Preparazione fonica al parto
Preparazione fonica al parto a Foch nel 1991
ÉCOLE DE SAGES-FEMMES DU CENTRE MÉDICO-CHIRURGICAL FOCH
40, rue Worth 92151 SURESNES
Lavoro di fine studi presentato da: Caroline D’ORTHO e Brigitte MONNET in vista del conseguimento del diploma di Stato di Levatrice, anno accademico 1991-1992
Ringraziamenti
Ringraziamo principalmente il dottor PINET, nostro Direttore di memoria, nonché la signora TORDJMAN, levatrice, che sono responsabili della preparazione fonica al CMC Foch.
Teniamo a ringraziare del tutto particolarmente la signora SALIN, psicologa e assistente al centro Alfred Tomatis, per la sua disponibilità e il suo ascolto.
Ringraziamo infine la signora NEVEU per la sua amabile collaborazione nonché tutte le pazienti che hanno risposto con gentilezza ai questionari e alle interviste.
Non possiamo citare tutte le persone che ci hanno sostenuto con il loro aiuto o il loro interesse rivolto al soggetto ma teniamo a nominare: Sidonie Deltour, Henry Angleys… Grazie alle persone del centro Tomatis e ai giornalisti.
Piano
Introduzione
Prima parte: Teoria
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Chi è Tomatis? Il suo cammino, il suo lavoro, la sua filosofia
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L’orecchio elettronico, la musica e la voce materna filtrata
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Il metodo di preparazione alla nascita
Seconda Parte: Studio comparativo
Con tre gruppi:
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Preparazione A. Tomatis
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Preparazione classica
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Senza preparazione
A. Generalità
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Presentazione dei mezzi di lavoro
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Presentazione dei tre gruppi
B. Preparazione alla nascita e gravidanza
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Scala d’ansia
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Osservazione secondo le testimonianze
C. Il parto
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Paragone dei 3 gruppi in funzione dei differenti parametri ostetrici
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Testimonianze raccolte in seguito di parto
D. Conclusione
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Esistono differenze significative tra tali 3 gruppi?
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Il metodo Alfred Tomatis apporta un di più?
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Risponde all’attesa delle donne?
Terza parte: Discussione
A. Il metodo Alfred Tomatis è soddisfacente?
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Per le pazienti
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Per il dottor Alfred Tomatis
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Per l’équipe medica
B. Distorsioni e critiche
C. Proposizioni
Conclusione
ALLEGATI
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Scala di Hamilton
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Schema dell’orecchio elettronico
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Diagrammi dello studio comparativo
Due sviluppi relativi al metodo Tomatis: L’audizione fetale col parto sonico
- L’apprendimento delle lingue mediante il metodo Tomatis
Introduzione
Ostetrici e levatrici, al servizio delle donne incinte, cercano di riunire tutte le condizioni necessarie per una nascita armoniosa. Prevenire le patologie ostetriche e neonatali è l’obiettivo principale dei loro lavori. Durante la gravidanza e il parto, l’aspetto psicologico e fisico è costantemente considerato. Le preparazioni alla nascita sono proposte ai futuri genitori nell’ambito di tale prevenzione. Numerose, differenti, complementari… Le pazienti possono scegliere la propria preparazione in funzione delle loro attese, delle loro disponibilità, della loro personalità e dell’organizzazione interna dell’istituto presso cui si fanno seguire.
Dal 1° gennaio 1991, il CMC Foch propone alle donne incinte una nuova preparazione alla nascita: il metodo di preparazione fonica secondo l’effetto Tomatis. Messo in atto all’ospedale di Vesoul dal 1988, esso resta poco noto al gran pubblico, alle donne stesse e al corpo medico.
Al fine di scoprirlo, è importante comprenderne il funzionamento, il principio basato sull’«orecchio elettronico» e la sua origine. Tale è l’obiettivo della nostra prima parte.
L’effetto Alfred Tomatis proposto alle donne incinte in quanto preparazione alla nascita deve ancora provare la propria efficacia e il proprio interesse. È dunque necessario cercare di definire, con rigore, il suo riverbero sulla gravidanza, sul parto e sul bambino alla nascita grazie a uno studio comparativo e retrospettivo.
Infine, un punto di vista personale completerà tale lavoro.
Così tracciamo il bilancio dell’anno 1991 di tale nuova preparazione fonica proposta al CMC Foch.
1ª Parte «Teoria»: chi è Alfred Tomatis?
Specialista in otorinolaringoiatria della facoltà di Medicina di Parigi, il dottor Alfred Tomatis è anzitutto un uomo. Grazie alle sue qualità di ricercatore, esercita le proprie funzioni di terapeuta avendo creato una nuova disciplina: l’audio-psico-fonologia.
Facciamo conoscenza con Alfred Tomatis. Scopriamo i suoi lavori di ricerca. Così comprenderemo meglio la sua terapia designata col nome di Metodo Alfred Tomatis o «Audio-psico-fonologia».
1 - Un Uomo
Grande-prematuro, Alfred Tomatis è nato a Nizza il 1° gennaio 1920. Nella sua opera «L’Oreille et la vie», Alfred Tomatis redige un’autobiografia. Insiste sulla propria prematurità ché tale dettaglio sembrerebbe aver avuto conseguenze importanti sulla sua vita e sui suoi lavori. «Mantengo la convinzione che le condizioni in cui sono nato hanno contribuito a orientare, in larga misura, i lavori che ho proseguito sin’ora nel campo della vita intrauterina… La mia vocazione di ricercatore, la trovo nella mia qualità di prematuro in cerca di un nirvana di cui fui escluso assai troppo presto. Bambino prematuro, sono tipicamente colui che, per vivere, ha dovuto mettere in gioco a quel momento tutta una dinamica di uscita; colui che, sin dalla partenza, ha dovuto iscrivere il proprio desiderio di vivere in uno sforzo. Da allora, il fatto medesimo di esistere è indissolubilmente legato per me a un generoso e quasi permanente investimento di energia.
Egli decide di essere medico assai giovane, sin da 9 anni.
«Anch’io, sarò medico. Anch’io, sarò un uomo che cerca ciò che non sa».
Egli associa la medicina e la ricerca «in cerca di umanizzazione».
Incoraggiato dal padre e cosciente della propria vocazione, si accanisce al lavoro. Si dice «lavoratore feroce, infaticabile».
Aggiunge alla propria formazione di scienziato una specializzazione medica: otorinolaringoiatria. Tomatis stesso ci spiega la sua scelta: «Ero stato assai presto messo al corrente di certe difficoltà incontrate dai cantanti, amici di mio padre, e avrei amato trovare soluzioni ai loro problemi che la medicina dell’epoca sembrava poco affrettata a regolare. Era senza dubbio ambizioso, ma era anche un buon modo di investire l’affetto filiale che mi aveva sempre sostenuto, per non dire ispirato, nel corso dei miei studi al liceo e del mio lavoro universitario».
Per comprendere il suo cammino, è necessario evocare suo padre. Ne parla con ammirazione e riconoscenza.
«Ho sempre percepito mio padre come un essere eccezionale».
«Tutto ciò che gli devo, non posso nemmeno valutarlo».
«Mio padre fu un alleato prezioso… E persino più di ciò, fu un orecchio: qualcuno che era sempre pronto a udirmi e che più di chiunque altro nel mio ambiente, mi ascoltava veramente». Suo padre era uomo di teatro, cantante e amante della musica.
Tomatis crebbe in tale mondo e ne acquisì una conoscenza incontestabile.
«Quando mio padre veniva a Parigi, ero saturo di musica - saturo ma felice».
«La frequentazione di mio padre… mi conduceva a condividere quella vita delle quinte di teatro, così ricca d’insegnamenti d’ogni ordine». Nella scia di un grande artista, non assimilavo soltanto il repertorio, integravo pure la psicologia dei cantanti dell’epoca e del loro pubblico.
Uomo di volontà, lavoratore, assetato di conoscenze, cullato sin dalla più giovane età dal teatro e dal canto, Alfred Tomatis si dice emotivo e osservatore: «È dalla percezione e dall’analisi di ciò che accade attorno a me che traggo le mie più grandi gioie. Tale disposizione mi ha reso enormi servizi, tanto nella ricerca quanto nella clinica».
2 - Un Ricercatore
Otorinolaringoiatra e medico consulente presso gli Arsenali dell’aeronautica, ha potuto osservare un gran numero di persone sottoposte al rumore. Parla di aggressione acustica.
Effettua le sue prime indagini, accumula osservazioni e misure secondo test audiometrici. Più tardi, tali diversi parametri gli sembrano soggettivi. Le condizioni psicologiche delle persone sottoposte a tali test ne modificherebbero i risultati. Tomatis inventa dunque un test di ascolto.
«… Test d’ascolto sul quale si inscrivevano le dimensioni psicologiche, i dati somatici, e le reazioni comportamentali con l’ambiente».
Cerca di rendere l’audiometria più obiettiva.
L’audiometria studia le soglie uditive dell’individuo. Il test d’ascolto ricerca in più la lateralità uditiva e la selettività dell’orecchio. La sua analisi consente di definire l’orecchio dominante del soggetto e di conoscere la sua capacità di differenziare i suoni tra loro e nello spazio. Il test d’ascolto è dunque un’interpretazione dell’ascolto e dello schema corporeo del soggetto mentre l’audiometria non analizza che la capacità di un soggetto di udire. Il test d’ascolto è la base dei lavori di Tomatis.
Grazie e per il proprio padre, cerca di venire in aiuto ai cantanti che hanno sciupato o perduto la propria voce. Studiando le curve uditive di tali cantanti, constata che esse presentavano carenze osservate presso soggetti colpiti da sordità professionali. Ne deduce che «i cantanti “rompevano essi stessi il proprio orecchio”. Restavano sordi». Man mano dei suoi lavori, chiedendosi perché i pazienti cantassero falso, finisce con avanzare:
«Un soggetto non riproduce vocalmente che ciò che è capace di udire». L’orecchio gli sembra allora essere lo strumento fondamentale della fonazione. Siamo nel 1947.
Così, per migliorare la propria voce, occorre correggere e/o perfezionare l’ascolto. I suoi lavori si orientano in tale senso e definisce i parametri fisiologici che costituiscono l’ascolto:
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La trasmissione ossea dei suoni
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il tempo di messa all’ascolto del corpo
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il tempo di messa all’ascolto dell’orecchio ossia il sistema di bascula
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la lateralizzazione uditiva con l’orecchio destro direttore.
Tali leggi reggono l’autocontrollo audio-fonatorio. Sono brevettate sotto il nome «effetti Tomatis». Sono alla base dell’orecchio elettronico.
- L’orecchio elettronico è un apparecchio concepito da Alfred Tomatis che gli consente di imporre a un soggetto una certa curva uditiva ossia quella di un orecchio perfetto. Grazie a tale tecnica, egli rieduca l’ascolto - che perturbato comporta numerosi disturbi.
Ritorneremo su tali differenti nozioni ulteriormente ché sono importanti da comprendere per definire il metodo Alfred Tomatis.
- Se la voce si definisce come un’emissione di suoni, essa è anzitutto un mezzo di comunicazione grazie al linguaggio. Naturalmente Alfred Tomatis si interroga sull’origine del linguaggio e sul desiderio di comunicare.
Egli risponde così:
«Esso nasce anzitutto dal desiderio di non rompere (o eventualmente di riannodare) la relazione sonica intrattenuta con la madre durante la vita prenatale».
Vediamo allora come il dottor Alfred Tomatis sia stato indotto a esplorare la vita prenatale. I suoi lavori sull’ascolto fetale iniziano verso il 1962.
Ci riferiremo agli allegati per maggiori dettagli su tale soggetto ma ritrarremo qui tre elementi:
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Il feto ode e memorizza i suoni. L’orecchio è funzionale sin da 4 mesi e mezzo di gravidanza. È il primo organo sensitivo che andrà ad accumulare tutta la storia e l’impronta affettiva della gravidanza.
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Durante la gravidanza si svolge per il feto un vissuto primordiale di percezioni e sensazioni. La voce della madre ha un ruolo privilegiato. È la base di tutta l’organizzazione affettiva ed emotiva ulteriore.
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La funzione uditiva evolve; maturazione dovuta essenzialmente al passaggio da un ambiente liquido a un ambiente aereo. La dinamica all’origine di tale adattamento dell’orecchio è guidata dalla ricerca della voce materna. È il proseguimento della comunicazione instaurata in utero.
Alfred Tomatis conferma che la voce materna ha un impatto nell’evoluzione del desiderio di comunicare di un bambino mediante ciò che egli chiama il parto sonico. Si tratta di un metodo terapeutico che ha per scopo di consentire all’individuo di ritrovare il desiderio di comunicare e dunque di correggere i propri disturbi relazionali.
Attraverso tale capitolo, abbiamo evocato nozioni sulle quali Tomatis si poggia oggi ancora per proporre un aiuto, un sostegno o una terapia:
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test d’ascolto: il linguaggio è strettamente legato all’ascolto
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l’orecchio elettronico
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desiderio di comunicare: il desiderio di vivere attinge la propria fonte nell’universo intrauterino
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la voce della madre guida il bambino verso la comunicazione:
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la vita psichica e sensoriale del feto è un invito per la sua vita futura
Tali punti consentono di comprendere il metodo Tomatis. Essi provengono da lavori, osservazioni e test. Grazie a tale ricerca, Tomatis è anche terapeuta.
3 - Un Terapeuta
I lavori di Alfred Tomatis non hanno che uno scopo:
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Venire in aiuto
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consentire una migliore umanizzazione per riprendere i suoi termini.
Tale è l’origine della sua vocazione di ricercatore.
I suoi schemi terapeutici si rivolgono ai bambini, agli adulti ma anche alle donne incinte. Le indicazioni sono variabili e multiple. Ma tutte sono basate sulla qualità dell’ascolto dunque sull’orecchio elettronico ché se le indicazioni sono diverse, tutte trovano la propria origine nell’ascolto.
