Rapporto pedagogico di settantuno pagine, redatto nel settembre 1977 da Gaston Vanthuyne, José Denuyne e Roger Scheuer, professori all’Athénée Royal di Comines (Belgio). Gli autori vi rendono conto di un’esperienza scolastica condotta durante l’anno 1976-1977 su una classe intera di quinta Rénovée (trentuno allievi di dodici-tredici anni, ripartiti in un gruppo sperimentale di sedici allievi e un gruppo testimone di quindici), nel corso della quale l’apprendimento dell’inglese è stato condotto sotto il controllo dell’Orecchio Elettronico a Effetto Tomatis. Il rapporto, archiviato nei documenti personali di Alfred Tomatis, testimonia della penetrazione concreta del dispositivo Tomatis nell’insegnamento secondario belga e dell’applicazione metodica delle bande passanti etniche, del Retour Sonique Musique, della Musica Filtrata a 8000 Hz, dell’Inglese Filtrato e dei Parti Sonici all’integrazione di una lingua straniera.

Utilizzazione dell’Orecchio Elettronico a Effetto Tomatis nell’ambito del corso d’inglese di un primo anno dell’insegnamento secondario belga

a cura di Gaston Vanthuyne, José Denuyne e Roger Scheuer

Athénée Royal di Comines, settembre 1977 — rapporto pedagogico dattiloscritto, 71 pagine.

I. — Genesi dell’esperienza

La nostra esperienza è partita da una constatazione fatta nel corso di numerosi anni d’insegnamento dell’inglese: lo scarto crescente tra la qualità dell’espressione orale ottenuta nel secondario e il livello di comprensione uditiva atteso quando l’allievo è confrontato a un inglese reale — quello della BBC, di un corrispondente straniero, di un film in versione originale. Tale scarto, che i laboratori di lingue classici pervenivano a colmare solo a gran pena, ci ha condotti a volgerci verso il metodo messo a punto dal dott. Alfred A. Tomatis, che poneva l’audizione — e non più la produzione — al centro dell’apprendimento linguistico.

II. — Constatazioni preliminari e commento

Più autori anglosassoni avevano già attirato l’attenzione sulla priorità da accordare all’ascolto nella didattica delle lingue moderne: J.W. Fox (Teaching Listening Skills, English Teaching Forum, 1974), T.R. Anderson (Linguistics and the Teaching of Pronunciation, 1970) e R.C. Sittler (Teaching Aural Comprehension, 1975) avevano segnatamente mostrato che un gruppo di candidati allenati a notare stenograficamente trasmissioni di radio in lingua straniera oltrepassava, in pochi mesi, un gruppo che aveva studiato la medesima lingua dall’inizio per le vie tradizionali. S.W. Calhoun (Studies in Auditory Impressionability) e R.C. Bedford (The Aural-Oral Approach Re-viewed, 1969) nutrivano la medesima convinzione. Tali lavori, uniti all’opera del dott. Tomatis e segnatamente a Vers l’écoute humaine e a Éducation et dyslexie, hanno fondato il nostro passo.

III. — Obiettivi

Verificare, su una classe intera, in quale misura il passaggio sotto l’Orecchio Elettronico modifichi:

  • la selettività uditiva e la lateralità uditiva degli allievi;

  • la percezione e la produzione delle sibilanti inglesi (s, z, ʃ, ʒ, θ, ð, f, v) — fonemi estranei alla lingua materna francese degli allievi;

  • la memoria uditiva immediata e il ritmo verbale;

  • la qualità globale dell’espressione orale in inglese (intonazione, ritmo, iper-dittonghizzazione, aspirazione delle occlusive, mantenimento delle consonanti finali, riduzione delle vocali non accentate);

  • l’atteggiamento generale d’ascolto, la concentrazione e la rapidità d’integrazione delle strutture lessicali e sintattiche.

IV. — Esperienza

A. Fasi — 1. Testing

Tutti gli allievi di quinta Rénovée sono stati sottoposti, nel settembre 1976, a un esame completo: audiometro tonale da 125 a 8000 Hz per le due orecchie separatamente, test di selettività, ricerca dell’orecchio dominante, T.C. Esseo (prova di concentrazione), test G. Bastin di strutturazione verbale, prova di puntellamento, prova di ritmo di Stambak (ventuno sequenze ritmate, valutate su quindici o sedici punti), prova di Picture-words su centotrenta logatomi.

2. Costituzione dei gruppi

Sulla base dei risultati di tale testing, la classe è stata ripartita in due gruppi equilibrati:

  • un Gruppo Sperimentale (GE) di sedici allievi, che seguirebbe l’insegnamento dell’inglese sotto Orecchio Elettronico;

  • un Gruppo Testimone (GT) di quindici allievi, che seguirebbe l’insegnamento tradizionale.

