Tomatís — Una experiencia para compartir
Tomatís — Una experiencia para compartir — Approccio all'audio-psico-fonologia
Libro pubblicato a Saragozza nel 2017 con il titolo «Tomatís, una experiencia para compartir — Aproximación a la Audio-Psico-Fonología» (Sibirana Ediciones, 204 pagine, ISBN 978-84-943988-0-3). Il volume nasce dall’incontro, a Saragozza, tra Juan Antonio Timor Pineda — pedagogista, maestro in lettere, pratico del metodo Tomatis da oltre tre decenni — e Chaime Marcuello Servós, professore di sociologia all’Università di Saragozza e padre di Luis, affetto da trisomia 21, il cui accompagnamento mediante il metodo è l’innesco del progetto. Premessa del Dott. José Mombiela Sanz, neurologo funzionale. Contributo di Christophe Besson sulla genesi e l’evoluzione dell’Orecchio Elettronico, datato Neuchâtel, settembre 2013. Una traduzione francese in via di completamento è in corso di preparazione; viene qui resa disponibile, nella propria versione di lavoro, a titolo informativo.
«Siamo in due. […] Questi due punti di vista, quello dell’esperto e quello del beneficiario, qui si incrociano, si rispondono, si completano. È precisamente questa doppia voce a costituire la singolarità di questo libro.»
— Juan Antonio Timor Pineda e Chaime Marcuello Servós, Capitolo 1
Presentazione
Il libro fa la rara scommessa di una scrittura a due voci tra colui che pratica il metodo da trent’anni e colui che ne beneficia in qualità di padre. Timor è l’esperto: conosce le macchine, i protocolli, il test d’ascolto, la storia dell’audio-psico-fonologia. Marcuello è il padre: ha scoperto il metodo perché la moglie ha seguito sedute durante la gravidanza per prepararsi al parto, e perché sin dai primi mesi della vita di Luis, diagnosticato in utero trisomico, la coppia si è messa alla ricerca di tutto ciò che potesse aiutare il proprio figlio. La scrittura comincia quando Luis ha tre anni e mezzo; oggi ne ha più di sette.
«L’innesco è stato Luis», scrivono gli autori. E più avanti: «È troppo presto per concludere definitivamente sui benefici a lungo termine del metodo. Ma talune correlazioni sono sufficientemente nette per meritare di essere nominate: il miglioramento della sua tonicità muscolare, i suoi progressi nella comunicazione, l’evoluzione della sua capacità di entrare in relazione con gli altri. La prudenza scientifica invita a porre fra parentesi tali legami. Ma l’esperienza umana, da parte sua, li rende difficili da ignorare.»
A tale singolarità di metodo — il continuo andirivieni tra l’esperto e il beneficiario, l’aspirazione a «raccontare, testimoniare, mettere in racconto» anziché redigere un trattato — si aggiunge un’attenzione particolare a campi sovente trascurati del metodo: la trisomia 21, l’orecchio musicale, l’integrazione delle lingue, i disturbi del sonno («quando la notte diviene nemica»), la sindrome di Ménière, il dialogo con la medicina ildegardiana.
La premessa del Dott. José Mombiela Sanz
L’opera si apre sulla voce di un neurologo funzionale spagnolo, il Dott. José Mombiela Sanz, che ricolloca d’emblée il metodo nel campo medico contemporaneo:
«Dal punto di vista della neurologia funzionale, accedere alla tecnica sviluppata dal Dott. Alfred Tomatis ha rappresentato — e rappresenta ancor oggi — un aiuto prezioso per tutti i bambini e gli adulti suscettibili di trarne beneficio. E ancor più per la relazione madre-poppante, lungo tutti i nove mesi che dura la gestazione.»
Mombiela iscrive il lavoro tomatissiano nella prospettiva dei tre anni che il cervello umano impiega a costituirsi in rete neuronale organizzata. Insiste sul fatto che «la tecnica psico-fono-uditiva di Tomatis […] interviene su un sistema in rete di reti neuronali, il suo effetto è comparabile a quello di una pedina del domino che ne fa cadere altre: innesca una cascata di regolazioni che migliorano il funzionamento globale. È preziosa in prevenzione, e ancor più preziosa in complementarità con altri specialisti.» E conclude: «Tale tecnica è viva. Non conoscerla significa ridurre d’altrettanto le opzioni terapeutiche disponibili.»
Il contributo di Christophe Besson: Genesi ed evoluzione dell’Orecchio Elettronico
Christophe Besson firma uno dei capitoli più preziosi dell’opera — una storia tecnica illustrata dell’Orecchio Elettronico dal 1965 sino a oggi, con fotografie a colori di ciascuna generazione di macchina. Vi si attraversano:
- L’Orecchio elettronico del 1965 — ingressi microfono e registratore, ritardo, bascula, C1/C2, conduzione aerea, equilibrio e conduzione ossea.
- La rete internazionale (1976-1982) — Madrid, Ginevra, Ottawa, Toronto, Montréal; passaggio dalle valvole ai transistor con Ed Agnew a Toronto, introduzione del parametro di precessione («quel tempo di preparazione vestibolo-cocleare che precede l’atto di ascoltare, risposta al desiderio di ascoltare che mobilita tutto il corpo ancor prima dell’arrivo del suono»).
- L’EE3PFR2 (1988) — la macchina più rappresentata nella letteratura tomatissiana, prima a riunire tutti i trattamenti senza accessorio aggiuntivo.