Ci riferiremo dunque al paragrafo «Campi d’applicazione dell’orecchio elettronico» per scoprire Tomatis terapeuta.
L’Orecchio elettronico
Definizione: Generalità
La voce e l’ascolto, secondo Alfred Tomatis, rappresentano due funzioni dipendenti l’una dall’altra. L’una sarebbe controllata dall’altra e inversamente. Abbiamo or ora ridefinito la nozione elementare sulla quale si poggia l’effetto Tomatis: Autocontrollo. Ora occorre auto-controllarsi per udire come un grande professionista della voce. Da tale necessità è nato l’orecchio elettronico;
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macchina che consente tale apprendimento
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apparecchiatura che cerca di riprodurre esattamente il modo di udire di un’orecchia assai buona
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processo che consente di acquisire una postura d’ascolto.
Si tratta dunque di una «macchina». Essa ha beneficiato dei progressi della tecnologia. Oggi si compone:
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di una bascula elettronica
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di amplificatore
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di una cuffia a doppia uscita con vibratore e auricolari corrispondenti alla doppia conduzione ossea e aerea
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di microfoni (riferirsi allo schema dell’orecchio elettronico negli allegati)
Senza sviluppare più nel dettaglio l’aspetto tecnico dell’orecchio elettronico, dobbiamo ritenere che tale montaggio consente una rieducazione dell’orecchio obbligando questo a udire un suono in un certo modo sin dall’emissione di un suono. Tale condizionamento uditivo si realizza esercitando una tensione del timpano ottenuta grazie alla regolazione dei due muscoli del martello e della staffa, ciò imponendo al soggetto una certa banda di frequenze con una lateralizzazione sull’orecchio destro direttore.
Abbiamo or ora definito in modo generale l’orecchio elettronico. Il suo funzionamento è basato su principi fondamentali sui quali ci sembra interessante ritornare. Così, comprenderemo cosa sia «ben udire» per Tomatis. Considereremo dunque:
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L’orecchio destro direttore
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il sistema di bascula
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i suoni filtrati
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e infine: «Perché Mozart?»
Principio di Base
a) Il ruolo preponderante dell’orecchio destro.
Tale importanza trova la propria fonte nella fisiologia. L’innervazione dell’orecchio destro conduce la percezione acustica al livello del centro uditivo sinistro. Ora il centro della verbalizzazione, in altri termini il centro motorio della laringe, nonché la zona di comprensione del linguaggio si situa nell’emisfero sinistro. Il circuito audio-fonatorio è dunque un circuito diretto.
Si nota un’asimmetria notevole al livello dell’innervazione della laringe. Il sistema di auto-ascolto è dunque più breve a destra. Tali due elementi anatomici spiegano che, mediante la propria innervazione, l’orecchio destro è assai più prossimo all’informazione dell’orecchio sinistro. È dunque più investito nel linguaggio. Si può dire che l’orecchio destro mira un suono preciso, è più sensibile agli acuti. L’orecchio sinistro dà un panorama d’insieme dell’ambiente sonoro e capta meglio le frequenze gravi.
Al di là di tale dimensione anatomica, ci rammentiamo di una nozione psicologica: la dinamica della destra sulla sinistra. Esse hanno un valore simbolico differente. La destra rappresenta il controllo, la supervisione e il futuro, la sinistra, l’affetto e il passato. È rasserenante che le emozioni siano controllate per un miglior equilibrio. Alfred Tomatis constata che una donna incinta di orecchio dominante sinistro - diagnosticato grazie al test d’ascolto - è assai angosciata. Dunque egli propone un sostegno uditivo mediante orecchio elettronico al fine di lateralizzare il suo orecchio destro: il suo orecchio destro sarà allora dominante.
I dislessici, mancini d’orecchio, correggono i propri disturbi dopo essersi sottoposti a sedute sotto orecchio elettronico. Grazie a tale rieducazione dell’ascolto, l’orecchio destro sarà dominante.
Tali due esempi illustrano la seguente evidenza: la comunicazione è più agevole se le angosce sono minimizzate e se la fonazione è chiara.
Essere ben lateralizzato, ciò che significa avere un’orecchia destra dominante, condiziona un buon ascolto.
b) Il sistema di bascula.
Per comprendere il funzionamento dell’orecchio elettronico, rammentiamo i due tipi di conduzione sonora:
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Conduzione ossea: per il tramite della scatola cranica, le vibrazioni informano il nervo uditivo.
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Conduzione aerea: conduzione diretta. Le vibrazioni del timpano pervengono all’orecchio interno che informa il nervo uditivo.
Esiste un tempo di latenza tra i due tipi di trasmissione. Il suono arriva direttamente all’orecchio interno mediante conduzione aerea. Per captare tale suono, occorre in certo modo che «l’orecchio sia pronto ad ascoltare». Ciò è realizzato per via ossea. Si tratta del tempo di messa all’ascolto del corpo.
Un buon ascolto sarà ottenuto soltanto per il tramite di una statica dinamica, di una verticalità della persona nonché di una dinamica dell’orecchio medio e interno: una tensione dei due muscoli del martello e della staffa al fine di preparare il timpano a raccogliere il suono. L’orecchio elettronico consente all’orecchio di udire in un modo migliore grazie al proprio sistema di bascula tra la conduzione ossea e aerea. Ciò porta a diminuire il tempo di latenza.
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La conduzione ossea è favorita da una statica verticale della persona
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la conduzione aerea è facilitata dalla qualità del condotto uditivo che compone l’orecchio esterno e dalla tensione del timpano.
Ora l’ascolto di suoni filtrati, ricchi di frequenze acute, contribuisce al lavoro più efficace dei muscoli dell’orecchio medio. È una rieducazione del timpano.
Ben ascoltare è anche ridurre al minimo il tempo di latenza esistente tra la conduzione ossea e aerea di un suono.
c) I suoni filtrati: universo sonoro della vita intrauterina.
Oltre alla lateralizzazione dell’orecchio destro e al sistema di bascula, l’ascolto dei suoni filtrati è indispensabile al condizionamento dell’orecchio elettronico.
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Essi giocano direttamente sulla tensione muscolare del timpano: più il suono è acuto, più il timpano è teso. I suoni filtrati attivano il sistema muscolare.
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Emissione di suoni in ambiente acquatico,
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scotomizzazione delle frequenze gravi in laboratorio.
Sappiamo che il feto ode. Egli memorizza i suoni. L’orecchio fetale è operativo sin dai quattro mesi e mezzo di gravidanza. Egli bagna in un universo di suoni in cui la voce materna ha un’importanza primordiale: al di là del semantico, essa comunica l’affettivo.
Così, i suoni filtrati consentono:
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Una reminiscenza dell’ambiente uterino nel suo aspetto rassicurante - il benessere, lo sviluppo armonioso.
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Un aspetto assai dinamizzante generato dalle frequenze acute.
Le stimolazioni uditive mediante frequenze alte migliorano il tono cerebrale, danno un’apertura della coscienza, sollecitano tutta la partecipazione del soggetto. Alfred Tomatis designa tale effetto con il termine: verticalità.
Per il tramite dell’orecchio, i suoni filtrati toccano l’individuo nella sua globalità. Un equilibrio si realizza tra un placamento e una sollecitazione di tutta l’energia del corpo e della coscienza.
d) La scelta dei suoni.
Alfred Tomatis filtra i suoni a partire dalla voce materna e dalle opere di Mozart. Studiamo tale selezione.
L’orecchio elettronico invia suoni filtrati a un soggetto al fine di effettuare una pedagogia dell’ascolto. Ciò si realizza mediante un condizionamento uditivo che cerca di rinviare all’ascolto intrauterino. Tale ambiente sonoro intrauterino è essenzialmente invaso dalla voce materna. Comprendiamo dunque perché Tomatis registri poi filtri la voce materna. Riudita sotto orecchio elettronico, essa restituisce la carica affettiva indispensabile per suscitare, accelerare o ridare a un bambino il desiderio di comunicare - il desiderio di vivere. La voce materna è utilizzata a scopo terapeutico. Tomatis insiste molto sulla voce materna. Essa è all’origine del desiderio di vivere di un feto mediante l’amore che essa trasmette.
La voce materna non è sempre utilizzabile o auspicabile. Alfred Tomatis utilizza allora suoni musicali. Secondo le sue esperienze cliniche e i suoi saggi in laboratorio, le opere di Mozart - soprattutto i pezzi per violino - hanno la preferenza di Tomatis. Esse consentono di ottenere i medesimi effetti della voce materna. I risultati sono stupefacenti, sempre positivi, in tutti gli angoli del mondo e qualunque sia l’etnia interessata. «La musica di Mozart è universale», dichiara Alfred Tomatis. Egli aggiunge: «Mozart è un compositore geniale». Non dimentichiamo che Tomatis conosce la musica.
Egli ha lavorato con altri compositori ma i risultati non erano altrettanto probanti. Mozart, ritrasmesso in suoni filtrati e ascoltato sotto orecchio elettronico, diviene un vettore d’armonizzazione, di dinamizzazione, di risveglio e di creatività. Le risposte sono immediate: il soggetto si attiva, modifica i suoi riferimenti neurovegetativi, vede la sua respirazione amplificarsi, il suo polso accelerarsi… Egli manifesta un desiderio di comunicare col proprio ambiente. I pezzi per violino di Mozart contengono numerose sequenze ricche di suoni acuti. Ora l’universo sonoro di un feto è essenzialmente composto di suoni acuti superiori a 8000 Hertz. Mozart è utilizzato a scopo terapeutico ma anche in un lavoro di sostegno.
Un terzo elemento sonoro, ma non filtrato è utilizzato in alternanza: i canti gregoriani. Le modulazioni detengono là anche un’universalità e un’efficacia pedagogica e terapeutica incontestabile. Al contrario della musica di Mozart, il gregoriano placa, calma ma sollecita parimenti la verticalità.
Alfred Tomatis utilizza in certi casi le filastrocche, dell’etnia cui appartiene il bambino. Esse cercano di indurre una dinamica linguistica quando i bambini manifestano disturbi del linguaggio. I ritmi che esse contengono preparano ad accettare il linguaggio con le sue incidenze psico-affettive suscettibili di trasformare il suo ambiente relazionale.
I suoni filtrati proiettano il soggetto sottoposto all’orecchio elettronico nell’universo intrauterino. Tali suoni agiscono sulla genesi del desiderio di comunicare e dunque di vivere. Per Alfred Tomatis, i disturbi del linguaggio sono tra l’altro le conseguenze del disturbo del desiderio di comunicare.
L’orecchio elettronico, tecnicamente, è capace di adattare un condizionamento uditivo secondo la terapia da effettuare, passo proprio a ciascuna persona. Tale condizionamento si modula secondo la lateralizzazione uditiva e il tempo di latenza definito dal sistema di bascula. La scelta incombe poi al terapeuta di inviare suoni filtrati ottenuti a partire dalla voce materna o dalle opere di Mozart in alternanza con canti gregoriani e/o filastrocche di bambini. Il terapeuta deve stabilire uno schema pedagogico secondo i disturbi osservati nell’individuo e i risultati dei test d’ascolto cui sarà stato sottoposto.
Vediamo quali siano i campi d’applicazione del metodo Alfred Tomatis. Già, segnaliamo che tale metodo propone un lavoro di terapia ma anche un lavoro di sostegno. Occorre allora considerarlo e affrontarlo come un aiuto. È in tale quadro che si situa la preparazione alla nascita. Non siamo di fronte a una patologia. Ritorneremo su tale aspetto ulteriormente.
3 - Campi d’applicazione
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Alfred Tomatis propone di rieducare la voce dei grandi cantanti d’opera insegnando loro nuovamente ad ascoltare con esattezza, vale a dire ridare all’orecchio destro tutta la sua possibilità di autocontrollo.
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Mediante le sue consultazioni, ha potuto analizzare numerose curve uditive, osservando così che i differenti gruppi umani hanno ciascuno un modo ben particolare di utilizzare il proprio orecchio. Ciascuno essendo sensibile a una certa banda di frequenza - ossia di selettività. Ciò si spiega con le differenti impedenze, resistenze aeree ai suoni. Ricco di tale constatazione, l’orecchio elettronico andrà a consentire di facilitare l’apprendimento delle lingue straniere aprendo l’orecchio su una certa banda di frequenza, che caratterizza una lingua:
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francese: 1000-2000 Hertz
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italiano: 2000-4000 Hertz
Così un Francese potrà apprendere rapidamente l’italiano ascoltandolo come la propria lingua materna. Sviluppiamo più in dettaglio tale applicazione nell’allegato.
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Alfred Tomatis è indotto a trattare bambini presso i quali nota un gran numero di difficoltà in lettura o in scrittura. Egli vede la scrittura come il primo nastro magnetico ed elabora, grazie all’orecchio elettronico, un trattamento per le dislessie per esempio. Al di là di tali difficoltà scolastiche, Alfred Tomatis propone un sostegno per mezzo di un programma individualizzato a tali bambini in difficoltà relazionale quali l’autistico, il caratteriale, il balbuziente, ecc. Per Alfred Tomatis, si tratta di una terapia in vista dei suoi risultati clinici. Schematicamente, l’origine di tali disturbi è una distorsione della comunicazione. Egli propone grazie all’orecchio elettronico di rivivere il passaggio dell’audizione liquida all’audizione aerea. È ciò che egli chiama il parto sonico. Si tratta di un trattamento elaborato a partire dall’ascolto di suoni sempre più filtrati sino a ottenere frequenze superiori a 8000 Hertz equivalenti all’ascolto intrauterino.
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Alfred Tomatis lavora essenzialmente con i bambini ma anche - per i bambini - con i genitori. Non dimentichiamo che la voce materna è primordiale nel desiderio di comunicare del bambino. In copertina di una delle sue numerose opere, «L’Oreille et la Vie», possiamo leggere: «Egli placa gli angosciati, calma i nervosi, equilibra gli instabili, combatte i sovraffaticamenti, la balbuzie, i sibili d’orecchio e gli errori d’ortografia. Egli fa cantare giusto, insegna a ben leggere, rialza le volontà carenti e ridà la memoria a coloro che l’hanno perduta».