3. Programmazione

La programmazione si è distesa sull’anno scolastico intero, in ragione di sedute quotidiane per il GE e secondo l’orario normale per il GT, essendo tutte le prove ripassate nel giugno 1977.

B. L’Orecchio Elettronico

L’Orecchio Elettronico condiziona l’audizione mediante una bascula elettronica che sollecita alternativamente il muscolo del martello (innervato dalla quinta coppia cranica — nervo trigemino) e il muscolo della staffa (innervato dalla settima coppia). Il canale A (audizione abituale A→E→G) cede il posto, oltre una soglia d’intensità, al canale A2 — donde emerge la nuova maniera d’udire A2→E2→G2 propria della lingua bersaglio. Ci si riferirà, per la descrizione osteopatica dell’orecchio medio, a Vers l’Écoute Humaine tomo I, capitolo II, pp. 162-164.

C. La musica filtrata a 8000 Hz (MF)

Conformemente ai lavori di Paul Madaule sull’azione della musica filtrata sulla membrana basilare — ricarica corticale, percezione globale, ricostituzione dell’immagine del corpo, liberazione della creatività — la MF a 8000 Hz costituisce, nella nostra esperienza, la fase passiva di riferimento. I filtraggi progressivi 500-8000 Hz portano l’orecchio a lasciarsi trasportare dalle armoniche acute, vissute talora come penose nelle prime sedute.

D. Le sibilanti inglesi

Tredici allievi del GE presentavano alla partenza una selettività aperta da 125 a 3000 Hz. Ora le sibilanti inglesi si trovano nella banda 500-2000 Hz mentre la banda passante caratteristica dell’ascoltatore inglese si estende da 2000 a 15000 Hz. La bascula elettronica sollecita allora simultaneamente il muscolo del martello (5a coppia) e quello della staffa (7a coppia), consentendo all’allievo di percepire e di riprodurre i fonemi s, z, ʃ, ʒ, θ, ð, f, v nelle condizioni fonologiche proprie all’inglese (cfr. Allegato III).

E. Constatazioni e commenti

1. Test d’ascolto

Gli audiogrammi del giugno 1977 hanno fatto apparire una netta apertura della selettività nel GE — particolarmente alle frequenze 3000, 4000 e 6000 Hz — mentre nessun miglioramento significativo era osservato nel GT, la cui selettività restava limitata alla banda 125-3000 Hz per la maggior parte dei soggetti.

2. Evoluzione della selettività

Sui sedici allievi del GE, quattordici presentavano nel settembre 1976 almeno un difetto di selettività; non ne restavano più che sette nel giugno 1977 — ossia un guadagno del 43,75%. Il GT, lui, contava undici allievi selettivamente deficitari nel settembre 1976 e sempre undici nel giugno 1977 — guadagno nullo.

3. RSM, MF, AP, ASM, ASA, MNF, Gregoriano

La fase passiva ha comportato del Retour Sonique Musique (RSM) lungo (trenta minuti) o breve (cinque minuti), della Musica Filtrata a 8000 Hz (MF) in sedute di quarantacinque minuti accompagnate da occupazione manuale, da proiezioni di film e da Picture-words. A partire dal mese di dicembre furono intercalati l’Inglese Filtrato (AP) a 5000 Hz, dopo quindici ore preliminari di MF, in alternanza di trenta minuti di MF seguiti da quindici minuti di AP. La fase attiva comprendeva Parti Sonici Musica (ASM) e Inglese (ASA), lunghi o brevi, completati da una ginnastica dei suoni acuti e dalla passazione di canto gregoriano. Taluni allievi vissero le prime sedute di MF come penose — reazione transitoria nota che si attenua nel corso della cura.

4. Sibilanti inglesi e implicazioni neuroniche

Il nervo auricolo-temporale, ramo della 5a coppia, comanda al contempo la mascella inferiore e la tensione del timpano; la 7a coppia cranica innerva il muscolo della staffa; la XIa coppia (nervo spinale) regola la muscolatura cervicale e partecipa alla postura d’ascolto; la Xa coppia (nervo glossofaringeo) interviene nel controllo laringeo. La postura d’ascolto definita da Tomatis si oppone radicalmente alla «noncuranza degli allievi al laboratorio di lingue» classico, e condiziona da sé stessa la qualità del condizionamento fonetico a venire.

Effetti extra-linguistici osservati nel corso del lavoro sulle sibilanti: concentrazione prolungata per quarantacinque minuti senza fatica apparente — tempo di lavoro che gli allievi avrebbero un tempo rifiutato categoricamente —, atteggiamento «aperto» alla fonologia straniera piuttosto che «analitico-sintetico», reinvestimento affettivo massiccio dell’apprendimento.

