fatto, che anche foglio di ragazza marciapiede, si insulta in una mano, nella pratica delle fibre per lo stabilimento della camera consentono diverrebbe un assolo dell’oggetto che lo presagiva delle fredance acquisite. Così, la sirena, è perfettamente riconosciuto che si trattava di un pezzo di lamiera. Le medesime cose si sono riconosciuti il timbro proprio. Ed è lo stesso del ferro, del rame, dell’aria, del legno, ecc.

Tale risonanza molecolare è dunque sufficiente per creare un nella sua vibrazione, per propagarlo, ma è così necessaria di quella di fatte tra un’altra vibrazione acustica; è in quale i trasporti della risonanza molecolare è la sua frequenza propria.

Ecco perché, qualunque sia la frequenza emessa, imposta a un corpo in sé stesso irradierà immediatamente la sonorità specifica di tale corpo. Così, se una voce di violino è un’altra acustica organica, non soltanto della frequenza emessa dal violino, ma della risonanza molecolare di esso. È il fatto dei corpi semplici caratteristico quale vetro e il cristallo.

Sopprimere tale fenomeno è sopprimere il vettore, il supporto dell’onda vibratoria acustica, è soffocare il rumore.

L’onda meccanica, nel senso del vettore risonante specifico, che si saprebbe nel cassone un ambiente fluido per un ambiente solido che è dispiegato da una molecola alla frequenza del suono emesso. Quest’ultima sarà, certo, funzione dell’ambiente, ma anche della sua esperienza.

L’onda musica, non è altro che il fenomeno vibratorio quale mai studiato la potenziale ciò che in tale alla nostra scala. La sua propagazione, il suo assorbimento, la sua riflessione, la sua rifrazione sono altrettanti fattori che intereriranno alla penetrazione in ambiente naturale. Quest’ultima sarà, certo, funzione dell’ambiente, ma anche della sua risonanza.

Conclusione

È un immenso argomento che abbiamo or ora affrontato. Si trattava di raggruppare, in effetti, nel suo insieme, una somma di lavoro la cui estensione. Tuttavia, occorreva considerarlo. Abbiamo cercato con il minimo di mezzi — dovremmo scusarci? —, di mostrare tutta l’importanza che riveste la patologia del rumore e a qual punto è pressante allarmarsene, quanto è urgente difendersene.


Fonte: Tomatis A., «Les réactions somatiques et psychiques au bruit industriel», Archives des Maladies Professionnelles, Tomo 20, N° 5, 1959, pp. 611-624. Tiratura a parte stampata in Francia da Mame, Tours (Imp. 503/1959). Deposito legale: 4e trimestre 1959, n° d’ordine 3.475, Masson et Cie, editori, Parigi. Documento digitalizzato proveniente dagli archivi personali di Alfred Tomatis.

Nota dell’editore: la trascrizione segue fedelmente il testo originale quale figura nella tiratura a parte. Alcuni passaggi tecnici portano le tracce di refusi di stampa e di abbreviazioni proprie della medicina del lavoro dell’epoca, conservate qui tali quali. La digitalizzazione, effettuata a partire dal documento d’archivio, comporta in luoghi incertezze di riconoscimento ottico che possono colpire la lettura dettagliata di taluni paragrafi.