Ma finalmente egli non fa che una cosa: insegna ad ascoltare.
A partire di lì, i campi d’applicazione sono immensi. L’apprendimento di lingua ne è un buon esempio. La preparazione alla nascita ne è un altro ché ben ascoltare è forse un elemento necessario per:
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Ben vivere la propria gravidanza
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ben comunicare col proprio bebè
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ben partorire
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ben accogliere il proprio bebè…
Le due applicazioni non rappresentano una situazione patologica. Si tratta di un sostegno. A partire da tale punto, possiamo chiederci:
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Come siamo arrivate a pensare a una preparazione alla nascita secondo il metodo Alfred Tomatis?
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Quali possono essere i riverberi di una gravidanza vissuta «sotto» orecchio elettronico?
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Come è messa in pratica?
Preparazione alla nascita
1 - Origine della preparazione fonica
Benché sia l’autore di «La Nuit utérine», opera che descrive l’ambiente intrauterino del feto, Tomatis non è direttamente all’origine della preparazione fonica. L’elaborazione, sin dalla vita intrauterina, della comunicazione è una teoria messa in evidenza a partire dai suoi lavori. È la base del suo principio terapeutico sotto orecchio elettronico. Ma tale metodo applicato alla gravidanza, è a una levatrice e a un ostetrico che lo dobbiamo.
Essendo stato sedotto dalla teoria e desideroso di migliorare i corsi di preparazione al parto, il servizio del Professor KLOPFENSTEIN, in una maternità dell’est della Francia, ha tentato una preparazione sotto orecchio elettronico. Eravamo nel 1987. Tale iniziativa fu accolta con molte riserve e scetticismo dal personale curante.
La levatrice, Marie OUVRARD, aveva presagito, durante i suoi anni passati in Marocco, l’importanza del canto e della danza in tale cultura nonché l’impatto che ciò poteva avere al momento del parto. In effetti, ella osservava numerosi parti del tutto armoniosi mentre non esisteva là alcuna struttura di corsi di preparazione. La preparazione emanava in certo modo dalla loro tradizione culturale, assicurando un benessere fisico e psicologico alla donna incinta. Da tale posto importante della musica per il corpo e lo spirito, l’interesse è stato suscitato per una preparazione fonica in Francia.
Assicurare alle donne rilassamento e dinamismo perché esse si sentano al meglio della propria forma durante la propria gravidanza. Ben vivere l’inizio di comunicazione col bambino e di lì portare un’influenza sul momento della nascita.
Alfred Tomatis, lui, vede in tale preparazione un modo di migliorare lo sviluppo del bambino mediante una comunicazione armoniosa, arricchita e stimolante grazie alla voce materna. In quanto audio-psico-foniatra, egli auspica realizzare uno studio longitudinale, dunque a più lungo termine, che relazioni il comportamento del bambino sino alla sua apertura sul sociale mediante il linguaggio e la scolarizzazione.
La tecnica di base dell’orecchio elettronico non è affatto una sperimentazione. La gravidanza ne è una nuova applicazione. È un prodotto finito che egli ci consegna, un materiale messo a disposizione del pubblico, che si tratta di ben utilizzare. Tocca alle levatrici svilupparlo. I centri Tomatis sono centri pilota che non auspicano sviluppare essi stessi tale preparazione. Ma essi consentono alle donne che lo auspicano sedute supplementari. Essi propongono agli ostetrici e alle levatrici di formarsi per l’analisi delle curve uditive, le regolazioni dell’orecchio elettronico… Progetti: Vesoul, Foch, le Diaconnesses…
2 - Scopi
Basate sul lavoro dell’orecchio elettronico, le sedute d’ascolto devono consentire alla donna di rilassarsi e di ritrovare una migliore dinamica. La gravidanza investita di una tale energia e di un tale equilibrio consentirebbe di stabilire una comunicazione armoniosa col feto. Da tale comunicazione zampillerebbe il desiderio di conoscere il mondo, il desiderio di vivere del feto!
Esse non rimpiazzano in alcun caso i corsi di informazione e di respirazione relativi al parto insegnati durante le preparazioni dette classiche. L’orecchio elettronico è un apparecchio messo a disposizione del pubblico, un mezzo complementare di prepararsi alla nascita del proprio bambino.
L’obiettivo principale è di minimizzare l’angoscia per favorire la relazione madre-bambino, senza tuttavia negare il ruolo strutturante di tale angoscia necessaria per accettare il parto, la messa al mondo, la separazione dal bambino immaginario…
È naturale interrogarsi sugli scopi di tale metodo di preparazione, ma distinguiamo due aspetti:
- ciò che ne attendiamo:
Secondo la teoria e l’esperienza terapeutica di Alfred Tomatis stesso, possiamo sperarne tali o tal altri effetti:
- ciò che constatiamo:
Secondo l’esperienza, l’osservazione e l’analisi di elementi obiettivi, possiamo concludere che la preparazione fonica ha effettivamente tali effetti sulla gravidanza, sul travaglio, sull’espulsione…
Cercheremo di definire ciò che possiamo attendere dalla preparazione fonica in un primo tempo. La seconda parte di tale lavoro si soffermerà sul secondo aspetto. Poi ci sforzeremo di metterli in parallelo al fine di concludere.
Se possiamo pensare che la preparazione fonica minimizza le angosce delle donne incinte, possiamo sperare un mieux-être del parto:
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Diminuzione del tempo di travaglio,
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Diminuzione del numero di cesarei,
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Diminuzione del tasso di interventi strumentali,
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Diminuzione delle sofferenze fetali croniche e/o acute, l’esperienza della maternità di Vesoul sembra orientarsi in tale senso.
Al di là del parto, possiamo sperare un mieux-être del bambino? Tali sono le attese di Alfred Tomatis. Effettivamente, la gravidanza vissuta sotto orecchio elettronico facilita la comunicazione madre/feto, dunque favorisce il desiderio di comunicare di tale feto che diviene bambino, adolescente… Donde un miglior risveglio, un buono sviluppo psico-motorio, una migliore socializzazione. Immaginiamo le difficoltà che devono essere superate per stabilire uno studio longitudinale che consenta di ottenere risultati obiettivi ma, con più distacco, potremo un giorno rispondere a tale interrogazione?
3 - Mezzi
I principi di base dell’orecchio elettronico restano i medesimi. Mediante un sistema di bascula, esso andrà a realizzare un doppio lavoro sull’orecchio per ottimizzare l’ascolto attivo. L’apparecchio, man mano delle sedute, assicura:
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Una migliore verticalità: il corpo è messo all’ascolto.
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Una diminuzione del tempo di latenza in modo da aprire l’orecchio ai suoni.
I suoni filtrati (acuti e medio) contribuiranno a far lavorare i muscoli del martello e della staffa per tendere il timpano… Mediante una lateralizzazione uditiva a destra, si consente il miglioramento della statica (controllo equilibrio) nonché una padronanza del linguaggio.
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Bascula conduzione ossea aerea.
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Lateralizzazione - orecchio destro.
-
Filtrazione.
Tre pilastri del metodo Alfred Tomatis per migliorare la voce della madre.
4 - Importanza della voce materna nell’ambiente sonoro del feto
Abbiamo già avuto l’occasione di evocare la voce materna. Ci permettiamo di tornarvi al fine di apportare alcune informazioni. Esse provengono là ancora dai lavori di Alfred Tomatis.
Il feto vive in un mondo sonoro poiché è circondato dai movimenti respiratori, digestivi, cardiaci di sua madre. Ma felicemente, i suoni di bassa frequenza hanno una assai cattiva conduzione ossea. Per di più, la conduzione aerea è assai attutita. Per attraversare la parete addominale, occorrerebbero pressappoco 110 decibel ossia l’equivalente di un altoparlante. Il feto dunque percepisce principalmente i suoni mediante conduzione ossea. Le armoniche di alte frequenze sono percepite in modo privilegiato. Vi è persino un’amplificazione degli acuti e dei medi mediante tale via di trasmissione.
«Quando la laringe vibra, la colonna vertebrale reagisce come la corda di un arco. Il bacino diviene un’enorme cassa di risonanza».
Il feto è cullato durante la gravidanza dalla voce di sua madre, amplificata. Essa non gli perviene distintamente. Sono le modulazioni, le armoniche, il timbro di tale voce che il bambino cerca di ritrovare alla nascita. Egli percepisce parimenti tutto ciò che la madre ode, trasmesso mediante conduzione ossea. Così, la madre è un’orecchia che apre il bambino all’universo.
5 - Il posto del padre
Per Alfred Tomatis, la voce del padre è percepita dal bambino al medesimo titolo di tutti i suoni circostanti mediante conduzione ossea ma in modo attenuato rispetto alla voce materna che vibra direttamente sul suo corpo. Ma se la madre riceve la voce del padre in modo positivo, in ascolto attento, ella la trasmetterà al feto. Egli la riceverà differentemente se tale medesima madre è rimettente nei confronti del padre. Il ruolo del padre è anche di sostenere sua moglie nel suo ruolo di madre. Per Tomatis, il posto del padre presso il feto e il giovane bambino interviene indirettamente attraverso lo sviluppo della madre, esso ha così tutta la propria importanza.
6 - In pratica
L’applicazione del metodo fonico a Foch è messa in atto dal gennaio 1991 grazie all’orecchio elettronico con la partecipazione del signor PINET e della signora TORDJMAN. Essa è stata stabilita secondo i criteri seguenti: due sedute d’ascolto alla settimana per cinque settimane; all’ottavo mese di gravidanza circa, seduta di suoni filtrati a partire da Mozart alternato con canti gregoriani. Tale preparazione fonica è proposta alle donne interessate, in complemento ai corsi classici.
La cuffia:
Riproduzione del modo di udire di un’orecchia assai buona.
Lateralizzazione:
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Che consente un lavoro sull’equilibrio, la messa all’ascolto del corpo in posizione dinamica
-
che consente un miglior autocontrollo della voce materna.
Tale lateralizzazione a destra è importante presso la donna incinta. Ci rammentiamo che l’emisfero cerebrale destro è legato in maggioranza all’orecchio sinistro. Esso rappresenta il cervello delle emozioni e dell’affettivo. Con un orecchio sinistro dominante, la donna incinta rischia di essere sottoposta a troppo grandi angosce. Occorre dunque riequilibrare, rinforzare il lavoro dell’orecchio destro e del cervello sinistro. Per di più, tale lateralizzazione a destra accentua il dinamismo motorio e psicologico.
Il sistema di bascula:
Mediante diminuzione del tempo tra conduzione aerea e ossea. Vi è progressione nel corso di tali sedute: il tempo di latenza è sempre più breve.
I suoni filtrati:
Scotomizzazione delle frequenze gravi e passaggio in un ambiente liquido. Essi assicurano un benessere, un placamento, una reminiscenza della sicurezza intrauterina. I suoni acuti stimolano la corteccia e assicurano una tensione timpanica mediante un lavoro muscolare.
Le sedute di preparazione fonica seguono un programma comune e prestabilito. Essendo tale metodo all’origine di una terapia, l’ascolto di suoni filtrati in modo eccessivo o non adattato rischierebbe di risvegliare affetti presso certe donne. Tale non è lo scopo di tale preparazione fonica. Preliminarmente le donne incinte si sottopongono dunque a un audiogramma. Tale test esclude le patologie uditive. La voce materna non è mai utilizzata. Per contro, la musica di Mozart è filtrata. Essa lo è progressivamente e debolmente rispetto a un programma determinato a scopo terapeutico. Essa è passata in alternanza con canti gregoriani non filtrati. I ritmi facilitano il placamento e la calma.
La periodicità di tale preparazione è un fattore importante. Si può essere stupiti del lasso di tempo abbastanza breve sul quale si svolgono le sedute. Mediante tale programma, un lavoro sull’orecchio destro si effettua. L’ascolto e la voce materna si migliorano. Normalmente, tale fenomeno si intrattiene da sé al di là delle sedute. La madre ritrova grazie a tali sedute un dinamismo e un’attività che le consente di essere partecipante. Ma essa non deve essere dipendente dall’orecchio elettronico. Per di più, troppo sedute potrebbero produrre l’effetto inverso comportando una saturazione dell’orecchio.
Sola e spontaneamente, la madre realizza e partecipa alla continuità della preparazione sino al parto e oltre. Mediante una migliore postura, la sua voce si trasforma, diviene più tonica, più timbrata e più modulata. Parlando col suo bambino, essa intratterrà tale lavoro. La clinica di Vesoul e i centri Alfred Tomatis propongono altri ritmi:
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Al sesto mese di gravidanza per quindici giorni 1h - 1h30 di seduta sotto orecchio elettronico al giorno.
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Poi all’ottavo mese per otto giorni.
Si tratta di un lavoro più in profondità. Ma tali due passi di sostegno hanno i medesimi scopi.
Evochiamo l’aspetto di gruppo di tale preparazione. Un fenomeno di emulazione è constatato. La dinamica di gruppo e la condivisione tra donne sembrano facilitate:
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Esse evolvono secondo un medesimo ritmo.
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Esse si ritrovano sempre nel medesimo gruppo e frequentemente
Una certa «convivialità e fraternità» è notata.
«È un altro modo di venire all’ospedale, né per una consultazione né per un esame».
«Ci sentiamo più libere».
«È più facile parlare alla levatrice che in consultazione».
Ma possiamo chiederci se tale interesse sia proprio della preparazione fonica. La preparazione fonica consente alla donna incinta di affinare il proprio ascolto e dunque faciliterebbe la sua comunicazione con altri. La dinamica di un gruppo in preparazione fonica potrebbe esserne ben influenzata.
