L'Oreille et la Voix (1987)
Il grande libro di Alfred Tomatis sul canto e sulla voce, pubblicato presso le Éditions Robert Laffont nel 1987 e dedicato alla memoria del padre, il baritono Umberto Tomatis. Oltre quarant’anni di ricerche sull’Effetto Tomatis — la legge secondo cui «la laringe non emette se non le armoniche che l’orecchio è in grado di udire» — vi trovano la propria esposizione più accessibile e più completa. Da porre tra le mani di ogni cantante, professore di canto, logopedista e amatore dell’arte lirica.

«Si canta con il proprio orecchio.»
— Conclusione (assioma dell’opera)
Presentazione
Quarant’anni dopo la prima comunicazione dell’Effetto Tomatis all’Académie Nationale de Médecine (1957), Alfred Tomatis ritorna sul soggetto da cui tutto è cominciato: la voce. Ma questa volta non si rivolge più soltanto ai medici o agli scienziati: scrive per i cantanti, per i pedagogisti del canto, per gli amatori colti. Il libro è dedicato al padre, baritono all’Opéra di Parigi, che fu il primissimo paziente sul quale il giovane otorinolaringoiatra Tomatis provò, negli anni Quaranta, le proprie intuizioni cliniche.
L’opera dispiega progressivamente i legami tra orecchio e voce: perché un cantante lirico perde all’improvviso la voce dopo un grande successo? Perché la voce si ristabilisce quando si riaggiusta l’ascolto di quel cantante? In che modo l’orecchio elettronico permette al cantante di ritrovare il controllo armonico della propria emissione? Come spiegare le apparenti «voci morte» di Maria Callas, Mado Robin, Lily Pons e di tanti altri — e come le si risuscitano mediante l’ascolto?
Tomatis vi affronta inoltre soggetti più inattesi: la voce nel teatro parlato (Romy Schneider, Gérard Depardieu), la voce nell’apprendimento delle lingue straniere, la «colorazione nazionale» delle voci (la nasale francese, la banda passante russa estesa, l’attacco italiano), e gli imperativi del canto che trovano in ciascuna tradizione vocale la propria espressione storica e culturale.
Sommario
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A mio padre — lunga dedica, omaggio al baritono Umberto Tomatis e nascita di una vocazione.
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I miei esordi a teatro — l’infanzia nell’universo dell’opera parigina.
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Considerazioni sull’ascolto — i fondamenti audio-fisiologici.
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Gli imperativi del canto — anatomia, postura, respirazione, attacco, sostegno — visti dall’orecchio.
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La voce parlata — teatro, conferenza, cinema.
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Pedagogia dell’ascolto per il cantante — Orecchio Elettronico, esercizi, sblocchi.
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Conclusione — la grande sintesi: «si canta con il proprio orecchio».
Collocazione nell’opera
Tomatis ha impiegato quarant’anni a scrivere questo libro. «Quarant’anni costituiscono, come si sa, il minimo perché un’idea ingranata per vent’anni nell’intimità di un ricercatore cominci a collezionare aderenti», scrive nella conclusione. È l’opera in cui l’Effetto Tomatis, formulato per la prima volta all’Académie Nationale de Médecine nel 1957, compie la propria traiettoria pubblica: diviene un libro per il grande pubblico, cui faranno riferimento tutti i pedagogisti del canto interessati al metodo Tomatis.
L’essenziale
Lettura obbligata per ogni pratico del canto: professori, cantanti dilettanti, lirici, pop, jazz, coristi; ma anche per gli attori, i conferenzieri, gli insegnanti alle prese con la fatica vocale. Tomatis vi dimostra, con esempi clinici a sostegno, che la maggior parte dei disturbi della voce sono in realtà disturbi dell’ascolto — e che la via regia della rieducazione passa per la rieducazione uditiva. Da collocare in pendant con L’Oreille et la Vie (1977) che apriva il dittico biografico.
Disponibile in biblioteca — BnF, Sudoc.