5. Memoria uditiva immediata

La prova di memoria immediata su sequenze di cinque-sei sillabe non grammaticali — che illuminano le ricerche di E. Marks, G.E. Müller e W. Epstein — ha confermato che la capacità di apprensione resta limitata a cinque sillabe, che oltre lo stimolo disattiva parzialmente l’attenzione e che una sequenza di sei sillabe non può essere restituita se non se l’allievo dispone di un crivello fonologico pienamente costituito. Il lavoro sotto OE, costruendo tale crivello, prolunga meccanicamente l’estensione di memoria utile.

6. Evoluzione del ritmo

La prova di ritmo di Stambak (ventuno sequenze) conferma una netta superiorità del GE: totale medio passato da 82,59 a 94,20 (+11,61), contro un guadagno di soltanto 3,89 nel GT (86,06 → 89,97). Il ritmo costituisce, conformemente alle vedute di Paul Chauchard, un fenomeno corticale primitivo di natura articolatoria e muscolare, accessibile al condizionamento neurologico.

7. Picture-words

I centotrenta picture-words tratti dal Picture Vocabulary di L.A. Hill, classificati secondo la loro struttura sillabica (326 monosillabici, 231 bisillabici, 99 polisillabici, e le loro combinazioni), sono stati registrati a 19 cm/s in linea diretta da una locutrice inglese del Centre du Langage di Parigi. La loro ripetizione, integrata alla cura d’inglese, ha mostrato che tali logatomi non sollevavano più alcun problema di discriminazione fonologica presso gli allievi preparati dalla MF — risultato manifesto da mettere a fronte dell’incancellabile difficoltà che essi rappresentavano ancora per il GT.

8. Il corso d’inglese

Il ritmo di lavoro del GE si è rivelato una volta e mezza più rapido di quello del GT. La memorizzazione dei testi, la loro integrazione in esercizi di manipolazione paradigmatica poi sintagmatica, il passaggio allo sketch come modo d’espressione preferito — tutto ciò testimoniava di un interesse vivo e continuo, che non flettette per tutto l’anno scolastico. Il mimetismo fonetico tra gli allievi di una medesima cabina, o tra cabine vicine, fu netto sin da febbraio e confermò la natura sonora e globale del contagio fonologico ricercato.

9. Il gruppo sperimentale dopo le grandi vacanze

Al rientro 1977, l’inventario di ciò che restava acquisito presso gli allievi del GE — sul piano della correzione fonetica, della memorizzazione dei testi e dell’utilizzazione delle strutture di base — ha fatto apparire una ritenzione superiore alle norme abituali: tre settimane di messa in gamba sono bastate a restaurare l’agevolezza acquisita in giugno, mentre il GT, sottoposto alla prova equivalente, restava al medesimo punto di partenza.

Conclusione

Se il rapporto che avete or ora letto sembra a prima vista allontanarci dal cammino tradizionale seguito dalla maggior parte dei professori di lingua, occorre ammettere che il nostro passo ha mirato a consentire al maggior numero possibile di bambini di superare gli svantaggi fisici che costituiscono altrettanti ostacoli insormontabili allo studio di una lingua: errori di spazializzazione, selettività perturbata, lateralità uditiva poco marcata — altrettanti fattori che tradiscono un cattivo ascolto, esso stesso responsabile, a nostro avviso, del difetto di conoscenza intuitiva della lingua materna e, di conseguenza, dell’impossibilità di integrare una lingua straniera.

Tali svantaggi sembrano poter essere corretti in larga misura: i nostri allievi hanno, nella loro maggioranza, affrontato la lingua nuova senza disagio d’origine fonetica, e l’installazione presso di loro delle nuove abitudini audio-vocali ha indotto i tratti prosodici della lingua bersaglio — supporto inconscio indispensabile a ogni appropriazione ulteriore.

Talune ipotesi nuove sono state imbastite nel corso della sperimentazione, segnatamente quelle dell’iper-dittonghizzazione e della memoria uditiva immediata. La programmazione può senza dubbio ancora conoscere numerosi perfezionamenti per ridurre il tempo dedicato al solo condizionamento fonologico — che non è mai che la prima tappa dell’apprendimento di una lingua straniera.

I punti che ci importano di più nel seguito di tale esperienza sono i seguenti:

  • la rimanenza del nuovo crivello fonologico e, per via di conseguenza, del ritmo e dell’intonazione della lingua bersaglio, negli anni a venire;

  • l’individualizzazione della programmazione sotto Orecchio Elettronico, al fine di meglio aggiustare la cura a ciascun bambino in particolare, all’inizio e in corso di condizionamento alla lingua straniera.

Se il primo punto può essere raggiunto, conseguenze importanti ne discenderanno quanto al ruolo fondamentale che dovrà svolgere, sin dall’età più tenera, l’educazione del ritmo e dell’intonazione, della lateralità, della conoscenza della specie. Sarà allora riconosciuto che un’educazione dell’ascolto, quale fu definita da A.A. Tomatis, deve necessariamente precedere ogni apprendimento di una lingua moderna — ivi inclusa la lingua materna.