Seconda Parte: Studio comparativo
Generalità
1 - Presentazione dei mezzi di lavoro
L’orecchio elettronico applicato alla donna incinta nell’ambito di una preparazione alla nascita sembra promettente sul piano teorico. A partire dall’analisi di elementi concreti, ricerchiamo l’influenza di tale preparazione; uno studio comparativo può dunque essere stabilito con rigore e obiettività. A tal fine utilizziamo:
la scala d’ansia o ancora la scala di Hamilton: (vedi allegato)
Essa consente di quantificare, per mezzo di un voto, l’ansia di un individuo. È utilizzata da numerosi anni dagli psicologi e dagli psichiatri. Al fine di essere meglio adattati alla donna incinta, gli item sono stati leggermente modificati. Sono in numero di cinque. La paziente valuta da 0 a 4 ciascuno di essi in funzione dell’intensità del sintomo clinico descritto. Tale scala considera il riverbero dell’ansia.
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Sulle funzioni intellettuali (difficoltà di concentrazione).
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Sull’umore (attesa del peggio, irritabilità),
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sull’insonnia (sogni penosi, terrori notturni),
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sul sistema cardio-vascolare (palpitazioni, sensazioni di sincopi),
-
e sui sintomi gastro-intestinali (peso sul petto, sensazione di soffocamento).
Il totale di tali cinque item si scaglia dunque da 0 a 20; voto rappresentativo dell’ansia della paziente. Le pazienti riempiono tale scala all’inizio e alla fine delle sedute di preparazione alla nascita. Ciò riflette l’evoluzione della loro ansia sotto l’influenza della preparazione.
Due gruppi sono costituiti:
-
gruppo di preparazione classica
-
gruppo di preparazione A. Tomatis
Confrontiamo dunque le scale d’ansia di tali due gruppi. Per mezzo di tali voti, studiamo dunque il riverbero della preparazione fonica sulla gravidanza.
I fascicoli ostetrici
Ogni paziente seguita alla maternità del CMC Foch ha il proprio fascicolo ostetrico. Esso ritrascrive i suoi antecedenti, lo svolgimento della sua gravidanza e del suo parto nonché la sorveglianza pediatrica del proprio bambino. Il fascicolo è totalmente informatizzato. Così, dati sono raccolti e classificati in funzione del tipo di preparazione alla nascita. La popolazione globale delle primipare seguite al CMC Foch sull’anno 1991 è dunque raggruppata in tre insiemi:
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un gruppo di 245 non preparate
-
un gruppo di 683 preparate mediante il metodo classico
-
un gruppo di 53 preparate mediante il metodo Alfred Tomatis
I dati informatici sono confrontati e trattati secondo i metodi statistici. Essi ci hanno consentito di definire i 3 gruppi, di confrontare i parti e lo stato dei bambini alla nascita.
Le visite e le testimonianze raccolte in seguito di parto
Dieci donne preparate alla nascita mediante l’orecchio elettronico sono state interrogate in seguito di parto. Esse ci hanno confidato impressioni sulla preparazione fonica. Esse ci hanno raccontato i ricordi che hanno della propria gravidanza e del proprio parto. Tali testimonianze ci legano dati che fanno appello alla nostra soggettività ma molti si incrociano. Esse sono state dunque sfruttate al fine di definire le motivazioni delle donne e nella parte più personale del nostro lavoro.
2 - Presentazione dei tre gruppi
Dati epidemiologici
Ecco alcuni dati epidemiologici per completare la presentazione del nostro studio sulla preparazione alla nascita mediante il metodo Alfred Tomatis.
Le caratteristiche medico-sociali quali l’età, l’attività professionale, gli antecedenti medici e ginecologico-ostetrici ci consentiranno di definire un profilo di donna del gruppo A. Tomatis, paragonata alla popolazione globale del CMC Foch.
Il «gruppo A. Tomatis», come l’abbiamo nominato, rappresenta le donne incinte seguite a Foch e che hanno scelto di partecipare nel corso dell’ottavo mese a una preparazione fonica complementare. Sull’anno 1991, l’effettivo è di 58 parturienti, ossia il 5,4% delle pazienti che hanno partorito a Foch quell’anno (cfr. allegato. Figura 1).
La ripartizione secondo la parità
Essa ci mostra differenze significative nei tre gruppi (vedi figura n. 2 negli allegati).
- Con una forte proporzione di primipare: 91,4% nel gruppo A. Tomatis contro 63,7% nel gruppo classico.
Tale quasi totalità di primipare fa eco alle motivazioni delle donne che hanno scelto tale preparazione - «far tutto per riuscire la mia gravidanza» - ma esse sono numerose ad auspicare rinnovare l’esperienza per una futura gravidanza.
-
Poche multipare hanno dunque scelto tale preparazione: 8% contro 36% nel gruppo classico, forse relativo al vincolo orario. Ma si nota pure che poche multipare seguono una preparazione: 2/3 di multipare nel gruppo senza preparazione. Dunque il fattore tempo interviene parimenti per la preparazione classica ma in modo meno marcato poiché la preparazione fonica è necessariamente complementare ai corsi di informazione generale e d’apprendimento della respirazione. Da tale constatazione, si potrebbero forse trarre conclusioni quanto alla sistemazione oraria fissata. Eventualmente, pensare a offrire più flessibilità nell’organizzazione delle sedute foniche.
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53 donne nel gruppo A. Tomatis
-
683 donne nel gruppo classico
-
245 donne nel gruppo senza preparazione
Le medie d’età
sensibilmente differenti:
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Preparazione A. Tomatis: 30 anni
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Preparazione classica: 28 anni
-
Senza preparazione: 26 anni
Da notare che tale media è sorprendente dato che la ripartizione secondo la parità è invertita poiché 2/3 delle multipare sono nel gruppo non-preparato.
Il profilo del gruppo Tomatis appare dunque come delle primipare di media d’età leggermente superiore.
L’attività professionale
Esercitare o no durante la gravidanza (riferirsi alla figura n. 3 negli allegati).
I gruppi 1 e 2 sono omogenei. Per l’insieme delle donne che seguono corsi:
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85% esercitano la propria attività professionale durante la gravidanza.
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non lavorano abitualmente
-
ospedalizzate, a riposo stretto
La percentuale di disoccupazione è minima: 1,7%. Essa non appare nel gruppo A. Tomatis ma ciò non ha nulla di significativo. Tale differenza di ripartizione è marcante nel gruppo senza preparazione poiché il doppio di donne non esercita alcuna attività professionale durante la gravidanza. Tali cifre sono certamente in correlazione con la parità (2/3 di multipare in tale gruppo).
La ripartizione secondo le professioni
come riflesso del livello socio-economico del gruppo
La preparazione Alfred Tomatis, basata sull’ascolto di musica di Mozart e di canti gregoriani, attira donne di un livello socio-economico più favorito? Oppure tale preparazione mediante l’informazione che ne è stata fatta in consultazione ha toccato in modo identico tutti i ceti sociali? Quale profilo socio-culturale è più attirato da tale tipo di preparazione? La ripartizione del gruppo A. Tomatis secondo l’attività professionale delle pazienti è schematizzata dalla figura n. 4 negli allegati.
Per paragonare i ceti socio-economici tra i differenti gruppi di preparazione, abbiamo scelto il criterio del livello di studio. I dati informatici ci hanno così consentito di tracciare un profilo di ciascun gruppo, rappresentato dal diagramma n. 5. Le cifre parlano da sé. Abbiamo nondimeno preso cura di verificare se fossero o no significative.
Cosa si osserva?
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Una assai forte maggioranza per il gruppo A. Tomatis: 68,77%
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un tasso medio nel gruppo di preparazione classica: 50,37%
-
un tasso più debole per il gruppo non preparato.
Vedi Diagramma n. 6.
Nei tre gruppi, la percentuale di studi universitari, malgrado tali differenze, rappresenta sempre il tasso più forte.
- La percentuale del livello di studio tecnico è simile attorno al 18%, qualunque sia la preparazione. Nondimeno, essa viene in seconda posizione per ordine d’importanza nel gruppo A. Tomatis. Negli altri due gruppi, è meno importante della percentuale del livello di studi secondari.
Osservazione: Tale classificazione ci pare erronea. Perché mettere il tecnico a parte mentre può essere studiato sia in università (DUT) che in secondaria (BEP)?
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Nei gruppi di preparazione classica e non preparata, il livello di studi secondari rappresenta circa un quarto dell’effettivo. Nel gruppo A. Tomatis, rappresenta 1/8. Quindi in modo significativo, la percentuale di studi secondari del gruppo senza preparazione o di preparazione classica è il doppio del gruppo A. Tomatis.
-
Il livello di studio limitato al primario ha una percentuale assai forte nel gruppo senza preparazione: 12,62% contro 2,96% nel gruppo di preparazione classica. D’altra parte, è il solo gruppo in cui appare un tasso di analfabetismo: 18,9%.
Antecedenti
Concernenti gli antecedenti medici, non ci è parso interessante studiarli nel dettaglio. Nessuna cifra particolarmente marcante sembra caratterizzare più un gruppo dell’altro. Per di più, la maternità del CMC Foch non ha reclutamento specifico in patologia.
Ecco unicamente alcune cifre secondo gli antecedenti ostetrici. Pensando che l’ansia iniziale rilevata nel gruppo A. Tomatis possa spiegarsi con antecedenti più pesanti, abbiamo paragonato le interruzioni volontarie di gravidanza e gli aborti spontanei:
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Le interruzioni volontarie di gravidanza nei gruppi preparati sono simili, a un tasso del 21% in media (numero IVG rapportato al numero di donne). Tale cifra è significativamente più elevata nel gruppo non preparato: 26%.
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5,2% nel gruppo A. Tomatis
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19,6% nel gruppo classico
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27% nel gruppo senza preparazione
Tali cifre sono significative. L’ipotesi avanzata per spiegare tali differenze è la ripartizione secondo le parità.
La nostra supposizione iniziale non è dunque confermata. I gruppi A. Tomatis e di preparazione classica sono simili quanto agli antecedenti. Non è né il numero di interruzioni volontarie di gravidanza né quello di aborti spontanei a spiegare l’ansia più elevata quotata dalla scala di Hamilton in inizio di preparazione.
Conclusione
In risposta alla domanda che una paziente aveva evocato durante un’intervista: «L’atmosfera dei due corsi è completamente differente. Forse non sono le medesime persone?». La risposta è affermativa.
Secondo i dati epidemiologici, il profilo del gruppo A. Tomatis appare con:
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una grande maggioranza di primipare
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una media d’età leggermente superiore (28 anni)
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un ceto socio-economico più elevato
Motivazione di una preparazione
Per completare la descrizione obiettiva del gruppo A. Tomatis, siamo andate a incontrare alcune pazienti per meglio conoscere le loro motivazioni relative alle differenti preparazioni.
Si può dire che alla base ogni preparazione ha per obiettivo un miglior vissuto della gravidanza poi del parto… e ha dunque un impatto importante mediante i mezzi che si è fissati sull’elaborazione della relazione madre-bambino.
- Ciò che le pazienti ricercano in una preparazione classica:
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Informazioni generali sulla gravidanza, in particolare sull’epidurale, una conoscenza dei luoghi, delle persone, un incontro con la levatrice, possibilità di discutere, consigli pratici (quando venire all’ospedale?)
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Esercizi sulla respirazione per distendersi durante la gravidanza ma soprattutto in vista del parto.
In pratica:
La preparazione risponde alle attese delle donne. Sono corsi condensati in tempo e in effettivi in cui il passo personale ha poco posto.
- Quali sono le motivazioni delle donne che hanno scelto il metodo Alfred Tomatis?
-> In maggioranza nessuno conosceva il dottor Alfred Tomatis. Esse sono state informate di tale preparazione mediante il prospetto d’informazione affisso in consultazione, o talora da un’amica o sulla stampa.
-> Alcune frasi delle donne incontrate in seguito di parto:
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«Volevo fare un piccolo di più. Mi colpevolizzavo di non poter distendermi (Trasloco). Volevo fare qualcosa per il mio bambino ed essere riposata era la cosa più semplice che avevo da offrirgli».
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«Avevo molto tempo disponibile. Ero interessata a tutto ciò che è preparazione - rilassamento».
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«Per la mia prima gravidanza, ho seguito corsi di sofrologia. Là, un’altra preparazione era proposta per essere ben distesa. Avevo voglia di provare».
Preparazione alla nascita e gravidanza
Introduzione
Grazie all’analisi di elementi obiettivi, codificati nella scala Hamilton, tale parte si interessa all’apporto della preparazione fonica sul vissuto della gravidanza. Le scale d’ansia sono state proposte all’inizio e a fine preparazione a due gruppi di 50 donne:
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Le une che hanno seguito la preparazione classica a Foch,
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le altre che hanno scelto in complemento il metodo A. Tomatis.
L’analisi di tali dati statistici ci consentirà di osservare i gruppi di partenza, la loro evoluzione e di notare i loro tratti particolari, significativi. Osserviamo anzitutto i gruppi di partenza. Si può notare un profilo particolare nelle donne che hanno voluto fare la preparazione fonica? Tenendo conto del voto medio globale, esiste una differenza significativa al 3% tra tali due gruppi.
I voti riflettono il totale dei cinque item quotati da 0 a 4. Sono dunque su 20 punti:
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4,36 per la preparazione classica
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5,73 per la preparazione A. Tomatis
Tale primo quadro rivela dunque un’ansia iniziale maggiorata nel gruppo di partenza A. Tomatis, esprimendosi per esempio in disturbi dell’umore: inquietudine, irritabilità, pianti facili, apprensione, attesa del peggio.
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1,21 per la preparazione classica
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1,54 per la preparazione A. Tomatis
Quanto alle altre manifestazioni di tale ansia: rispetto alle funzioni intellettuali, ai disturbi cardio-vascolari, gastro-intestinali o insonnie, tali sfumature non sono significative. Si può unicamente concluderne che i gruppi di partenza hanno un aspetto omogeneo. Studiamo ora l’evoluzione di ciascuno di tali gruppi per item dettagliati lungo la preparazione.