- 1992 — Acoustic System Besson SA a Neuchâtel: Tomatis affida a Christophe Besson la fabbricazione di tutti i propri prodotti, appena uscito dagli studi. L’A1 vede la luce lo stesso anno.
- 1995-2004 — La NewTec e gli anni difficili: macchina analogica a risposta infinita «molto prossima alla fisiologia dell’orecchio umano», messa a punto grazie ai lavori di ricerca digitale con l’Università di Danzica e l’Istituto di microtecnologia di Neuchâtel. «Tomatis morì a Carcassonne sul finire del dicembre 2001. Da quel momento, mi ritrovai quasi solo a produrre tali straordinarie macchine.»
- 2004 — La visita inattesa di Juan Antonio Timor: «Nel 2004, la visita inattesa di Juan Antonio Timor — venuto da Saragozza a Neuchâtel in furgoncino con la moglie e le figlie per convincermi a non rinunciare — ha mutato tutto.» È questa visita a rilanciare la produzione completa a partire dal settembre 2004: N425, N426, N430, indi oggi la Serie 7 (modello N727 ad architettura microprocessore e schermo OLED).
Il capitolo è firmato «Christophe Besson, Neuchâtel, settembre 2013». Disegna sullo sfondo un’amicizia ventennale tra l’orologiaio svizzero e il pedagogista spagnolo — senza la quale, senza dubbio, la produzione degli Orecchi Elettronici originali sarebbe scomparsa con il proprio inventore.
Sommario
- Premessa — Dott. José Mombiela Sanz.
- Capitolo 1 — Scopo e Metodo: Il nostro approccio; Un metodo di lavoro.
- Capitolo 2 — La nostra Esperienza: I nostri primi contatti con il metodo; L’arrivo di Cuca — e di un mondo che si capovolge; Ángel e Oroel — il diario delle prime sedute.
- Capitolo 3 — Scoprire Tomatis e il suo Metodo: Ascoltare, udire, percepire; L’orecchio, la cellula ciliata e i fondamenti del metodo; Le tre funzioni dell’orecchio.
- Capitolo 4 — L’ascolto della vita: Il suono che ci costruisce; Il test d’ascolto — «leggere un orecchio come si legge una vita»; L’orecchio elettronico.
- Capitolo 5 — Altre applicazioni e i loro risultati: L’integrazione delle lingue; L’orecchio musicale; La sindrome di Ménière; La sindrome di Down; Quando la notte diviene nemica; Sinergie e terapie complementari.
- Capitolo 6 — Saper ascoltare, imparare ad ascoltare: L’ascolto comincia da sé stessi; Dal suono al senso; Ildegarda e Tomatis — otto secoli di distanza, una medesima intuizione; Imparare ad ascoltare, una vita intera.
- Genesi ed evoluzione dell’Orecchio Elettronico — Christophe Besson.
- Epilogo — Ildegarda di Bingen e le sei regole d’oro del Dott. Strehlow.
- Lessico — l’audio-psico-fonologia spiegata termine a termine (audio-psico-fonologia; bascula; canale 1 / canale 2; cellula ciliata; coclea; conduzione aerea e ossea; curva d’inviluppo / etnogramma; dominanza uditiva destra; engramma neurologico; funzioni dinamogena e vestibolare; impedenza acustica; integrazione di un idioma; lateralità uditiva; legge di rimanenza…).
- Bibliografia delle opere di Alfred Tomatis.
Collocazione nella rete
Il libro si iscrive nella linea delle introduzioni al Metodo firmate da antichi allievi o collaboratori — al pari di L’écoute, c’est la vie di Patrick Dumas de la Roque o Apprends à écouter pour ton bien-être di Pierre Sollier. Se ne distingue per tre tratti:
- La doppia firma pratico / beneficiario, che conferisce all’insieme una carne che le opere puramente didattiche non possiedono.
- L’ancoraggio spagnolo: l’intero racconto clinico si svolge in Spagna, a Saragozza, con nomi di bambini (Luis, Cuca, Ángel, Oroel) che rammentano come esista una rete Tomatis ispanofona viva, ancora mal documentata in francese.
- Il posto accordato alla genealogia tecnica dell’Orecchio Elettronico da Christophe Besson — racconto che non si trova altrove sotto questa forma, e che illumina al tempo stesso il rigore d’ingegneria della linea Besson of Switzerland e la fragilità di una trasmissione che ha rischiato di estinguersi nel 2004.
L’essenziale
Un libro suggestivo, che completa utilmente la bibliografia del metodo. Da raccomandare in via prioritaria ai genitori di bambini affetti da trisomia 21 o da disturbi dello sviluppo, ai pratici ispanofoni e francofoni della rete, agli storici delle tecniche (per il capitolo Besson), e a ogni lettore sensibile all’avventura intellettuale di un metodo che si trasmette di testimone in testimone da oltre sessant’anni. L’accostamento finale tra Tomatis e Ildegarda di Bingen — «otto secoli di distanza, una medesima intuizione» — apre una feconda prospettiva spirituale, nella scia degli scritti tardivi di Alfred Tomatis stesso.
Juan Antonio Timor Pineda e Chaime Marcuello Servós, con il contributo di Christophe Besson. Premessa del Dott. José Mombiela Sanz.
Edizione originale spagnola: Tomatís, una experiencia para compartir — Aproximación a la Audio-Psico-Fonología, Sibirana Ediciones, Saragozza, 2017, 204 pagine, ISBN 978-84-943988-0-3. Una traduzione francese è attualmente in via di completamento; nessuna edizione italiana è a oggi annunciata.