Quanto al secondo punto, la sua messa in applicazione dipenderà dalle condizioni in cui potremo proseguire l’esperienza, ma anche dal modo in cui sapremo risanare, adattare e utilizzare tecniche che esigono da parte dei loro utilizzatori una rimessa in questione fondamentale. Il progresso non è forse a tale prezzo?

Gaston Vanthuyne, José Denuyne, Roger Scheuer
Athénée Royal di Comines
Settembre 1977

Allegato I — Materiale utilizzato

L’installazione si situa in un locale di 8 m × 6 m e comprende:

  • quattro Orecchi Elettronici, sedici auricolari, quattro microfoni (materiale APP);

  • quattro magnetofoni;

  • quattro cabine di quattro allievi ciascuna, disposte in tal modo che ciascun allievo possa vedere le proiezioni su schermo in buone condizioni;

  • sedici potenziometri che consentono a ciascun allievo di scegliere il proprio volume d’ascolto (materiale APP);

  • sedici circuiti «Equilibrio», comandati da un pulsante a dieci posizioni, che consentono una lateralizzazione progressiva e individuale (materiale APP);

  • sedici sgabelli disposti in cerchio per gli esercizi orali «fuori O.E.» (sketch, lettura, ecc.);

  • un proiettore per immagini fisse, uno schermo, una lavagna;

  • una scatola di derivazione che consente la diffusione ora di un programma comune, ora di due, tre o quattro programmi differenti;

  • due audiometri ZA-113 A equipaggiati di uno speech module.

Materiale sonoro: RSM breve (APP); cinque nastri di MF a 8000 Hz (APP); un nastro d’inglese filtrato a 8000 Hz (APP); un nastro di AS inglese (APP); una serie di sibilanti inglesi 500-8000 Hz (APP); tre nastri di Picture-words (APP); un corso d’inglese audio-visivo First Things First di L.G. Alexander (Longman); un nastro Liste de Fournier per audiometria vocale.

Allegati III e IV

L’Allegato III dettaglia gli esercizi di sibilanti inglesi costruiti a partire dalle coppie minime e dalle frasi-esercizio (da faceless expressions a Silly Sarah Swallow). L’Allegato IV riproduce i Picture-words utilizzati (An inkpot, an inkstain, a mirror, a hairbrush…) nonché il piano di sala dell’installazione.

Bibliografia selettiva

  • Calhoun S.W., Studies in Auditory Impressionability, Bureau of Educational Research Library, Ohio State University.

  • Waterman J.T., Linguistics for the Language Teacher, English Teaching Forum, vol. III, n. 4, 1965.

  • Bedford R.C., The Aural-Oral Approach Re-viewed, English Teaching Forum, vol. VII, n. 3, 1969.

  • Fox J.W., Teaching Listening Skills, English Teaching Forum, vol. XII, n. 4, 1974.

  • Anderson T.R., Linguistics and the Teaching of Pronunciation, English Teaching Forum, vol. VIII, n. 4, 1970.

  • Sittler R.C., Teaching Aural Comprehension, English Teaching Forum, vol. XIII, n. 1 e 2, 1975.

  • Pike K.L., Language in Relation to a Unified Theory of the Structure of Human Behaviour, Mouton, L’Aia, 1967.

  • Planchon F., La Recherche linguistique et l’enseignement des langues vivantes, Linguistica Antverpiensia II, 1968.

  • Tomatis A.A., Éducation et dyslexie, ESF, coll. Sciences de l’Éducation.

  • Tomatis A.A., Considérations sur le Test d’écoute, Société d’Audio-Psycho-Phonologie, giugno 1974.

  • Tomatis A.A., Études sur la sélectivité auditive, Bulletin du C.E.R.M. de la SOMITAP, ottobre 1954.

  • Tomatis A.A., L’Intégration des Langues Vivantes, Société d’Audio-Psycho-Phonologie.

  • Le Gall A., Le Redressement de certaines déficiences psychologiques et psycho-pédagogiques par l’Appareil à Effet Tomatis.

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  • Chauchard P., De l’Oreille au Psychisme (audiomatique auditive et pédagogique), Revue internationale d’Audio-Psycho-Phonologie, n. 2, novembre 1973.

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Fonte: Vanthuyne G., Denuyne J., Scheuer R., «Utilisation de l’Oreille Électronique à Effet Tomatis dans le cadre du cours d’anglais d’une première année de l’enseignement secondaire belge», rapporto pedagogico dattiloscritto di 71 pagine, Athénée Royal di Comines, settembre 1977. Documento digitalizzato proveniente dagli archivi personali di Alfred Tomatis.