1 - Scala d’ansia
Il gruppo di preparazione classica
Il voto medio globale d’ansia aumenta in modo significativo a fine preparazione: 4,36 -> 4,71.
Ciò si osserva in particolare con una maggiorazione dei disturbi del sonno, nettamente accentuata: 0,83 -> 1,47.
Ma i sintomi cardio-vascolari e i disturbi dell’umore sono migliorati a fine preparazione. Quanto ai disturbi delle funzioni intellettuali o dei sintomi gastro-intestinali, non si osserva modificazione significativa.
Quali sono i tratti particolari all’evoluzione del Gruppo Alfred Tomatis?
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Il beneficio globale rispetto al voto medio d’ansia è una diminuzione di quasi due punti in totale: 5,73 -> 3,95.
-
I campi più sensibili a tale miglioramento: disturbi gastro-intestinali (voto diviso per due), sintomi cardio-vascolari, poi disturbi dell’umore.
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Non vi è cambiamento notevole rispetto alle funzioni intellettuali e nessuna correzione dei disturbi del sonno (che si esprimono poco).
Analisi
Il metodo Alfred Tomatis diminuisce notevolmente e in modo globale l’ANSIA delle donne incinte nel corso della preparazione mentre, nel gruppo di partenza, tale disturbo era esacerbato. La preparazione classica non apporta tale beneficio. Si può pensare che l’ansia che aumenta significativamente presso le donne che seguono una preparazione classica sia fisiologica, legata all’avvicinarsi del parto, ai disturbi maggiorati in fine di gravidanza, esprimendosi, come abbiamo visto, nell’insonnia. Senza andare fino a pensare che la preparazione generi tale angoscia… per lo meno essa non è atta a correggere tale disturbo in modo significativo.
L’INSONNIA è un disturbo notato con più intensità a fine preparazione presso le donne che hanno seguito i corsi classici mentre, nel gruppo A. Tomatis, a livello di partenza apparentemente omogeneo (poiché senza differenza significativa), tale disturbo non è modificato. La preparazione A. Tomatis contribuisce dunque a impedire una maggiorazione del disturbo del sonno come si esprime nell’altro gruppo.
Nei due gruppi, si osserva una diminuzione significativa dei disturbi dell’UMORE tra l’inizio e la fine della preparazione. Ora, prima della preparazione, tale item era maggiorato in modo notevole nel gruppo A. Tomatis rispetto alla preparazione classica. Tale differenza sparisce a fine preparazione. Il metodo A. Tomatis ha dunque contribuito a diminuire un’angoscia che era maggiorata alla partenza nell’espressione dei disturbi dell’umore.
L’espressione dell’ansia nei disturbi GASTRO-INTESTINALI è notata in modo omogeneo nei due gruppi prima e dopo la preparazione. Tuttavia, la diminuzione è significativa nel gruppo A. Tomatis, probabilmente quindi più concludente quanto alla correzione di tali sintomi.
Per i disturbi CARDIO-VASCOLARI, la diminuzione è significativa nei due gruppi tra l’inizio e la fine della preparazione. Per di più, i gruppi tra loro sono omogenei alla partenza e all’arrivo. Si conclude che le due preparazioni siano di medesima efficacia rispetto a tali sintomi.
Per quanto concerne le funzioni INTELLETTUALI, i disturbi non sarebbero modificati né in un senso né nell’altro, qualunque sia la preparazione. Nessuna delle cifre è significativa. Non si può dunque trarne conclusione.
Conclusione
Nelle grandi linee di tale studio statistico, secondo la scala di Hamilton, si tratterrà:
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Una media d’ansia più forte nel gruppo A. Tomatis di partenza e un miglioramento del tutto benefico rispetto alla preparazione classica.
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Ciò si gioca in particolare sui disturbi del sonno che non sono aggravati grazie alla preparazione fonica.
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Per gli altri sintomi, si osserva nel gruppo Tomatis un miglioramento almeno equivalente alla preparazione classica.
2 - Testimonianze
In seguito di parto o frasi udite in sedute di preparazione, riportiamo qui le frasi-chiave di una dozzina di interviste al fine di meglio comprendere ciò che il metodo fonico sembra avere apportato loro durante la gravidanza. Tali punti sono essenzialmente soggettivi. Essi completano l’analisi della scala di Hamilton che è puramente obiettiva.
L’elemento che sembra loro primordiale è l’apporto assai benefico della preparazione rispetto al SONNO.
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«La preparazione mi ha aiutata a recuperare il sonno, a essere meno nervosa».
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«Avevo pochi problemi di sonno, ma là dormivo ancora dieci volte di più».
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«Dopo le sedute, facevo sempre una gran siesta».
Esse sottolineano pure il doppio aspetto del lavoro dell’orecchio elettronico sulla persona: il lato RILASSANTE e DINAMIZZANTE.
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«Per un’ora, si è cool, è ben distendente, queste sedute. Se ne esce con la voglia di spostare montagne».
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«Trovavo ciò passivo ma è assai gradevole e dinamizzante».
L’atmosfera del corso è evocata nelle loro testimonianze. Ciò riflette l’importanza del ruolo del gruppo: piccolo numero (12 persone), persone identiche a ciascuna seduta, ciò che consente alle donne di sentirvisi a proprio agio. Esse evolvono tutte a un medesimo ritmo rispetto a una tecnica (sconosciuta alla partenza). Esse evocano: la facilità di discussione con la levatrice o con altre donne del gruppo a fine corso. La signora Tordjman lo descrive come una CONVIVIALITÀ:
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«L’atmosfera tra tali due gruppi di preparazione non ha nulla in comune. La gente forse non è la stessa? Vi sono certamente punti comuni».
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«È incontestabile, accade qualcosa. Stare bene durante la seduta, vale la pena anche se non vi è che ciò».
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«Si viene all’ospedale in modo differente. Si sceglie di venire. Non è né per un corso né per una consultazione».
Con tale preparazione, come affrontavano il parto e cosa dicono del proprio parto qualche giorno più tardi?
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Il benessere che esse descrivono di tali sedute foniche si ripercuoteva nella vita quotidiana:
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«Ho preso il tempo per riposarmi».
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«Mi lasciavo vivere».
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«Prendevo il tempo per ascoltare musica per distendermi».
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Il loro approccio del parto sembra interessante:
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«Sono arrivata, ero assai cool, per nulla angosciata».
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«O ero incosciente, o ero iper-distesa».
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Anche se per il parto esse dicono che ciò non le ha aiutate per nulla:
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«Non ha cambiato nulla. Sono andata in panico come tutti, ma non incrimino affatto la preparazione».
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Si notano reazioni interessanti che ci fanno evocare i benefici del riposo e della distensione «immagazzinati» durante la gravidanza:
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«Sei ore dopo l’epidurale, ho sofferto, era assai violento. Non avevo alcun ricorso. Ho cercato di ben respirare, di calmarmi dicendomi: occorre assolutamente che mi assuma».
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«A. Tomatis non ha cambiato nulla alla respirazione, agli sforzi di spinta, ecc. Il bene è che si è più decontratta».
Il loro modo d’essere in seguito di parto sembra pure impregnato dei benefici delle sedute del metodo Alfred Tomatis.
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«Mi sento un po’ eccitata, ma non stanca. Sempre distesa e non angosciata di tornare».
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«La sofrologia mi aveva apportato di più per il parto, ma là non mi sento estenuata come la prima volta».
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Che dire delle primizie della comunicazione madre-bambino, se non che essa non può che essere favorita se la donna è riposata, meno angosciata, e si sente più dinamica?
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«Il fatto di essere più distesa influenza su di lui». In seguito di parto, esse dicono tutte che il proprio bebè sembra calmo, con molta riserva rispetto alle sedute di preparazione: «favorisce o no?».
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Un «dettaglio» rappresentativo dell’impatto della preparazione sui primi segni di comunicazione: durante le sedute, i bambini reagiscono differentemente secondo le musiche. Sovente, in occasione dei canti gregoriani (col loro ritmo lento che mima i ritmi fisiologici calmi, placanti), si nota che si muovono di più. La madre è assai distesa e dunque assai sensibile a tali percezioni varianti. È pienamente attenta alle reazioni del proprio bebè.
Il parto
Introduzione
La preparazione alla nascita secondo il metodo Alfred Tomatis favorisce il benessere della donna incinta. Il termine di comfort psicologico sembra allora adattato. Abbiamo visto che al di là della gravidanza, possiamo sperarne un riverbero apprezzabile sul travaglio, sul parto e sul neonato. Ci siamo basate su un ragionamento teorico allargando i campi d’applicazione dell’orecchio elettronico. Possiamo realmente parlare di parto confortevole? I rischi materni e fetali ne sono diminuiti? L’analisi di parametri obiettivi che qualificano i parti ci consentirà di rispondere a tali due interrogazioni. Confronteremo tra loro donne preparate mediante l’orecchio elettronico, mediante i corsi classici e non preparate. Cercheremo di illustrare le percentuali e medie mediante grafici. Le cifre sono tutte paragonate secondo metodi statistici riconosciuti (test del Chi2, lo scarto ridotto di due medie). Studieremo per tali tre gruppi di donne:
A. Sorveglianza materna
-
il modo di parto,
-
il motivo di ammissione in sala travaglio e il modo di scatenamento,
-
durata del travaglio e altri parametri tempo,
-
la dinamica uterina,
-
patologia del travaglio,
-
l’anestesia
-
stato del perineo
B. Sorveglianza del feto
-
L’età gestazionale,
-
il ritmo cardiaco fetale,
-
il liquido amniotico,
-
la presentazione,
-
il bambino secondo il peso di nascita, l’Apgar, il pH poi il modo d’allattamento.
Così sapremo se l’orecchio elettronico, grazie a una rieducazione dell’ascolto, agisce sul parto e sullo stato generale del bambino.
A. Sorveglianza materna
1) Modo di parto
Distinguiamo 3 modi di parto:
-
via bassa spontanea
-
via bassa non spontanea, dunque forzata
-
cesareo
Qualunque sia la preparazione classica e/o A. Tomatis, le percentuali di via bassa (55%), di forcipe (33%) o cesarei (12%) sono considerate statisticamente identiche. Ma osserviamo meno forcipi per le donne non preparate (27% contro 33%) e più cesarei (9% contro 12%). La percentuale di via bassa spontanea resta identica ai due altri gruppi: 54%. (Figura n. 10 negli allegati)
2) Il motivo di ammissione e il modo di scatenamento
Guardiamo tali due caratteristiche al fine di comprendere l’origine di tali differenze.
Distinguiamo 7 motivi d’ammissione. Per i 3 gruppi, notiamo:
-
76% di travaglio spontaneo
-
4% di scatenamento programmato
-
3% di scatenamento per patologia
-
3% di cesarei in inizio di travaglio
-
0% per post-partum
-
0% per trasferimento dopo cesareo (Tavola n. 11, allegato)
Per il gruppo A. Tomatis, 23% delle ammissioni hanno luogo per rottura prematura delle membrane contro 12% per le altre donne, ossia due volte di più. Non osserviamo altra differenza significativa. Le rotture premature delle membrane comportano un numero più importante di scatenamenti artificiali?
I dati mostrano che vi è il 10% in media di scatenamenti artificiali nei tre gruppi. Sono programmati, di convenienza o su indicazione medica.
Le donne che hanno seguito una preparazione A. Tomatis, che hanno rotto prematuramente, si mettono dunque in travaglio spontaneamente senza complicazione maggiorata di infezione o di sofferenza fetale… Eventualmente uno scatenamento su indicazione medica sarebbe stato considerato. Non osserviamo aumento degli scatenamenti artificiali.
Possiamo pure rilevare che il tasso di cesarei è due volte più elevato presso le donne non preparate: 4% contro 1% e 2% per le altre donne. Tale differenza è significativa. Possiamo supporre che:
-
Le donne che avranno un cesareo di prima intenzione non vedono la necessità di una preparazione alla nascita.
-
Oppure che le donne che non si iscrivono ai corsi di preparazione sono meno bene informate e/o meno bene seguite. Ciò aumenterebbe il rischio di sopraggiungere di una patologia della gravidanza (per l’assenza o poca informazione), il che aumenterebbe il rischio di cesareo in urgenza in inizio di travaglio.
Conclusione:
La preparazione sotto orecchio elettronico sembra aumentare il rischio di rottura prematura delle membrane, ma non pare maggiore poiché non necessita di uno scatenamento artificiale.
-
Il modo di parto è identico alle donne preparate mediante i corsi classici. Le rotture premature delle membrane di tali donne non generano dunque patologie.
-
La prevenzione dei cesarei e dei forcipi non è migliorata mediante la preparazione Tomatis.
3) Studio del parametro tempo:
-
Durata media del travaglio:
-
Senza preparazione 7h51 min (base 245)
-
Preparazione classica 8h12 min (base 683)
-
Preparazione A. Tomatis 7h19 min (base 53)
Secondo i test statistici che paragonano medie, il travaglio delle donne preparate mediante A. Tomatis è significativamente meno lungo delle altre donne.
- Studio per fascia:
Soltanto le percentuali delle donne che partoriscono in meno di tre ore sono significativamente differenti tra i tre gruppi. Il 17% delle donne preparate mediante A. Tomatis partoriscono rapidamente contro il 15% delle donne non preparate e il 6% delle donne preparate classicamente. Ma la maggior parte delle donne - più della metà -, qualunque sia il loro gruppo, partoriscono tra 4 e 8 ore e un quarto tra nove e dodici ore (riferirsi agli allegati. Figura n. 13)
- Durata della dilatazione tra 5 cm e completa:
Tale fase della dilatazione dura pressappoco tre ore, media equivalente per i tre gruppi.
- Durata degli sforzi espulsivi:
Il tempo è valutato a quindici minuti in media per tutte le donne. Studiando per fasce (meno di quindici minuti, da sedici a trenta minuti, più di trenta minuti), constatiamo che le donne non preparate sono più numerose ad avere un tempo d’espulsione breve: 75% contro 64% e 68% (64% e 68% non sono significativamente differenti).
Cerchiamo di comprendere tali cifre:
Mediante dati informatici, le percentuali contabilizzano tutte le donne, di cui le donne cesarizzate, ciò che annulla i loro sforzi espulsivi. Ora rammentiamo che vi sono più donne cesarizzate nel gruppo senza preparazione, donde una percentuale più elevata per il gruppo senza preparazione a tempo di sforzi espulsivi brevi.
Le cifre precedenti indicano un tasso di forcipi più elevato nei due gruppi preparati rispetto al gruppo senza preparazione, ciò che spiega, senza alcun dubbio, la percentuale di donne più importante che hanno un tempo d’espulsione superiore a 15 minuti per tali due medesimi gruppi.
Conclusione:
Nessun elemento ci consente di pensare che la preparazione A. Tomatis influenzi il tempo della dilatazione e la durata dello sforzo espulsivo. Constatiamo soltanto che la durata media di travaglio è leggermente inferiore alle altre donne. Essa riflette il tasso più importante di primipare che partoriscono in meno di 3 ore.
4) Studio della dinamica uterina
La dinamica uterina si studia sul piano qualitativo (normale, ipocinesia, ipercinesia, ipertonia) e sull’esistenza o no di una stagnazione della dilatazione - riflesso della sua efficacia.
Più dell'80% delle donne hanno una dinamica uterina normale. Nel gruppo A. Tomatis, ritroviamo due volte meno anomalie della dinamica uterina: 8% contro 15% negli altri due gruppi. Tale differenza è particolarmente notevole sul tasso d’ipocinesia: quattro volte meno ipocinesia, ossia 2% presso le donne del gruppo A. Tomatis contro 8% per le altre. Per contro, tale differenza non riverbera sul tasso di distocia dinamica: il 13% delle donne, qualunque sia il loro gruppo, presenta un’anomalia della dilatazione.
(Figura n. 14 negli allegati)
Ciò può spiegarsi con l’uso degli ossitocici. Utilizziamo del SYNTOCINON di fronte a ogni anomalia della dinamica uterina senza attendere una stagnazione della dilatazione.
Conclusione:
La preparazione A. Tomatis sembra favorire la dinamica uterina. Possiamo chiederci se il termine di parto (una settimana di differenza col gruppo classico) e il minor tasso di prematurità non giochino un ruolo nella dinamica uterina. Una seconda spiegazione può essere proposta: la rottura prematura delle membrane.
A 40-41 settimane d’amenorrea con membrane rotte, le condizioni sarebbero ottime per un buon lavoro muscolare dell’utero. Non riuniamo qui sufficientemente di elementi per confermare tale supposizione.
5) Studio delle differenti patologie del travaglio
Le donne preparate secondo il metodo Alfred Tomatis hanno complicato il proprio travaglio delle seguenti patologie:
-
ipertermia superiore a 38°: 19%
-
sofferenza fetale acuta: 4%
-
distocia meccanica, cervicale e/o dinamica: 19%
-
difetto di progressione all’espulsione: 13%
-
difetto di rotazione all’espulsione: 2%
-
ritmo cardiaco fetale patologico all’espulsione: 6%
Non abbiamo dunque studiato che tali patologie in paragone con i due altri gruppi. Altre patologie ostetriche quali:
-
Fallimento di scatenamento,
-
distocia delle spalle,
-
fatica materna…
Si ritrovano nei gruppi non preparati o preparati mediante i corsi classici. Esse non ci sono parse interessanti da menzionare qui poiché non esistono nel gruppo preparato mediante l’orecchio elettronico. Sottolineiamo alcune cifre interessanti: vi sono più ipertermie nel gruppo A. Tomatis: 19% contro 11% per i due altri gruppi.
Grazie ai dati informatici, constatiamo che le ipertermie sono associate a distocie meccaniche: 2%, a distocie dinamiche: 2%. E a difetti di progressione allo sforzo espulsivo: 9%.
L'87% delle ipertermie sono isolate. Le cifre sono identiche per i due altri gruppi. Non ritroviamo infezione amniotica, sofferenza fetale, mentre esse esistono nei due altri gruppi in modo equivalente. Dobbiamo accostare tale cifra al 19% di rotture premature delle membrane, due volte più frequenti nel gruppo A. Tomatis. Ora, la rottura prematura e/o un travaglio lungo legato a una distocia sono due fattori che favoriscono una febbre materna. Possiamo notare che essa non è maggiore. Non comporta sofferenza fetale. Non è legata a un’infezione amniotica. La prevenzione delle infezioni è bene effettuata.
Altri elementi messi in evidenza
13% di difetto di progressione all’espulsione contro 22% per i due altri gruppi. Non abbiamo sufficientemente di elementi per spiegare tale differenza. Notiamo soltanto l’assenza di fatica materna nel gruppo A. Tomatis. Nei due altri gruppi, è cifrata al 3%. Ci accontentiamo di porre la seguente domanda: il metodo Alfred Tomatis aiuta le donne durante la fase di espulsione, sola fase attiva del parto?
Ogni patologia raggruppata
Rileviamo che la frequenza delle patologie in corso di travaglio è identica nei tre gruppi (riferirsi agli allegati, Tavola n. 15) una donna su due, qualunque sia la preparazione effettuata o no durante la gravidanza, avrà un’anomalia di travaglio e/o d’espulsione.
Conclusione:
Se la frequenza delle patologie in corso di travaglio è identica, il tipo differisce da una donna preparata mediante il metodo classico e non preparata a una donna preparata mediante il metodo Alfred Tomatis: più dell'8% di febbre e meno dell'11% di difetto di progressione per il gruppo A. Tomatis.
6) L’anestesia
L’ostetricia contemporanea è metamorfosata dalla frequenza dei parti sotto anestesia epidurale. Essa apporta un comfort materno irrefutabile. L’epidurale è uno dei primi argomenti evocati in corso di preparazione dalle pazienti. Influenzano essi la scelta delle donne? Il metodo Alfred Tomatis ne modifica la frequenza? Cosa avviene delle altre anestesie?
L'85% delle donne preparate mediante il metodo Alfred Tomatis e delle donne non preparate partoriscono con un’anestesia e il 90% delle donne preparate mediante il metodo classico. Osserviamo due differenze significative.
Più del 5% di anestesie generali.
Meno dell'11% di epidurali.
Presso le donne non preparate rispetto alle donne preparate classicamente (vedi Figura n. 16 negli allegati).
I due gruppi di donne preparate (classico e A. Tomatis) non presentano differenza significativa. Le differenze notate sono probabilmente spiegate da cesarei. Sono più volentieri effettuati sotto anestesia generale per le donne preparate. Ciò deve essere messo in parallelo con il ritmo cardiaco fetale patologico dunque i cesarei di seconda intenzione si svolgerebbero più facilmente in un controllo d’urgenza che non consente la messa in atto di un catetere d’epidurale. Per di più, le donne non preparate non hanno ricevuto le spiegazioni concernenti l’epidurale durante i corsi. Esse non conoscono dove può l’epidurale.
Il ragionamento non consente di concludere a un accostamento tra la preparazione A. Tomatis e la scelta dell’anestesia. Essendo i due gruppi preparati omogenei, possiamo pensare che la preparazione A. Tomatis, allo stesso titolo della preparazione classica, rispetti la scelta delle donne quanto al loro desiderio o no di epidurale. In ogni caso, il metodo Alfred Tomatis non va contro tale scelta.
7) Perineo
Lo stato del perineo, ossia la necessità di un’episiotomia, all’espulsione, è un elemento che qualifica un parto. Essa può essere dovuta a un perineo teso, o a cattive qualità di tessuti. Essa può essere effettuata secondo il contesto:
-
prematurità
-
macrosomia, ipotrofia
-
sofferenze fetali acute
-
arresto della progressione
È dunque importante ricercare un’eventuale relazione tra la preparazione alla nascita e l’esistenza o no di un’episiotomia.
I gruppi preparati A. Tomatis e classico sono omogenei:
76% di episiotomie
24% senza episiotomia di cui
4% di lacerazioni semplici
20% di perinei intatti
(Figura n. 17 negli allegati)
Notiamo una differenza dell'11% sul tasso delle episiotomie tra gruppi non preparati e preparati.
67% di episiotomie
2% di lacerazioni semplici
31% di perinei intatti
Là ancora, il tasso di cesarei più importante in tale gruppo spiega senza dubbio in parte tale differenza.
Secondo tali cifre, possiamo supporre che la preparazione alla nascita mediante il metodo Alfred Tomatis non abbia influenza sul sopraggiungere o no di un’episiotomia. Tale supposizione non può essere confermata. La relazione preparazione/episiotomia potrebbe essere oggetto di una riflessione che oltrepassi l’ambito di tale lavoro.
Sorveglianza fetale
1) L’età gestazionale
Confrontiamo l’età gestazionale dei parti dei tre gruppi di donne;
-
secondo il metodo Alfred Tomatis
-
secondo il metodo classico
-
senza preparazione
Le curve sono abbastanza evocative da sé. Constatiamo che:
nel gruppo senza preparazione, vi sono:
-
12% di prematurità
-
85% di parti tra 37 e 42 settimane d’amenorrea,
-
di cui 50% a 39-40 settimane d’amenorrea,
-
18% a 41 settimane d’amenorrea
-
3% di post-termine.
nel gruppo di preparazione classica, vi sono:
-
4% di prematurità
-
93% di parti a termine
-
di cui 56% a 39-40 settimane d’amenorrea
-
20% a 41 settimane d’amenorrea
-
3% di post-termine.
nel gruppo di preparazione Tomatis, vi sono:
-
2% di prematurità
-
98% di parti a termine
-
di cui 56% a 39-40 settimane d’amenorrea
-
35% a 41 settimane d’amenorrea
-
0% di post-termine. (vedi Figura n. 18 negli allegati).
Le donne preparate mediante il metodo classico partoriscono più presto delle donne preparate mediante l’orecchio elettronico:
-
le 1ère tra 39-40 settimane d’amenorrea
-
le 2ème tra 40-41 settimane d’amenorrea
Quanto ai parti prematuri, l’analisi delle curve conferma le percentuali. (Vedi Figura n. 19 negli allegati).
-
Il rischio di prematurità è debole nei due gruppi di donne preparate: 3%. È nettamente superiore per le donne non preparate - quasi quattro volte di più: 12%. Secondo tali cifre, possiamo pensare che le preparazioni al parto diminuiscano il tasso di prematurità. Occorre sottolineare tuttavia che le minacce di parto prematuro, trattate con messa al riposo, controindicano i corsi di preparazione. Le donne sono dunque contate nel gruppo senza preparazione.
-
Il tipo di preparazione non sembra diminuire o aumentare il rischio di prematurità. Non osserviamo differenza significativa tra 2% e 4% secondo il test del Chi2. Ritrarremo dunque che il metodo Alfred Tomatis non apporta nulla di più rispetto al metodo classico quanto alla prevenzione della prematurità.
Il post-termine.
Il 3% delle donne preparate classicamente e non preparate partoriscono dopo 42 settimane d’amenorrea. Nel gruppo A. Tomatis, non osserviamo alcuna nascita post-termine ma statisticamente le cifre non presentano differenza significativa. Il rischio di post-termine è identico per tutte le donne.
2) Studio del ritmo cardiaco fetale
Qualifichiamo ciascun ritmo cardiaco fetale di normale, sospetto o patologico studiandolo in corso di dilatazione e in corso di espulsione.
- in corso di dilatazione, i gruppi di donne preparate
(preparazioni classiche e A. Tomatis) sono omogenei:
-
62% normali
-
33% sospetti
-
2% patologici
Nel gruppo non preparato, vi sono due volte più ritmi patologici, ossia 5% contro 2% negli altri gruppi. Ciò è controbilanciato dal 25% di ritmi sospetti contro 33% negli altri gruppi. Possiamo rapportare il numero più elevato di ritmi patologici al tasso di cesarei, anch’esso più importante rispetto ai due altri gruppi preparati.
(Vedi Figure n. 20 e 22 negli allegati).
in corso di espulsione, per i tre gruppi, vi sono:
-
4% di ritmi normali
-
73% di ritmi sospetti
-
3% di ritmi patologici
-
20% sono ininterpretabili - non registrati o non qualificabili
-
I tre gruppi sono omogenei (allegato. Tavola n. 21)
Conclusione:
La preparazione A. Tomatis non sembra apportare un nuovo elemento rispetto alla preparazione classica quanto alla prevenzione delle sofferenze fetali acute. Il gruppo di donne senza preparazione pare più esposto alle patologie ostetriche. Effettivamente possiamo stabilire una relazione di causa a effetto tra la prematurità, il ritmo cardiaco fetale patologico e i cesarei. Tali tre elementi differenziano essenzialmente i gruppi di donne non preparate e preparate. Possiamo dunque avanzare che le preparazioni alla nascita agiscono indirettamente sulla prevenzione delle sofferenze fetali acute diminuendo la prematurità. Un lavoro supplementare sarebbe necessario per confermare tale ipotesi. Ma mediante tale ragionamento, mettiamo in evidenza che la preparazione A. Tomatis ha il medesimo effetto della preparazione classica.
3) Il liquido amniotico
Per paragonare tale parametro tra i tre gruppi, guardiamo:
-
la modalità di rottura
-
la quantità
-
il colore alla rottura e all’espulsione
Modalità di rottura
La rottura della sacca delle acque si effettua secondo differenti modi con la medesima frequenza per i tre gruppi. Statisticamente sono dunque omogenei con:
-
61% di rottura artificiale
-
26% di rotture prima dell’ammissione
-
10% di rotture spontanee
-
3% di rottura in corso di cesareo (Allegato, Tavola n. 23)
Sottolineiamo semplicemente una percentuale più elevata: 9% di rotture in corso di cesareo nel gruppo senza preparazione. Ciò è legato al numero più importante di cesarei. Osserviamo dunque meno di due terzi di rotture artificiali e più di un terzo di rotture spontanee. Rammentiamo che avremmo notato un tasso due volte più elevato di rotture premature nel gruppo A. Tomatis (23% dei motivi d’ammissione contro 12% per gli altri gruppi). Ma la tavola mostra che vi sono altrettante rotture spontanee nei tre gruppi.
La quantità di liquido amniotico
Ritroviamo altrettanta quantità normale, oligoamnios, eccesso di liquido per i tre gruppi (Allegato, Tavola n. 24), ossia:
-
95% di quantità normale
-
2% di oligoamnios
-
3% di eccesso di liquido
Non possiamo dunque trarne alcuna conclusione tra la preparazione col metodo Alfred Tomatis e la quantità di liquido amniotico.
Studio del colore del liquido amniotico alla rottura
Che sia chiaro, meconiale, sanguinante, tinto, la ripartizione è identica per i tre gruppi:
-
86% di liquido normale
-
8% di liquido tinto
-
4% di liquido meconiale
Vediamo se tale ripartizione si modifica a fine travaglio. L’evoluzione del colore del liquido amniotico in corso di travaglio è un elemento che consente di diagnosticare le sofferenze fetali acute. Là ancora, non osserviamo differenza significativa tra i tre gruppi. Possiamo dunque dire che globalmente vi è a fine travaglio:
-
80% di liquido chiaro
-
9% di liquido meconiale
-
10% di liquido tinto (Allegato, Tavola n. 25)
Confrontando i due dati, alla rottura e a fine travaglio, rileviamo per i tre gruppi che a fine travaglio vi sono:
-
meno del 5% di liquido chiaro
-
più del 5% di liquido meconiale
-
più dell'1% di liquido tinto (Allegato, Tavola n. 26)
Non evochiamo i liquidi sanguinanti ché restano identici nei due gruppi: 2% per il gruppo senza preparazione. Per di più, non sono significativi. Quindi: preparate o no, per le donne, i rischi di liquido tinto e meconiale sono identici. I tre gruppi evolvono nello stesso modo in corso di travaglio.
4) La presentazione
Non notiamo differenza significativa tra i tre gruppi di donne quanto ai tipi di presentazione:
95% di presentazioni del sommo
4% di natiche
1% di presentazioni distociche (Allegato, Tavola n. 27)
Non possiamo dunque stabilire un legame tra la preparazione e la presentazione.
5) Il bambino
Paragone dei pesi di nascita:
-
Gruppo senza preparazione: 3180, + o - 70 grammi (4480 - 940)
-
Gruppo di preparazione classica: 3280, + o - 35 grammi (4580 - 1150)
-
Gruppo di preparazione Tomatis: 3410, + o - 90 grammi (5000 - 2770)
-
I bambini del gruppo preparato col metodo Alfred Tomatis hanno un peso di nascita superiore: + 130 grammi rispetto al gruppo classico e + 230 grammi rispetto al gruppo senza preparazione. Le differenze di medie sono significative.
-
Due elementi possono agire indirettamente sui pesi:
-
La prematurità più importante nel gruppo non preparato e più piccolo peso.
-
Le donne del gruppo A. Tomatis partoriscono tra 40 e 41 settimane d’amenorrea.
-
Le donne preparate classicamente tra 39 e 40 settimane d’amenorrea. Ora la presa di peso dei feti è importante quotidianamente in fine di gravidanza.
Studio degli Apgar a 1 minuto e a 5 minuti
- A 1 minuto:
I gruppi preparati (classico e A. Tomatis) non presentano differenza significativa:
-
86% di Apgar superiori o uguali a 8
-
11% tra 4 e 8
-
3% inferiori a 4
I bambini di donne non preparate hanno un miglior Apgar a 1 minuto.
90% superiori o uguali a 8
1% inferiori a 4 (Allegato, Tavola n. 28)
- A 5 minuti:
Osserviamo differenze significative tra i tre gruppi:
i bambini sono più numerosi ad avere un Apgar superiore o uguale a 9 a 5 minuti: 98% contro 96% e 93% negli altri due gruppi
vi è sempre l'1% dei bambini del gruppo non preparato che sono inferiori a 4 d’Apgar
il 7% dei bambini del gruppo classico hanno ancora un Apgar cattivo a 5 minuti, compreso tra 4 e 8. Gli altri due gruppi comprendono soltanto il 2% dei bambini. (Allegato, Tavola n. 29)
Paragoniamo gli Apgar a 5 minuti a quelli di 1 minuto:
-
- 7% per i gruppi classico e non preparato
-
- 11% per il gruppo A. Tomatis
-
1% dei bambini del gruppo non preparato resta sempre con un Apgar inferiore a 4 capo di 5 minuti.
-
Per un Apgar 4-8 a 5 minuti, contabilizziamo una diminuzione del 5% di bambini rispetto a 1 minuto per i gruppi non preparato e classico. Per contro, il gruppo A. Tomatis ne contabilizza 9% in meno. Si passa dall'11% al 2%. I bambini di un gruppo A. Tomatis recuperano assai meglio e più presto degli altri bambini.
Rammentiamo che il gruppo A. Tomatis ha un travaglio più breve dei due altri gruppi, che i bambini hanno un peso di nascita più elevato e che contabilizza meno prematurità. Ciò può spiegare tale constatazione.
Studio dei pH arteriosi alla nascita
Confrontiamo i pH arteriosi alla nascita dei bambini delle 53 donne preparate mediante il metodo A. Tomatis alla popolazione globale delle primipare sull’anno 1991, ossia i gruppi di donne preparate classicamente e senza preparazione.
-
Per tutte, i tre quarti dei pH sono superiori o uguali a 7,20. Quindi il 73% ha un buon pH.
-
23% di acidosi moderate
-
6% di acidosi severe
Senza differenza statisticamente significativa, si nota tuttavia, per il gruppo A. Tomatis, l'11% di acidosi severe, ossia più del 5% del gruppo testimone. Siamo sorprese da tale cifra elevata. Lo studio dei parametri precedenti non lo lascia prevedere e non lo spiega. Proponiamo dunque di guardare i sei casi al fine di comprendere l’origine di tali acidosi e di apprezzarne il riverbero e l’evoluzione neonatale.
Ritroviamo:
-
Due sofferenze fetali per stagnazione della presentazione in parte media.
-
Due rotture premature e prolungate con sospetto d’infezione non confermata dai prelievi batteriologici del bambino. Sono associate ad anomalie funicolari (circolare lasso), di cui un travaglio rapido di 1h30, con ripercussione sull’Apgar 6-8-10.
-
Una distocia dinamica cesarizzata a 5 cm.
-
Un’anomalia funicolare con cordone assai breve. Sola acidosi metabolica sui sei casi.
Tali anomalie del pH sono principalmente acidosi respiratorie: cinque su sei, con un buon recupero, vale a dire un pH superiore o uguale a 7,20 dopo controllo nelle prime ore senza riverbero sull’Apgar. Riporteremo i casi ai parametri studiati precedentemente. (Figura n. 30 negli allegati)
Analisi dei sei casi di acidosi severe
- Il gruppo A. Tomatis è più esposto alle rotture premature delle membrane e alle ipertermie materne durante il travaglio. Ora, due rotture premature e prolungate sono ritrovate nei pH bassi ma non sono complicate da febbre materna.
Quanto alle stagnazioni della presentazione e alle distocie dinamiche, il gruppo A. Tomatis è meno esposto dei due altri gruppi. Non possiamo dunque affermare che un più gran numero di tali patologie comporti acidosi respiratorie neonatali in tale gruppo A. Tomatis rispetto ai due altri gruppi.
Ci sembra parimenti che un numero importante di pH bassi sia espresso da anomalie funicolari: tre su sei. Sarebbe dunque interessante ricercare la frequenza di tali anomalie e paragonare il riverbero sui tre gruppi. Tale studio ci consentirebbe di esprimere obiettivamente la cifra più importante di pH bassi nel gruppo A. Tomatis. Attualmente, con gli elementi raggruppati nel nostro studio, non possiamo che constatare tale dato.
- Per le acidosi moderate, notiamo 13% di casi per il gruppo A. Tomatis contro 23% per il gruppo testimone. Là ancora, non è statisticamente significativo.
Ritrarremo dunque che l'11% delle donne preparate mediante il metodo Alfred Tomatis presenta un’acidosi respiratoria neonatale severa. Essa si corregge nelle prime ore. Sembra legata alle rotture premature e prolungate delle membrane e ad anomalie funicolari. Ma non possiamo affermare tale ipotesi attualmente.
Allattamento all’uscita
Quattro modi d’allattamento sono catalogati:
-
allattamento materno
-
allattamento misto
-
allattamento artificiale
-
dietetica speciale
-
77% contro
-
60% per il gruppo non preparato
-
65% per il gruppo di preparazione classica
Tali percentuali d’allattamento materno per i gruppi non preparato e classico sono considerate statisticamente differenti.
Il 3% dei bambini dei gruppi classico e A. Tomatis beneficia di un allattamento misto contro il 5% per il gruppo non preparato. Ma tale differenza non è significativa.
Quanto all’allattamento artificiale, il 29% dei gruppi preparati classicamente e non preparati ha tale modo d’alimentazione contro il 17% per il gruppo A. Tomatis. Ciò è significativo.
Il 5% dei bambini del gruppo non preparato ha bisogno di un regime dietetico speciale contro il 2% per gli altri gruppi. Le differenze tra i tre gruppi sul tempo d’allattamento si effettuano dunque sugli allattamenti artificiali e sulle dietetiche speciali a beneficio degli allattamenti materni per il gruppo A. Tomatis (Allegato, Tavola n. 31).
Ritrarremo dunque che i genitori che seguono la preparazione A. Tomatis preferiscono allattare i propri bambini ma le scelte della preparazione A. Tomatis e dell’allattamento corrispondono a una medesima tendenza? Oppure la preparazione A. Tomatis influenza il modo d’allattamento?
Non possiamo rispondere a tali interrogazioni con tali semplici dati. Non siamo sorprese dei tassi differenti tra i tre gruppi concernenti le diete speciali. Essi confermano la conclusione dei parametri precedenti (prematuro, sofferenza fetale). Il gruppo non preparato è più esposto alle patologie ostetriche, dunque neonatali.
Conclusione
Al fine di ricercare l’impatto del metodo della preparazione audio-psico-fonologica sul parto e sullo stato del bambino alla nascita, abbiamo or ora studiato i parametri obiettivi che li qualificano. Il gruppo A. Tomatis è paragonato al gruppo senza preparazione e al gruppo di preparazione classica.
Se il metodo A. Tomatis non migliora la prevenzione della prematurità, favorisce i parti tra 40 e 41 settimane d’amenorrea, ossia un termine superiore di una settimana rispetto alle altre donne. Per contro, constatiamo due volte più rotture premature delle membrane senza influenzare la frequenza degli scatenamenti artificiali.
La media del tempo di travaglio è inferiore di quarantacinque minuti. Essa è essenzialmente dovuta al numero più importante di donne che partoriscono in meno di tre ore.
La dinamica uterina di tali donne è migliorata. Ritroviamo quattro volte meno ipocinesia di frequenza senza che vi sia una diminuzione significativa delle distocie dinamiche.
Lo studio comparativo delle patologie del travaglio mette in evidenza un rischio maggiorato dell'8% di ipertermie materne per il gruppo A. Tomatis ma la maggior parte resta isolata. Le rotture premature non sembrano sole responsabili di tale differenza. Notiamo meno difetti di progressione all’espulsione.
L’età gestazionale più avanzata per le donne spiega il peso di nascita più elevato (130 a 230 grammi in più).
Secondo l’Apgar, rileviamo che i «bebè A. Tomatis» recuperano più presto e meglio degli altri bambini. Ciò è probabilmente legato al termine, al peso, alla durata del travaglio, alla rottura prematura delle membrane che favorisce la maturazione polmonare. In contropartita, i pH mostrano più acidosi severe ma restano respiratorie e si correggono rapidamente.
Mediante il nostro studio, le rotture premature delle membrane, le febbri materne, e le acidosi non sono o parzialmente spiegate. Le constatiamo.
Le patologie non paiono avere riverberi maggiori. L’assenza di complicazioni prova che una presa in carico adeguata ha contribuito a una buona prevenzione.
Dobbiamo chiederci se le distorsioni esistenti nel nostro studio non modifichino i risultati ottenuti.
Terza parte: Discussione
A. il metodo Alfred Tomatis è soddisfacente?
B. Distorsioni e critiche
C. Proposizioni
Abbiamo presentato in una 1ª parte il metodo Alfred Tomatis e il suo autore. Poi in una 2ª parte, lo studio di tre gruppi di preparazione ha consentito di definire in modo rigoroso e obiettivo quali elementi della gravidanza o del parto fossero influenzati dalla preparazione. Secondo tale analisi, possiamo ora in una terza parte vedere se il metodo di preparazione fonica sia soddisfacente:
-
Per le pazienti che l’hanno seguita,
-
per Tomatis secondo ciò che ne attendeva,
-
e infine per il corpo medico.
Evocheremo poi le distorsioni e le critiche come limiti del nostro studio. Poi considereremo proposizioni al fine di migliorare tale preparazione a Foch per l’anno 1992, secondo le constatazioni studiate.
I ) La questione principale che ha motivato tale memoria è la seguente:
«Il metodo Alfred Tomatis è soddisfacente?».
- Il nostro studio consente di affermare che le future mamme ne sono globalmente assai soddisfatte. L’analisi della scala di Hamilton e le interviste realizzate in seguito di parto sono due mezzi complementari per apprezzarlo. Essi ci hanno consentito di dimostrare il beneficio della preparazione durante la gravidanza.
Uno dei vantaggi del metodo Alfred Tomatis che desideriamo mettere in evidenza è la sua NEUTRALITÀ tanto per le pazienti quanto per le levatrici. Mediante il suo principio originale, si rileva che l’orecchio elettronico non necessita, come altre preparazioni (sofrologia, yoga…), di un allenamento particolare, di un certo modo di vita, anzi di un’ideologia. Si nota per esempio che la preparazione non influenza la loro decisione rispetto all’epidurale o all’allattamento. Esse dicono che tali scelte erano «già fatte» o pure sono «totalmente dissociate». Si rileva parimenti la loro riserva rispetto alla preparazione. In seguito di parto, esse dicono: «l’allattamento avvia bene, il bebè sembra calmo, mi sento in piena forma… è forse l’influenza della preparazione, non lo so?». Tali reazioni illustrano bene la non-dipendenza rispetto all’orecchio elettronico. Il lavoro effettuato sull’orecchio necessita beninteso una ripetizione di più sedute ma in un periodo determinato. Tale meccanismo è poi padroneggiato dalla persona che si auto-controlla grazie a un migliore ascolto, una statica più dinamica. Il processo si intrattiene mediante la propria voce della donna. Tali «dettagli» ci sembrano importanti per il rispetto di un’individualità.
Per un lavoro sull’ascolto soddisfacente, le sedute sotto orecchio elettronico devono essere necessariamente frequenti e ravvicinate, su un certo periodo. Ciò spiega l’organizzazione della preparazione: due sedute settimanali per cinque settimane. Tale ritmo può parere vincolante. Necessita una disponibilità e una motivazione importanti da parte delle pazienti. Quelle che abbiamo incontrato hanno considerato il problema prima di investirsi in tale preparazione complementare. Esse non la avvertono come tale. Esse vi vengono responsabilizzate consce del benessere che procurano loro tali sedute. Attraverso quelle due ore che prendono per distendersi, esse sentono la posta in gioco di una comunicazione col bambino. Sono contente di venire così all’ospedale. Il fattore tempo è dunque un falso problema da risolvere inizialmente.
- Che dire poi di tale nuova utilizzazione dell’orecchio elettronico rispetto al suo inventore… se non che egli non ne attendeva nulla? Mediante la diversità dei suoi campi d’applicazione nonché le sue numerose constatazioni cliniche, Tomatis non attendeva alcuna prova dei benefici del suo metodo. La posta in gioco dell’orecchio elettronico a Foch per il dottor Alfred Tomatis era:
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Da un lato, la soddisfazione di mettere il suo metodo a disposizione di un nuovo pubblico
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dall’altro, il realizzarlo in un grande centro ostetrico consentiva di studiarne l’impatto in modo rigoroso e obiettivo.
Così, egli confronta il proprio entusiasmo alla reticenza del corpo medico. Tuttavia, egli spera di ottenere da tale sperimentazione uno sviluppo del metodo da parte delle levatrici e degli ostetrici. Così il CMC Foch appare come un centro pilota, di riferimento, per le grandi maternità che auspicherebbero investirsi in tale nuovo metodo di preparazione.
Sottolineiamo che i centri dell’ascolto Tomatis propongono sedute alle donne incinte ma esse non sono integrate in un corso di preparazione. Egli rimette l’avvenire di tale metodo nelle mani delle levatrici e dei medici.
- L’équipe medica costituisce in effetti il terzo termine da soddisfare. Le loro reticenze costituiscono un’esigenza del tutto ricca rispetto a un’innovazione nel campo della preparazione al parto. Occorre dunque tenerne conto.
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La critica principale verte su un’assenza di prove di efficacia al momento del parto. Abbiamo risposto a tale obiezione mediante l’analisi rigorosa dei parametri ostetrici. Certi elementi sono significativamente differenti.
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Viene poi un’insoddisfazione quanto agli effettivi. 58 donne hanno seguito la preparazione per una maternità che effettua più di 2000 parti all’anno… La cifra pare debole. Evocheremo certe proposizioni a tal proposito in un paragrafo seguente. Ma occorre tener conto del fatto che il metodo è stato messo in atto soltanto nel gennaio 1991 e che era quasi sconosciuto al gran pubblico. D’altro canto, tale piccolo effettivo è il riflesso di un elemento fondamentale del metodo: l’importanza che porta tale preparazione all’individualità. La struttura in piccolo gruppo fisso, che consente una convivialità, non deve in alcun caso essere modificata. Ma il modo in cui è messa in atto è criticabile su certi aspetti. Studiamo tale problema nelle critiche e proposizioni.
Quali erano le motivazioni iniziali del corpo medico assumendo la responsabilità di tale preparazione?
- L’obiettivo principale era di realizzare una valutazione di tale nuovo metodo di preparazione al parto.
Il metodo Alfred Tomatis applicato alla gravidanza e al parto è stato innovato nel servizio del Professor KLOPFENSTEIN, maternità dell’Est della Francia. Era necessario che un grande centro ostetrico stabilisse un lavoro d’analisi e di valutazione. Il CMC Foch ha risposto a tale obiettivo.
Per di più, esso completa il lavoro realizzato a Vesoul e partecipa a un’apertura al gran pubblico di tale nuova preparazione alla nascita.
- Tale preparazione risponde parimenti a un altro pensiero rilevato dall’équipe medica:
Numerose sono le donne che seguono una preparazione classica al CMC Foch. Esse ne riconoscono la necessità per un’informazione generale sulla gravidanza e l’apprendimento degli esercizi di respirazione per il parto. Esse affermano che tale preparazione in grande gruppo influenza poco il loro vissuto di donna incinta. In effetti, i gruppi sono importanti. Ciò impone un corso didattico. Un certo aspetto della preparazione è allora occultato. È dunque in termini di complementarità che la preparazione fonica è stata considerata inizialmente. Tale scelta dava alla maternità del CMC Foch un’immagine di modernità con il pensiero di offrire alle proprie pazienti una preparazione alla nascita originale e interessante. La proposizione del metodo Alfred Tomatis a Foch riflette una volontà di favorire i primi legami madre-bambino. Effettivamente, nel corso delle sedute, le future madri sono attente a tale comunicazione iniziale. Per di più, la sua originalità sensibilizza l’équipe su tale punto.
Tale innovazione ha avuto un impatto mediatico non trascurabile: «Parents Magazine», «Antenne 2» e altre stampe si sono spostate o interessate al soggetto. Non è forse senza legame con i 2013 parti festeggiati il 31 dicembre 1991!
Conclusione
Il metodo Alfred Tomatis studiato al CMC Foch nel 1991, malgrado un debole effettivo, apporta numerose soddisfazioni.
Le pazienti l’evocano con entusiasmo.
Il dottor Alfred Tomatis vede un’apertura nell’utilizzazione dell’orecchio elettronico a un nuovo pubblico.
Tale lavoro d’analisi rigoroso gli dà elementi concreti e obiettivi che studiano l’efficacia, l’impatto del suo metodo sulla gravidanza e sul parto.
Infine, il corpo medico può riferirsi a tale studio per la valutazione di una nuova tecnica che completa la preparazione alla nascita classica.
II ) Distorsioni e critiche del nostro studio
Il nostro desiderio di rigore e di obiettività ha obbligatoriamente mascherato certi aspetti psicologici, certo più soggettivi. Essi ci sembrano tuttavia interessanti. Prendiamo per esempio la scala di Hamilton. Essa non è che un piccolo mezzo per valutare il comfort psicologico che le donne paiono trarne. Essa non studia che l’ansia. Possiamo evocare alcuni elementi che abbiamo percepito soggettivamente che hanno a che fare con tale «comfort psicologico»:
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La calma dei bebè rilevata dalle madri,
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il loro benessere in seguito di parto, senza apprensione del ritorno a casa.
Dobbiamo considerare tale studio come imperfetto poiché riflette soltanto un aspetto del metodo Alfred Tomatis. Per esempio, la scala di Hamilton valuta unicamente l’ansia durante la gravidanza. Ciò ci sembra insufficiente per riflettere lo stato psicologico di una donna incinta. Un lavoro complementare potrebbe essere proposto in tale senso. Nondimeno, tale studio obiettivo è necessario poiché la gravidanza è un nuovo campo d’applicazione dell’orecchio elettronico. Risultati rigorosi sono attesi.
Tuttavia, la distorsione principale di tale memoria, causata da un’insufficienza di effettivi, non ci consente di dare molte cifre significative concernenti il parto. Per numerosi parametri, non abbiamo potuto trarre conclusione chiara tra:
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Un’assenza di differenza tra i gruppi
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oppure una differenza mascherata dal troppo debole effettivo.
I tre gruppi secondo i loro effettivi non sono comparabili.
III ) Proposizioni
Da tale limite nel nostro lavoro, speriamo molto nel proseguimento del metodo Alfred Tomatis proposto a Foch come complemento della preparazione classica. Tale continuità ci pare necessaria al fine di realizzare un bilancio più completo e di rispondere alle attese dell’équipe medica come a quelle dell’équipe A. Tomatis.
Nondimeno, per una migliore soddisfazione delle pazienti, abbiamo attinto nel nostro studio sull’anno 1991 alcuni suggerimenti per il 1992. Ci permettiamo così di enunciare alcune osservazioni:
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L’orecchio elettronico non è utilizzato che due ore alla settimana per un medesimo gruppo di 12 persone, ciò che contribuisce a limitare considerevolmente l’effettivo e che pare poco per una tecnica così sofisticata che è alla portata di tutti. Sarebbe auspicabile prevedere più flessibilità al fine di rispondere a una domanda certamente più numerosa (poiché tutte l’hanno proposto alle loro conoscenze…). Ciò necessiterebbe eventualmente della formazione di una levatrice.
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In più di tale investimento in tempo e in personale, si sollecita un’acquiescenza da parte dell’équipe per una migliore informazione, una facilità d’accesso e consentire a tale metodo di svilupparsi. Il CMC Foch è un centro pilota. Altre maternità potranno riferirvisi.
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Infine, discutendo con le donne in seguito di parto, si è rilevato che esse avevano ancora domande rispetto al metodo o non avevano ben colto certi aspetti:
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le sedute ravvicinate
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l’interruzione tra la fine delle sedute e il parto…
Si potrebbe considerare di sistemare a fine seduta fonica un tempo di scambio libero.
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Che esse possano parlare di ciò che apporta loro il metodo Alfred Tomatis
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insistere su certi punti per aiutarle a integrare le sfumature della preparazione Tomatis quali: l’allenamento, il ruolo della voce materna che intrattiene il fenomeno.
Conclusione
L’orecchio elettronico, alla base del metodo Alfred Tomatis, è un mezzo sofisticato per dimostrare l’importanza di una qualità d’ascolto. Per Alfred Tomatis scienziato, tale apparecchio costituisce lo sbocco delle sue ricerche in audio-fonologia.
Per Alfred Tomatis clinico, esso non è che il punto di partenza di un avanzamento gigantesco nel campo terapeutico.
Lungo le sue osservazioni e i suoi stupori, egli ha percepito che attraverso la rieducazione dell’orecchio, toccava alla verticalità del soggetto e alle sue reazioni psicologiche. La posta in gioco è considerevole poiché un migliore ascolto consente di ridare al paziente un dinamismo e una voce più affermata. Si tratta di un’apertura alla comunicazione.
Per estensione dei suoi lavori, Alfred Tomatis si è interessato alla genesi della comunicazione nella Nuit Utérine. È così che portando un’attenzione particolare al risveglio sonoro del feto, è nata la preparazione fonica al parto.
L’orecchio elettronico consente alle donne incinte di «aprire e arricchire» il proprio orecchio al fine di essere più distese e piene di vitalità.
Come diceva una donna in seguito di parto: «la cosa più semplice che potevo offrire al mio bambino era di essere ben riposata».
La teoria è seducente, la tecnica originale. Qual è l’apporto di tale studio per la sperimentazione dell’orecchio elettronico nella preparazione alla nascita realizzata al CMC Foch?
Gli elementi messi in evidenza possono essere raggruppati sotto il termine: comfort psicologico:
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Una diminuzione dell’ansia durante la gravidanza,
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un approccio sereno del parto,
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il ritorno a casa considerato senza apprensione in seguito di parto.
Nei parametri obiettivi del parto, abbiamo ritratto:
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Un termine di parto superiore,
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un travaglio più rapido,
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meno difetti di progressione all’espulsione.
Per quanto concerne i bambini:
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Un peso più elevato,
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un miglior recupero (secondo lo studio dei pH).
Ma tali dati troppo arbitrari riflettono difficilmente il vissuto di un parto. Sarebbe interessante definire altri parametri per studiare il bene di una preparazione al momento della nascita.
Quali sono le ripercussioni e come si prosegue il fenomeno ottenuto in fine di gravidanza sotto orecchio elettronico?
La posta in gioco del metodo Alfred Tomatis, grazie alla voce materna e al tono generato dalla rieducazione dell’ascolto, è l’arricchimento della comunicazione madre-bambino. La portata della sua scoperta oltrepassa dunque largamente, per Alfred Tomatis, le poche ore di preparazione all’ottavo mese della gravidanza.
Sarebbe appassionante poter realizzare uno studio longitudinale al fine di osservare l’evoluzione della comunicazione in utero del feto cullato da Mozart e dai canti gregoriani.
Cosa diviene essa dopo la nascita, durante i primi giorni alla maternità, poi presso il lattante e il giovane bambino?
Figure del documento originale
Schemi e illustrazioni tratti dal facsimile PDF dell’articolo originale.

Figura 1 — facsimile p. 5

Figura 2 — facsimile p. 7

Figura 3 — facsimile p. 8

Figura 4 — facsimile p. 13

Figura 5 — facsimile p. 15

Figura 6 — facsimile p. 18

Figura 7 — facsimile p. 20

Figura 8 — facsimile p. 21

Figura 9 — facsimile p. 23

Figura 10 — facsimile p. 30